Il Ponte, periodico del Medio Friuli Giugno 2020

Il Ponte, periodico del Medio Friuli Giugno 2020

Il Ponte, periodico del Medio Friuli Giugno 2020

FIABA:               SENZAZAMPA

C’era una volta un vecchio cane randagio davvero molto brutto, tutto spelacchiato e striminzito, talmente magro che gli si vedevano perfino le costole. Veniva soprannominato “Senzazampa” perché aveva perso anche una zampina dietro.  Era un cane randagio come ce ne sono a migliaia ma lui era il più saggio. La sua vita ricca di avventure e la sua intelligenza, sì perché i cani sono tra i più intelligenti del pianeta, gli avevano insegnato ad affrontare qualsiasi problema e con che soluzioni… Senzazampa era la dimostrazione che i cani non sono solo un corpo di peli che cammina e abbaia e che il loro cervello non si ferma solo ai  “siediti”, “corri” e “stai giù” ma possono capire gli  umani anche se non sanno risolvere i problemi di algebra. In più, con il naso che è anche il loro orologio, possono captare cose che agli umani non sarebbe mai consentito fare. Già da quando era un cucciolo, Senzazampa era uno spirito libero e ribelle, pieno di vita, amava le avventure e le peripezie. Appena la signora Clotilde, che viveva da sola con lui, apriva la porta, eccolo scappare per andare a esplorare la misteriosa città, in cerca di novità, curiosità e motivi di gioco. Ma, un brutto giorno, un’automobile lo investì e fu proprio in quel momento che egli perse una zampa. Fu raccolto dalla strada e rinchiuso in un canile dove capì subito che da lì non sarebbe più uscito. Non rivide più Clotilde e nemmeno lei lo cercò. Sempre chiuso, Senzazampa divenne triste e col tempo il suo desiderio di libertà e la sua curiosità scomparirono. Gli altri cani lo prendevano in giro e lo chiamavano  “Moncherino” e, appena avevano l’occasione, gli davano la colpa di cose che lui nemmeno conosceva. Così i guardiani castigavano sempre e soltanto lui. Un giorno, per un guasto elettrico alle serrature delle gabbie del canile, le porte magicamente si aprirono e tutti i cani riuscirono a fuggire.  Chi correva sulle strade, chi nei vicoli scuri della città. Solo Senzazampa era rimasto indietro. Non potendo correre, aveva preferito passare la notte in un cantuccio riparato ma, appena si fece giorno, si rese conto che non era più quello di prima, che mai avrebbe potuto riprendere a correre e saltare come tutti gli altri cani. Ad aumentare la sua malinconia ci pensarono gli umani, con la mania di giudicare ogni cosa senza prima fermarsi a pensare. I passanti, infatti, ridevano quando lo vedevano zoppicare malfermo, lo evitavano per il suo buffo aspetto, per il pelo sporco e trascurato e lo scacciavano in malo modo quando lui si avvicinava a loro. Ma Senzazampa non si perse d’animo e iniziò a ribellarsi. “Bau, bau, faccio ben vedere io chi è Senzazampa” diceva fra sé e sé. Cominciò a zoppicare per le strade della città insegnando ai giovani cani randagi come vivere al meglio, anche senza una casa e senza un padrone, e questo gli bastava per essere contento. Ma dopo qualche anno si trovò a invidiare i giovani cani cui faceva scuola di vita che, spesso, venivano tolti dalla strada e accolti tra braccia amorevoli di chi voleva coccolare e viziare quei batuffolini giocherelloni. Lui, invece, era vecchio, stanco e pure bruttino. Molte erano le volte in cui vedeva bambini che si avvicinavano ai cani randagi per accarezzarli e poi andare  di corsa a chiamare la mamma o il papà dicendo: «Portiamo a casa quel bel cagnolino? Guarda quanto è carino!»  Il più delle volte la risposta era sì. Un giorno, passeggiando con un piccolo bastardino graziosissimo, col musetto a macchiette bianche e nere, vide avvicinarsi una bambina bionda con due occhi dolci e pieni di tenerezza. Senzazampa la fissò per pochi istanti, poi abbassò la testa e si mise in disparte lasciando che lei accarezzasse il suo piccolo allievo. Invece avvenne il contrario. La bambina non guardò nemmeno quel meraviglioso batuffolo bensì andò verso Senzazampa, incredulo e meravigliato per quello che stava accadendo. Gli accarezzò

teneramente il musetto, proprio sopra il naso. Senzazampa lasciò scendere due lacrimoni che caddero a terra in mille goccioline. Accortasi di ciò, la bimba prese in braccio il saggio maestro, lo strinse a sé e gli giurò: «Da oggi tu sarai felice».  Lo portò a casa, dal padre, che era ed è il famoso “Mago dei carrellini”, colui che ha inventato i carrellini per cani disabili e Senzazampa lo era. Con quella bambina che si chiamava Giulia e suo padre Alessandro, Senzazampa riuscì a vivere una lunga vita a due ruote, nella loro casa speciale che ospitava animali disabili, cani e gatti, caprette, nutrie. Ce n’erano tanti e tutti venivano trattati bene, con l’amore quasi uguale a quello che loro sapevano regalare, senza chiedere nulla in cambio. E andavano anche a passeggio con tantissimi umani, anche loro disabili. Perché Alessandro, il mago dei carrellini, voleva che gli umani imparassero ad accettare la diversità, come la accettano gli animali tra loro, con naturalezza, come fosse una cosa normale e semplice.

www.pierinagallina.it/audio-fiabe/

(Per chi volesse ascoltare le 52 fiabe sonore ideate in 52 giorni di quarantena, tra cui Senzazampa).

CODROIPO – RIVOLTO (UD)

RICCARDO E GIACOMO TIBURZIO, artisti del Logo del progetto  “A FA BEN NOL È  MAI MAL”

I fratelli Riki, 14, e Giacomo, 10 anni, hanno messo su carta e poi colorato la frase che ripeteva sempre il loro amato papà Massimiliano:  “A fa ben nol è mai mal” e ne hanno fatto il logo di un progetto a favore dell’UILDM-ONLUS  di Udine, l’Associazione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare,  per l’acquisto di un’auto attrezzata per il trasporto di  persone in carrozzina. Riki e Giacomo, a loro volta, sono già stati destinatari di varie raccolte fondi che hanno recentemente permesso proprio l’acquisto di un furgone per loro attrezzato e ora vogliono ricambiare, donando a chi si trova nel bisogno.
Questo il loro messaggio, reso pubblico tramite mamma Meri: “Siamo molto orgogliosi di poter aiutare un pochino altre famiglie con le nostre stesse difficoltà, perché sappiamo bene quanto sia importante l’aiuto di tante persone che ci vogliono bene!”
Lo zio materno Cristian Tavano, per favorire la campagna di raccolta fondi, ha realizzato la canzone “Fragile” insieme a un collettivo di musicisti. Il video della canzone su https://www.facebook.com/a.fa.ben.nol.e.mai.mal/videos/247849182955958/

Tutti possono aiutare, donando o semplicemente condividendo questo link:  https://www.gofundme.com/f/uildm

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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6 Giugno 2020

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