IL PONTE – Periodico del Medio friuli – settembre 2018 - Pierina Gallina news

IL PONTE – Periodico del Medio friuli – settembre 2018

LIBRO: VIVI NEL CUORE

Vivi
sta per Viviana ed è il libro realizzato per non disperdere i suoi disegni
e le sue parole. E’ dedicato a chi non ha ancora trovato il modo di far
crescere il proprio  talento che è
un dono e ai “piccoli guerrieri” che ogni giorno combattono la loro malattia
per poter continuare a sorridere.
Chi
era Viviana Maniago?
Era
una ragazzina semplice ma anche impegnativa perché, nella sua semplicità, era
profonda, sensibile, mai superficiale e dotata di un pensiero capace di andare
oltre.  Sapeva porre domande grandi, mai
banali. I suoi occhi molto vivi e penetranti interpellavano e scrutavano per
capire oltre le parole. Era coraggiosa, artista in erba, bravissima a
scuola e aveva il sogno di iscriversi all’Istituto “Sello” di
Udine. 
Ma
non ce l’ha fatta. E’ volata in cielo a soli 13 anni, due anni fa. Aveva la
passione per i disegni e ne ha lasciati in eredità oltre 300. Disegnava
ovunque, anche sui libri. E ovunque scriveva.

Dai disegni
emerge prepotente il suo talento che  stava germogliando e che si coglie
nella
costruzione delle linee, nella postura delle figure e nell’espressione dei
volti.

Cosa non comune a questa età, come la padronanza dei volumi,
l’uso dei colori pastosi e corposi.

Viviana
aveva capito che, per disegnare le figure, sarebbe stato  necessario
studiare. Ma le è mancato il tempo e ha dovuto bruciare le tappe da
autodidatta.

Lo
stile dominante è quello dei manga giapponesi, fumetti di solito in
bianco e nero, e dell’Anima, cartoni animati che che si rifanno ai
manga. 

Si riconoscono dagli occhi grandi parlanti, cui  dare tutte le espresssioni. 
Occhi degni di una metropoli.
Nel
suo ampio repertorio, Viviana copiava ma cambiava i soggetti e li
fondeva unendo vari personaggi. Un esempio è Frozen e Astrid con grandi
ali d’angelo.  




Il ricavato è a favore di “LucaOnlus” di Udine

GIANNI
MORANDI E LE CANZONI D’AMORE A VILLA MANIN DOPO 30 ANNI

“Se mi
avessero detto che sarei tornato qui dopo trent’anni avrei detto “Eeeh…
figuriamoci” e invece eccomi qui. Non avevo la stessa giacca ma cantavo
molte delle canzoni di stasera”.
E, guardando il cielo “Non ero solo trent’anni fa. Con me c’era Lucio
Dalla”. E si commuove, da bravo ragazzo della porta accanto, confortato da
un caldo applauso.             
                     
                

Giove pluvio
irrispettoso non riesce a scalfire l’entusiasmo del folto pubblico per 
Gianni Morandi, l’eterno ragazzo che canta l’amore, con cui molti di noi sono
cresciuti e continuano a farlo.
Spente le luci della villa, un
attimo di buio ed ecco, puntuali le luci sul palco, i musicisti e Gianni col
vestito blu, il ciuffo ribelle e le grandi mani espressive, cantare
“Dobbiamo fare luce su cosa siamo noi” di Ligabue. 

Senza interruzione continua con “Non piangerò mai sul denaro che spendo…
la vita non è stare al mondo cent’anni se non hai amato mai”.

Poi saluta con un grande “MANDI” cui aggiunge “Occhi di
ragazza,
quanti cieli
quanti mari che m’aspettano
” e sempre  sorride.    Tra le 600 canzoni d’amore in
repertorio canta “Quando ripenso a te” 
dei Negramaro  e  
“Grazie perché”, “Io mi riposo dentro i tuoi occhi” e
poi, accompagnato solo dal violino e dalla sua chitarra  
“Stanno sparando, ma non a te…stanno morendo” poi un mix di canzoni
di epoche di anni diversi ” Non sarà solo una chimera, Stare insieme a te
non mi basta mai, La fisarmonica, Ma chi se ne importa se adesso il mio 
cuore  di spezza, Non son degno di te, Sui monti di pietra può nascere un
fiore,   Parlami di te bella signora,  Se non avessi più
te,  Anna,  Ma poi arrivi tu  e scegli me,  Scende la
pioggia ma che fa, crolla il mondo addosso a  me, Amo la vita più che
mai”.  Una collana di canzoni
d’amore che fanno ancora bene al cuore, parole semplici  di oggi e di
ieri,  rime che sanno di campagna, stelle, luna, felicità.
    
Dopo
l’assolo alla batteria  di Alberto Paderni la pioggia smette davvero
mentre  un brivido annuncia il pezzo da
90. “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones…nel
petto un cuore più non ha ma due medaglie o tre “.  Perfino il vento
applaude.   
Con la corista bresciana  Augusta
Trebeschi  intona “Siamo angeli con le rughe feroci sugli zigomi
” e poi il pensiero ancora va a Lucio Dalla. Gianni, giacca blu, è solo
sul palco. “Mi commuovo ogni volta che canto questa canzone”  annuncia guardando di nuovo il cielo  “ Qui dove il mare luccica e tira forte il
vento davanti al Golfo di Surriento… te voio bene assai, ma tanto tanto bene
sai”.  Ad accompagnarlo al pianoforte Alessandro Magri.  
 
Ricorda 
di aver registrato in un bagno, appena congedato a Pavia,  “Non sono
un uomo ancora sei troppo donna tu…sai darmi solo
tenerezza”.   In giacca rossa per “Bella Belinda, Andavo a
cento all’ora, Se vuoi uscire la domenica ti porterò con la 500 di papà, Fatti
mandare dalla mamma a prendere il.latte”. Cambia stile con  “Se
sei a terra non strisciare mai, devi contare solo su di te. UNO SU MILLE CE LA
FA. Finché non suona la campana tu vai, Un mondo d’amore”. 
 A gran richiesta il bis con il
pubblico in piedi per “Banane e lamponi e Si può dare di più senza essere
eroi, Non se ne va questo spirito libero e la voglia di chiamarti
amore”. L’amore, dunque, è il tema anche del “D’amore d’autore
Tour”, l’ultimo progetto live che prende il nome dall’omonimo album, il
quarantesimo nella sua carriera.  
Nella sua carriera Morandi ha messo
insieme tutto un universo di valori,  l’ottimismo, l’entusiasmo, la generosità, l’umiltà che sono la sua
identità e la sostanza delle sue canzoni.  “Spesso mi chiedo se sia il caso di
continuare a cantare ma ci sono altri cantanti più anziani di me che lo fanno e
allora… io vado avanti, finchè ci sono persone come voi che vengono ad
ascoltarmi, io ci sono. Io canto”.

Il lungo
applauso gli risponde “Sì, continua  a
cantare Gianni e a far risplendere l’Amore”.

Eccolo, il ragazzo
di 72 anni augurare  “Fate bei sogni
e spero di rivedervi senza aspettare altri trent’anni”.  
E sorride
di nuovo, pronto agli autografi.

Grande festa per i 90 anni di Maria Galasso

  GRADISCUTTA di
VARMO (Ud)
:   A onorare  le sue 
splendide 90 primavere,  Maria
Galasso Serodine ha avuto accanto a sé tutti i 
familiari, i figli Onorina, Irene e Claudio, i nipoti, i pronipoti
e  uno stuolo di parenti e amici che le
augurano di conservare la gioiosa simpatia, la salute e la laboriosità, doti
che fanno di lei una signora straordinaria.   

Nella foto con i nipoti da sx basso Simone, Arianna,
Stefano, Marco, Andrea, Roberto.

CODERNO-SEDEGLIANO (UD)                                    
SARA MARIGO HA FESTEGGIATO 
90 ANNI

Il 9 agosto tanti parenti, amici  e il personale della Casa di riposo “D. Moro”
di Codroipo le hanno fatto gli auguri con l’affetto e la stima che lei si è
sempre meritata. Innamorata della sua Coderno, Sara lo definisce il “Paese più
bello del mondo” e il suo pensiero corre sempre là e alla gente che vi abita. 

Il
regalo più bello che si possa farle è una visita, il dono di una porzione di
tempo. In cambio, lei recita i versi della Divina Commedia e le poesie della
sua infanzia oltre ai preziosi ricordi che desidera solo condividere.

CODROIPO  (UD)  Scuola

Riconoscimento di merito
al concorso nazionale “Premio Abbiati per la scuola” per gli alunni dei
laboratori musicali.

 Grande soddisfazione al concorso nazionale al  “Premio Abbiati per la scuola” per
il riconoscimento di merito ottenuto dagli alunni dei laboratori musicali
dell’ Istituto Comprensivo di Codroipo.

Il prestigioso premio dell’Associazione critici musicali italiani  è stato assegnato per la sezione “Espressioni
creative e partecipative” al 
cortometraggio musicale”404_page not found”.

L’elaborato vincitore è il risultato di un percorso didattico che ha visto
la partecipazione in totale di circa quaranta alunni delle classi quinte delle
scuole primarie d’ istituto e delle classi prime, seconde e terze delle scuole
secondarie di Codroipo e Varmo. I ragazzi sono stati coinvolti in un percorso
musicale di tipo laboratoriale a classi aperte sotto la guida delle docenti
Elena Bianconi (flauto dolce e traverso) ed Elisabetta Faggian (pianoforte e
attività corale). 

L’attività, fortemente sostenuta dalla Dirigente scolastica prof. Giovanna
Crimaldi, grazie alla collaborazione con la Scuola di musica Città di Codroipo
si è potuta avvalere della presenza dei Maestri Raffaele Pisano (chitarra) e
Geremy Seravalle (pianoforte).

Il percorso di lavoro, coordinato dalla prof. Elena Bianconi, è nato con
l’obiettivo di far creare ed eseguire ai giovani musicisti in maniera
estemporanea e in “presa diretta” una colonna sonora per un cortometraggio
video.

Il soggetto del video, proposto e realizzato dagli alunni, descrive le
simpatiche e sfortunate vicende sentimentali di un rotolo di carta igienica
azzurra alla ricerca della sua anima gemella rosa in un viaggio spericolato
attraverso i locali della scuola media. Dopo varie vicissitudini al momento del
sospirato incontro il protagonista però si è esaurito lungo il percorso e
appare la scritta “404 page not found” che dà il nome al video giocando sul
doppio senso della frase che indica un errore al pc ma anche la fine della
carta.

Grande è stato l’entusiasmo di tutti gli alunni nel prendere parte alle
varie fasi del percorso didattico collaborando con creatività e spontaneità
alla stesura della sceneggiatura, alla realizzazione delle riprese video ed
eseguendo la colonna sonora composta per l’occasione dal M.o Geremy Seravalle.

La cerimonia di premiazione si è svolta alla presenza di un pubblico di
oltre duemila persone presso il teatro romano di Fiesole (FI) il 21 giugno in
occasione della giornata europea della musica durante la serata che ha visto
anche l’esibizione della celebre orchestra giovanile italiana diretta dal  M.o Ezio Bosso.

Un meritato riconoscimento per gli alunni e i loro insegnanti: un premio
che valorizza le potenzialità della musica come mezzo di espressione,
aggregazione e partecipazione creativa all’interno della scuola
.

                                                                                             

RIVIGNANO TEOR (UD)

LA SCUOLA DELL’INFANZIA 
DI TEOR E’ CERTIFICATA “SCUOLA ALL’APERTO”, PRIMA E UNICA IN FRIULI.

La scuola dell’infanzia “Principessa Mafalda di Savoia” di Teor ha
ottenuto la certificazione di “SCUOLA ALL’APERTO” ed è la prima ed unica in
Friuli Venezia Giulia. Ad attribuire il prestigioso riconoscimento è stata l’Associazione
Manes riconosciuta dal Miur, che si occupa di educazione, di didattica, di
relazioni e di formazione sul territorio nazionale e non solo. La scuola la è
risultata anche vincitrice, assieme a una scuola media e a un istituto
superiore, dell’iniziativa “Non ti scordar di me” organizzata da Legambiente su
tutto il territorio nazionale per tutti gli ordini scolastici.

Una soddisfazione impagabile per le docenti della Scuola dell’Infanzia di
Teor che da 30 anni applicano una metodologia fuori dai canoni ordinari di
scuola. Una scuola a misura di bambini era l’obiettivo, una scuola certificata
e riconosciuta è il risultato. Convinte che sia prioritario l’impegno costante
verso i bambini per renderli protagonisti attivi con le mani e con la mente, le
insegnanti hanno permesso loro di vivere il giardino come luogo privilegiato e
incantato per tutte le attività ludico/didattiche, libere e guidate.

Il giardino è il facilitatore per scaricare tensioni, aggressività, bisogno
di movimento, pulsioni, e per ricaricarsi positivamente di nuova energia ed
emozioni finalizzate al benessere psico-fisico e alla prevenzione di dipendenze
future.

Grazie a un’azione sinergica tra docenti e famiglie per valorizzare ciò che
c’è, invece di polemizzare per ciò che manca, questa scuola è da anni
riconosciuta dalla comunità e dagli amministratori locali. La rappresenta un
albero antico e magico che bisbiglia ai bambini, alle maestre e a coloro che
sono bambini dentro. L’albero, con le radici ancorate alla terra, i rami
rivolti al cielo e con tutti i suoi ospiti, è vita e punto di partenza di un
giardino  prezioso perché attorno a lui
si gioca, si inventa, si chiacchiera, si immagina, si conta, si curiosa, si
esplora, si sogna, si litiga, si ride, si sperimenta, ci si abbraccia. Saltando
e scivolando tra ragnatele di fili di lana legati agli alberi, (berdei),
salendo sui rami, misurando con i sassi nel clapâr, travasando sabbia e acqua,
mangiando trisculis, costruendo trappole di stecchi, lavorando nell’orto
sinergico si impara ogni giorno con grandi emozioni. Giocando nel pantano,
scavando per dissotterrare ossa di dinosauro e resti di asteroide, accudendo i
pulcini nel pollaio, i bachi sui “telarins”, i girini nel laboratorio di
scienze, aggiungendo reperti al museo all’aperto, si vive la scuola in una
dimensione sospesa tra realtà e immaginazione. In ogni stagione si gioca, si
corre, si salta, si conta, si scrive con gli stecchi, si urla, si ascolta, si
osserva, ci si stupisce…per favorire sentimenti di gratitudine per la terra e
l’ambiente che ci ospitano e azioni di profondo rispetto globale. 

Così si
vivono “dal vero” il passaggio del tempo e delle stagioni, la nascita e la
morte che fa parte della vita, così si seminano passioni. Non ha prezzo vedere
i bambini con la felicità negli occhi, il vento misto a sabbia tra i capelli,
vermi e sassi nelle mani, stecchi e foglie nelle tasche e terra dovunque. La
terra è madre, è vita, è presente, è futuro. Messaggi semplici ma non scontati
e che non rientrano normalmente nelle programmazioni educative. Queste docenti
si sono assunte enormi responsabilità, si sono inventate un tipo di scuola
rispondente al loro desiderio di formare bambini veri, sani, si considerano
maestre di cortile con la terra nell’anima. I genitori hanno creduto in loro e
si sono fidati e grazie all’Associazione Manes questa realtà è divenuta un
nuovo modello di vivere l’ambiente scuola e l’educazione. Oggi le docenti
diffondono il messaggio che una scuola così è possibile per tutti e che questa
è la strada da percorrere se si vogliono bambini forti oggi e adulti sani
domani. ”I CARE” diceva don Milani. Non c’è altra via per chi ha a cuore il
futuro di questo mondo e non c’è futuro senza passione, entusiasmo, sinergia,
fiducia, gratitudine, reciprocità, sogni.

Perché la vera tecnologia rimane sempre nella mente e nel cuore delle
persone.



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pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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