IL PAESE – Magazine di informazione e cultura del MEDIO FRIULI aprile 2019

IL PAESE – Magazine di informazione e cultura del MEDIO FRIULI aprile 2019

                                      IO STO CON GRETA… OLTRE OGNI POLEMICA
 

Nel 1968 avevo 16 anni e scioperavo
per Mao Tse Tung, illustre personaggio di cui non sapevo nulla, se non che era
cinese. Nel 2019, Greta Thunberg ha 16 anni e si preoccupa per l’ambiente,
facendo scioperare migliaia di giovani di tutto il mondo.
Non per qualcosa
che non conoscono ma, purtroppo, per salvare la nostra Terra, il nostro pianeta
sempre più moribondo. A ucciderlo siamo noi, bipedi dalle teste poco funzionanti.  Ci ha dovuto pensare una ragazzina a
svegliare le nostre coscienze e a dar vita a uno sciopero capace di far parlare
della realtà, togliendo il velo all’indifferenza.  Gli studenti hanno colto l’appello di Greta, l’hanno
seguita. Sono scesi nelle piazze del mondo per dire basta alla plastica, al
buco dell’ozono, agli sprechi. Certo, qualcuno ha avuto piacere di marinare la
scuola ma, ne sono sicura, tantissimi sono stati quelli che ci hanno
creduto.  Molti criticano Greta, la insultano,
la descrivono come manovrata da adulti, malata, solo perché ha la sindrome di
Asperger, che malattia però non è. C’è chi addirittura vorrebbe metterla sotto
con la macchina e lo proclama nei social, purtroppo con notevole successo.
Va detto che la sindrome di Asperger  è solo
uno svantaggio pesante che porta con sé  anche 
grandi vantaggi, come un’intelligenza superiore alla norma, capacità di
fascino, di passione e volontà espressa seguendo sempre e solo le proprie
convinzioni.  Ritengo che la maggior parte del successo di Greta sia da attribuire a
lei e solo a lei. Immagino che quando Greta, Asperger dagli 11 anni, ha
cominciato a manifestare un forte interesse al cambiamento climatico, saltando la
scuola un giorno alla settimana per mostrare il suo cartello, sia stata la
stessa persona che l’ha diagnosticata a consigliare ai genitori di non
ostacolarla. E i genitori l’hanno lasciata fare
. Contrariamente a molti
adulti, i ragazzini e le ragazzine, per fortuna privi di sciocchi pregiudizi,
sono rimasti colpiti dalla convinzione di Greta, dalla sua fermezza, dalla sua
decisione, dal suo fascino. E l’hanno seguita. In tanti. Perché per gli
adolescenti avere una prospettiva di speranza è infinitamente importante. Gli amici di Greta lottano per il bene, non
si accodano al male, tanto di moda. Li abbiamo visti nelle foto e in tv. Erano bambini
e ragazzi allegri, pacifici, sereni. Spero crescano come adulti con valori, con
forza di carattere, coraggiosi. Il solo futuro possibile per una società
ammalata di odio.

Hanno sbagliato? Hanno lasciato sporcizia? Hanno marinato la scuola?  Può darsi, ma il problema del clima con le
sue bizze e l’inquinamento sono sotto gli occhi di tutti. A un palmo dal naso. Le balene muoiono soffocate da chili di
plastica nello stomaco. I ghiacciai si sciolgono e i mari si alzano. Di chi
sarà la colpa? Di noi umani con la nostra esagerata produzione di CO2?  Mi sa di sì
. Ecco perché io sto con Greta.
Certo, lei, noi, tutti i giovani del mondo, possiamo poco per proteggere la
specie umana, che è quella più bisognosa di protezione. Più della natura e del
pianeta. Stiamo seriamente rischiando di rendere invivibile l’unico pianeta che
abbiamo e, se per questo ci crediamo furbi, allora credo che meriteremmo
l’estinzione.
Perché allora prendersela con una ragazzina coraggiosa anziché con noi stessi? Ma
il messaggio di Greta non ha bisogno di retorica e non teme i nemici. Va avanti
da solo. Oltre gli insulti e i complimenti mielosi.  Intanto,
cosa potrebbe iniziare a fare ciascuno di noi?
Muoversi su ferro anziché su
gomma, imparare a usare le biciclette anziché la macchina per andare a prendere
il giornale, diminuire l’uso della plastica dagli imballi ai cotton fioc, dell’illuminazione
domestica e pubblica, del numero delle auto, dell’utilizzo del carbone anche se
ciò sta in mano ai potenti, e purtroppo è una delle concause del buco
dell’ozono.  

Tuttavia mi chiedo a cosa sarebbero
pronti a rinunciare tutti quei giovani manifestanti e non solo loro
.  Il nostro sistema consumistico ci chiede di
stare al passo, anzi di aumentare i consumi, pena la decrescita. Questa ipotesi
spaventa soprattutto i giovani che non hanno conosciuto la rinuncia e il vivere
con poco, come quelli della mia generazione. Cosa resta allora? Dire ai
potenti:” Avete creato il problema, adesso risolvetelo”? Fa un effetto
altisonante ma, finiti gli applausi e i titoli sui giornali e telegiornali, non
è che rimane tutto come prima? Greta dice che abbiamo solo 12 anni per diminuire le emissioni e salvare il pianeta
dai cambiamenti climatici.
So che dice il giusto e sono preoccupata, ma non
per me. Lo sono per i miei nipoti e per le generazioni future.

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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Giorni fa ho sperimentato l'indifferenza degli operatori economici (professionisti del lavoro) verso le tematiche ambientali. Di ritorno dal Forum Mondiale sulle foreste urbane di Mantova e dagli Stati Generali del Verde Pubblico di Padova ho letto i miei appunti al Consiglio Direttivo di un Sindacato Udinese. Una trentina di persone si sono spazientite nel sentire riflessioni, auspici e programmi per la mitigazione di questi fenomeni, mentre non volava una mosca, in sala, quando l'argomento è stato: "mutui, agevolazioni creditizie, garanzie economiche ecc". Mi sono sentito una persona fuori dal coro.

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16 Aprile 2019

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