GAUGUIN E GLI IMPRESSIONISTI a PADOVA – PALAZZO ZARABELLA – 30 dicembre 2018 con Abaco Viaggi - Pierina Gallina news

GAUGUIN E GLI IMPRESSIONISTI a PADOVA – PALAZZO ZARABELLA – 30 dicembre 2018 con Abaco Viaggi

Visitare la mostra sugli impressionisti, in esclusiva assoluta per l’Italia, a Palazzo Zabarella
a Padova, ha rappresentato per me entrare nei dipinti-capolavori e nei tesori francesi del Museo
danese di Ordrupgaard.

Vedere da vicino quadri di Cézanne, Degas, Gauguin,
Manet, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Matisse, e sapere che Padova è stata tra le quattro scelte come sedi mondiali, a 100 anni dall’inaugurazione, mi ha riempito di orgoglio. 

La mostra è stata un viaggio
straordinario nella  pittura che, dall’ impressione, esce legata
all’anima.

Alla fine del 1800, gli  artisti cercano luoghi
alternativi agli studi chiusi che imbrigliano la creatività. La grande rivoluzione
impressionista inizia con le tele colorate, i colori  persistenti,
la fotografia e gli stimoli culturali assorbiti da generazione di artisti
che decidono di e avere contatto diretto con reale. 

Che abbandonano 
Parigi. 

Che portano avanti  percorsi creativi che illuminano il 
modo di vedere e pensare.  

Grazie alle precise spiegazioni della guida interna del museo, ho colto il valore della strepitosa collezione creata ai primi del Novecento dal
banchiere, assicuratore, Consigliere di Stato e filantropo Wilhelm Hansen
e da sua moglie Henny. Collezione che è considerata oggi una delle più
belle raccolte europee di arte impressionista.
E che,
all’indomani del
primo conflitto mondiale veniva valutata come « senza rivali nel nord
Europa ». Palazzo Zabarella si è rivelato perfetto contenitore quale palazzo tra i più antichi di Padova, ricoperto di pietre recuperate dai templi romani, che furono anche le basi delle torri medievali del 1100.

60  le opere in mostra.  L’allestimento riporta alla pittura della prima metà dell’800, a casa di: William Henger Dante  della Croix, il primo ad accostare colori complementari che si
illuminano a vicenda;  Courbé  che dimostra come la realtà delle cose possa essere
dipinta.  Corot che traghetta verso l’impressionismo dopo essere stato a Londra e aver conosciuto Tharner.  Le nuvole corrono e i dipinti
finali hanno luce argentea.   Monet, padre dell’ impressionismo, che inizia
e finisce idipinti davanti alla natura. Nel 1874 realizza la prima mostra sull’impressionismo.
Nel 1880 l’impressionismo muore. 

Unico fedele è Sisley con l’en plein air.  Dal 1875,  il colore si illumina, abbassa linea dell’ orizzonte, diventa il re dei cieli, il re delle
nuvole. Costruisce leimmagini con pennellate incrociate. e la parte più in
basso libera. Sisley è colorista straordinario.  

Gli impressionisti lavorano
su base chiara, sono i primi a mettere il vetro sopra le tele, usano le cornici bianche e
piatte, ma non se ne sono conservate. Budain anticipa
l’impressionismo, eleggendo il plain air a suo elemento chiave . Ma dal 1881, a 41 anni,  capisce che una visione non può essere
colta in velocità. 

Arriva alla serie perché un unico quadro non basta.   Pissarro, del 1830, prima si aggrega alla scuola  del puntinismo e poi torna all’ impressionismo.  Da Cezanne nasce il cubismo.  
Degas, indagatore dell’universo
femminile, usa la trementina per diluire i colori. Gauguin opera nel 1888 in Bretagna
dove cerca la natura ma va oltre ritenendo che l’arte sia astrazione.  Nel novembre 1888, ad Arles, inizia la convinvenza con Van Gogh ma, dopo due mesi, finisce. Gauguin va oltre l’ influenza di Van Gogh, cerca qualcosa di diverso.  Usa colore compatto e coprente e la cera per evitare la vernice.
Gauguin va a Tahiti per cercare l’autenticità archetipa. L’opera “Cestino di Pere” di Manet conclude la mostra. Su 200 sue opere 60 sono nature
morte. Nell’ultimo periodo le dipinge da disteso.   

                              E POI… A PADOVA, la città dei 3 senza (santo senza nome, prato senza erba, caffè senza porte)


Prato della Valle, piazza monumentale, con le statue di 80  uomini artisti, scultori, scienziati, privati
sconosciuti, altri  non padovani ma importanti per Padova come  Galileo
Galilei. 

E’ la più grande d’Europa.
Seconda alla Piazza rossa di Mosca. Napoleone vi piantò gli alberi della libertà.

 Basilica di S. Antonio che richiama 5 milioni di pellegrini ogni anno. Il giro del Pellegrino inizia da sinistra e porta alla cappella delle reliquie, alla bara di legno, alle reliquie con la  mandibola e la  lingua, trovata  intatta dopo  30 anni dalla morte. La Basilica
fu costruita in 80 anni ed è il compendio degli stili più belli, dal gotico al tardo
barocco. La Pontificia Basilica di Sant’Antonio  è uno dei principali luoghi di culto cattolici della città di Padova,
contiene capolavori dell’architettura gotica, della pittura medioevale, opere manieriste e barocche.


 

 Con Chiara, la guida, e Lara, l’accompagnatrice Abaco.

Caffè Pedrocchi e Università, con Renata 

Una giornata all’insegna della cultura in ambito artistico e di conoscenza della città del santo (S. Antonio) nato a Lisbona nel 1195. Padova merita di essere conosciuta perchè è uno dei centri culturalmente più interessanti del Nord-Est, di grandi tradizioni artistiche e
culturali.  Padova vanta insigni monumenti di grande interesse storico e
artistico.

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pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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nicoletta

Grazie Pierina!Sempre precisa, ma soprattutto regali ulteriore curiosità!

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13 Gennaio 2019

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