TIZIANO ROMANELLI E IL SUO LEGNO

TIZIANO ROMANELLI E IL SUO LEGNO

Da “Il Ponte” Febbraio 2010 Sedegliano

“Vivo in armonia con il legno e mi piace da quando lo pianto, lo curo nei giardini, lo taglio…purtroppo e lo lavoro.” Si presenta così, e con una semplicità disarmante, Tiziano Romanelli, nato e sempre vissuto a San Lorenzo, in Via Molino, prima 34 e poi 46, un paese che sente suo. Ritiene eccessivo definirsi “artista” nonostante il livello delle sue creazioni indichi il contrario. Preferisce essere riconosciuto come un eclettico che ama giocare, spaziare, divertirsi, con il legno, dopo il lavoro di Operatore Tecnico al Distretto di Codroipo. Uno che fa “di tutto un po’”, plastici e restauro, oltre a oggetti che si muovono, che suonano o fanno sentire la loro voce. Macchine per pasta, “Scrassulis”, coppe, in virtù del proprio ruolo di allenatore di pallacanestro, quadri, tavoli, orologi, monili, gioielli, giocattoli delle più originali fogge. Perfino un quadro con illusione ottica intarsiata di palissandro su acero. Ma come è nata questa passione per il legno? “ Abitavo vicino a Giovanni Misson – racconta – un falegname burbero ma solo in apparenza. Mi diceva quattro parole al giorno, ma aveva piacere di farmi capire le cose. Io, piccolissimo, gli rubavo dei pezzi di legno e facevo barchette. Più grandicello gli chiedevo di spianare. Mi lasciava fare ma mi guardava, preoccupato che non mi facessi male. Poi ho abbandonato questi giochi con il legno e ho lavorato in una fabbrica di ferro. Ma la passione si faceva sentire al punto che mi costruii un tornio per il legno. La mia prima opera fu una bugia o portacandela rotonda e piatta. Erano gli anni 80. Dopo il lavoro mi rifugiavo nella stalla dei miei nonni, ormai senza mucche, e realizzavo svariati oggetti in legno. La stalla fu demolita e io iniziai a fare plastici in un garage. Collaboravo con gli studenti della facoltà di architettura di Venezia e realizzavo i plastici dimostrativi dei loro progetti nelle tesi di laurea. Poi ho scoperto il restauro dei mobili. Non sto mai fermo”. La sua passione non ha cedimenti e le sue opere non sono in vendita. Ma in mostra sì. “ Il me len” era il titolo della sua prima esposizione personale, a Cjase Varnèl Rinaldi, a San Lorenzo. I capolavori usciti da mani dotate di precisione certosina ed impressionante creatività sono stati ammirati da tantissime persone che non hanno esitato a definirlo “Artista”.

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè non posso farne a meno. A rileggerci allora...

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