SUOR AMELIA CIMOLINO ricordata a Tricesimo (Ud)

SUOR AMELIA CIMOLINO ricordata a Tricesimo (Ud)

SUOR AMELIA CIMOLINO ricordata a Tricesimo (Ud)

Suor Amelia Cimolino, la madre Teresa friulana, è stata ricordata il 20 marzo 22, a Tricesimo (Ud), con una raffinata ed emozionante presentazione di Nai Cao o Mamma Bianca: Missionaria per 72 anni, ha dedicato la lunga vita agli ultimi, fondando il Villaggio dell’amore in India.

Nata il 20 settembre 1912, a Carpacco di Dignano (Ud), da Amelia e Antonio Cimolino, ha vissuto 94 anni. Una ragazza di campagna come tante, operaia nella filanda del paese e pronta a diventare sposa e madre ma…un giorno sua mamma la spinge ad andare alla messa per ascoltare le parole di un missionario. Maria, chiamata Mariute, contro voglia ci va.

Durante l’omelia improvvisamente sente un fuoco dentro, non capisce cosa le stia succedendo. Improvvisa, la vocazione. Si rivolge al parroco mons. Sant che la indirizza dalle suore di Fagagna. Ha 19 anni e la sola cosa che desidera è andare in missione fra i lebbrosi. Fa il noviziato presso le suore di Carità o di Maria Bambina a Bergamo e la scuola infermiera per malattie tropicali a Genova.

L’8 dicembre 1933 “la vestizione” a Bergamo dove chiede di prendere il nome della mamma: “Amelia”. Abbandona tutto e tutti per seguire il fuoco che arde dentro, l’amore verso i più poveri e bisognosi; chiede di andare nei paesi flagellati dalla lebbra: India e Birmania. Nel 1934 sbarca in India diretta in Birmania dove svolge la sua opera fra i lebbrosi, con amore e carità, con il totale sacrificio personale nel tentativo di contribuire alla sopravvivenza delle popolazioni più dimenticate, esprimendo la più vera solidarietà umana: senza distinzione di razza, religione e cultura. Viene chiamata “mamma bianca” (nai cao).

Nel 1970 viene rimpatriata per gravi motivi di salute. Guarita, riparte per l’India dove con il generoso contributo dei benefattori italiani e non, ai quali mai è mancato il suo grazie e la sua preghiera, ha creato un villaggio, “Olavina Halli” “Villaggio dell’Amore”, dove i più poveri, i diseredati, ammalati, lebbrosi, “gli ultimi”, hanno un ricovero, delle cure mediche, un pasto al giorno e soprattutto l’amore. Un luogo dove la persona riacquista una dignità, la dignità d’uomo che la vita gli aveva tolto.

Suor Amelia vive 72 anni di missione, di cui ben 36 in Birmania dove giunse appena 22enne, con il solo desiderio di aiutare i lebbrosi, gli ultimi, gli abbandonati da tutti.

Suor Amelia è tornata alla Casa del Padre il 19 giugno 2006 all’età di 94 anni. A Bangalore – India.

Musica con Nicole Coceancig, lettura scenica di Leda Palma, testimonianza di Antonietta Cimolino, le hanno reso l’onore che merita.

Con garbo e gentilezza, a cura dell’associazione “Le nuove Querce”.

Shttps://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjA163uyPD2AhXog_0HHdE2BYoQwqsBegQIAhAB&url=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DV-TbjxzFk5E&usg=AOvVaw2FK1piAIJieoWK9ewhR0wNuor Amelia Cimolino nasce a Carpacco di Dignano (UD) il 20 settembre 1912 da Amelia e Antonio Cimolino. Una ragazza di campagna come tante, operaia nella filanda del paese e pronta a diventare sposa e madre ma…un giorno sua mamma la spinge ad andare alla messa per ascoltare le parole di un missionario. Maria, chiamata Mariute, contro voglia ci va. Durante l’omelia improvvisamente sentì un fuoco dentro, non capiva cosa le stava succedendo. Improvvisa era arrivata la vocazione. Si rivolse al parroco mons. Sant che la indirizzò dalle suore di Fagagna. Aveva 19 anni e la sola cosa che desiderava era andare in missione fra i lebbrosi. Il noviziato presso le suore di Carità o di Maria Bambina a Bergamo e la scuola infermiera per malattie tropicali a Genova. L’8 dicembre 1933 “la vestizione” a Bergamo dove chiede di prendere il nome della mamma “Amelia”. Abbandonò tutto e tutti per seguire il fuoco che ardeva dentro, l’amore verso i più poveri e bisognosi; chiese di andare nei paesi flagellati dalla lebbra: India e Birmania. Nel 1934 sbarca in India diretta in Birmania dove svolge la sua opera fra i lebbrosi, con amore e carità, con il totale sacrificio personale nel tentativo di contribuire alla sopravvivenza delle popolazioni più dimenticate, esprimendo la più vera solidarietà umana: senza distinzione di razza, religione e cultura. Era chiamata “mamma bianca” (nai cao). Nel 1970 viene rimpatriata in per gravi motivi di salute. Guarita riparte per l’India dove con il generoso contributo dei benefattori italiani e non, ai quali mai è mancato il suo grazie e la sua preghiera, ha creato un villaggio “Olavina Halli” “Villaggio dell’Amore” dove i più poveri, i diseredati, ammalati, lebbrosi, “gli ultimi”, hanno un ricovero, delle cure mediche, un pasto al giorno e soprattutto l’amore; un luogo dove la persona riacquista una dignità, la dignità d’uomo che la vita gli aveva tolto. 72 anni di missione di cui 36 in Birmania dove giunse appena 22enne con il solo desiderio di aiutare i lebbrosi, gli ultimi, gli abbandonati da tutti. Suor Amelia è tornata alla Casa del Padre il 19 giugno 2006 all’età di 94 anni.

Condividi

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

Articoli recenti
Archivi
Categorie
Tag