Pasqua 2021 Fiaba Il Lisciabaffi del leprotto - Pierina Gallina news

Pasqua 2021           Fiaba          Il Lisciabaffi del leprotto

Pasqua 2021 Fiaba Il Lisciabaffi del leprotto

Fotografia di Walter Lavaroni – Pradamano (Udine)

Fiaba inserita nel libro “UN ANNO DA FIABA” in uscita il 23 aprile 2021

Età suggerita: da 3 a 10 anni

Nel bosco delle querce, tra i tanti animali che lì vivevano felici, c’era una famiglia di lepri. Papà Otto il leprotto, mamma Carlotta la leprotta e sette leprottini, uno più bello e vispo dell’altro. Tutti erano ricoperti di morbido pelo grigio-cannella che, sotto sotto, si schiariva in un tenue color nocciola.

Con le orecchie lunghe e dritte, erano sempre attenti ad ascoltare. In più, il loro sogno era poter avere un paio di baffi degno di nota. Per questo, se li leccavano continuamente con un colpetto di lingua rosata, nella speranza di farli crescere più in fretta. Così, sarebbero diventati maestosi come quelli di papà Otto.

Perfino nonna Talpa sporgeva al massimo la testa fuori dalla tana e si sforzava di poterli ammirare, ma doveva fidarsi di madama Norina la Lumachina che, con grande calma, assicurava: «Sì, diventeranno baffi da veri leprotti».

Si stava avvicinando la Pasqua e, mentre il bosco si preparava alla festa con ghirlande di margherite e petali di ciclamino, mamma Carlotta e papà Otto si chiedevano quale dei loro figli sarebbe diventato il vero leprotto di Pasqua. Pensierosi, li osservavano a uno a uno.

Sarebbe stato Otto junior, il più grande? Oppure Ottino, che del bosco era il beniamino?

O l’ultimo nato, che non aveva ancora un nome, ma tutto il giorno saltava felice sotto l’ombra della quercia?

Non riuscivano a decidere. Così, mamma Carlotta prese un cestino con sette uova e papà Otto chiamò a sé i leprottini.

Con aria solenne, disse al più grande, Otto Junior: «Prendi un uovo dal cestino e portalo nel giardino della casa dove ci sono molti bambini».

Il leprotto prese l’uovo d’oro, corse nel bosco, attraversò il ruscello, corse per il prato e giunse al giardino della casa. Qui, volendo saltare oltre il cancello, fece un balzo troppo alto e l’uovo cadde e si ruppe.

No. Otto Junior non era il vero leprotto di Pasqua.

Ora toccava al secondo, che prese l’uovo d’argento, corse via nel bosco, attraversò il ruscello, corse per il prato, ma la gazza ladra gridò: «Dallo a me l’uovo, dallo a me l’uovo, ti regalerò una moneta d’argento».  E, prima che il leprotto se ne accorgesse, la gazza ladra aveva già portato l’uovo d’argento nel suo nido.

No, neanche questo era il leprotto campione della Pasqua.

Ora toccava al terzo, che prese l’uovo di cioccolato, corse nel bosco, attraversò il ruscello, e incontrò uno scoiattolo che scendeva, saltellando, da un alto pino.  Lo scoiattolo spalancò gli occhi e chiese: «Scusa, ma è buono l’uovo?»

«Non lo so.  Lo voglio portare ai bambini».

«Lasciami assaggiare un po’, dai».

Lo scoiattolo cominciò a leccare ma, siccome gli piaceva tanto, non finiva mai e leccò e mangiucchiò pure il leprotto, fino a che dell’uovo non rimase più nulla. Quando il terzo leprotto tornò a casa, mamma Carlotta lo tirò per i baffi, ancora pieni di cioccolato e lo rimproverò: «Neanche tu puoi essere il vero leprotto di Pasqua. Troppo golosone sei».

Ora toccava al quarto.  Il leprottino prese l’uovo chiazzato. Corse nel bosco e arrivò al ruscello. Saltò sul ramo d’albero posto di traverso ma, nel mezzo, si fermò. Guardò giù e si vide riflesso come in uno specchio. E mentre si guardava … splash… l’uovo cadde nell’acqua.

No, neanche questo era il super leprotto di Pasqua.

Ora toccava al quinto, che prese l’uovo giallo, corse nel bosco, incontrò la volpe, che gli chiese: «Su, vieni con me nella mia tana a mostrare ai miei cuccioli questo bellissimo uovo!»

I piccoli volpacchiotti si misero a giocare con l’uovo, finché questo urtò contro un sasso e si ruppe. Il leprotto corse svelto a casa, con le orecchie basse, chiedendo scusa.

Il sesto prese l’uovo rosso, corse nel bosco, dove incontrò un altro leprotto. Appoggiò l’uovo sul sentiero e cominciarono a litigare e a darsi grandi zampate. Alla fine, l’altro leprotto se la diede a gambe, ma l’uovo era ormai calpestato e ridotto in mille pezzi.

Ora toccava al settimo, il leprotto più giovane, il più piccolo e pure senza nome.  Prese l’ultimo uovo rimasto nella cesta: era di colore blu. Anche lui corse nel bosco e incontrò un altro leprotto, ma lo lasciò passare e continuò a correre.

Incontrò la volpe, ma la scansò e andò avanti finché giunse al ruscello. Con veloci salti lo attraversò, passando sul tronco dell’albero. Non badò allo scoiattolo e, senza fermarsi, giunse al prato. Quando la gazza ladra gli ordinò: «Dammi l’uovo» le rispose, continuando a correre: «Non mi posso fermare, non mi posso fermare».

Finalmente, giunse al giardino della casa. Il cancello era chiuso. Allora fece un salto, né troppo grande né troppo piccolo e depose l’uovo nel nido che i bambini avevano preparato e se ne tornò a casa.

Sì, il leprotto più piccolo, quello senza nome, era il vero leprotto di Pasqua.

«Buon augurio» gli disse, con gioia, Dottor Gufo.

«Felicità e fortuna» fischiò il Nero Merlo.

Madama Uga la Tartaruga, sua madrina, gli regalò un LISCIABAFFI coi fiocchi, il più bello che si fosse mai visto nel bosco, il più bel regalo che potesse fargli.  Ogni sera, insieme ai fiori del bosco, gli cantava …

 

Ninna oh! Ninna oh!

Il leprotto di Pasqua a chi lo do?

Lo darò a papà Otto,

che lo fa corree al trotto.

Lo darò a mamma Carlotta,

che gli insegnerà la rotta.

Lo darò ai fiori del bosco,

anche a quelli che non conosco.

Ninna oh! Ninna oh!

Il leprotto di Pasqua a te darò.

Buonanotte.

 

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pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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