Natalie Sclippa, friulana, racconta del libro “La Ruota”

Natalie Sclippa, friulana,  racconta del libro “La Ruota”

Natalie Sclippa, friulana, racconta del libro “La Ruota”

Ritengo interessante questo articolo apparso sul giornale IlFriuliveneziagiulia dell’11 aprile 2021, a firma Serenella Dorigo.

Natalie Sclippa, giovane laureata all’Università di Trieste, è entusiasta di tutto ciò che fa.  Ora, è alle prese con i suoi studi in Criminologia. Amante della scrittura e curiosa del mondo, si è messa alla prova e ha sperimentato un nuovo modo di essere allieva, lavorando su se stessa e sulle parole. Un lavoro che non le ha dato tregua emotiva ma che, come tutte le esperienze formative,  l’ha forgiata e le ha dato l’enorme opportunità di conoscere e riconoscersi. Come?  Prima seguendo nella pagina facebook un corso di “A scuola di scrittura ed editoria” di Cinzia Lacalamita, consulente editoriale e, successivamente, partecipando all’ultimo libro della stessa scrittrice triestina e di Igor Damilano, speaker radiofonico oltre che scrittore. Così ha preso forma “La Ruota”, edito da Corsiero Editore (18 euro).

Da dove è cominciato questo percorso?

Far parte di un percorso condiviso, che unisce e collega l’Italia, ha dato modo di avvicinare nella lontananza e l’isolamento che stavamo vivendo con la pandemia. Il progetto è nato durante il primo lockdown, quando mi sono resa conto di veder vacillare tutte le mie piccoli grandi certezze. Quasi per gioco, ho iniziato a commentare quelle tracce quotidiane. Seguita sempre dalla mia insegnante, ho partecipato al racconto vincitore del festival “Approdi”. Da lì, il grande salto. Mi è stato offerto un trampolino enorme, su cui saltare, per vedere il mondo da un’altra prospettiva: la stesura di un libro. Ho seguito, insieme ad altri dodici allievi, tutte le fasi. Lezioni intense, per comprendere i tempi editoriali e iniziare a pensare come squadra. Tutto questo non sarebbe stato possibile, senza un grande lavoro introspettivo in qualche modo “su di me”, è servito anche per smussare tanti angoli del mio carattere. Questo tempo di cambiamento è stato il modo per aprirmi al mondo e schiudere paure e ansie. Trovare l’equilibrio e ricercare la trasparenza, per sentirmi viva e poter donare quello che sentivo.

Durante questi mesi ti sei messa in discussione. Che riflessioni sono scaturite?

La domanda, che si ripete in modo costante durante il libro, è: “Chi sono?”. Spinoso, come quesito. Ho voluto rispondere. Non è stato facile, ma i veri chiarimenti – specialmente interiori- sono difficili. Vi dico solo che a pagina 101 lo scoprirete. Se il lavoro personale è fondamentale, il lavoro di squadra lo è di più. In questo periodo di incertezza, è stata un’ occasione, un’occasione che andava vissuta e colta, nel massimo delle proprie possibilità.  Ognuno ha dato il suo contributo prezioso.

Cosa significa, per te, essere ne “La Ruota”?

“La Ruota” mi ha fatto vivere l’adrenalina di essere, a poco più di vent’anni, nelle librerie. Significa prendersi la responsabilità di essere e non, solo, di apparire. Dare un contributo con dei contenuti. Dare speranza alle giovani generazioni, per imparare e dialogare con la diversità. Le lezioni, se seguite e interiorizzate, portano grandi frutti: costituiscono la linfa per aprirsi al mondo.

E per il futuro?

La strada è appena iniziata. Sto studiando e sperimentando nuove forme di narrazione. Il prossimo anno, farò parte, con un mio racconto, di un altro libro, sempre con Damilano e Lacalamita. Porterò un messaggio universale di risalita interiore, per riuscire a vedere uno spiraglio di luce, anche se si pensa di brancolare nelle tenebre. Credo che tutti i momenti di instabilità possano essere forieri di miglioramento. Una crescita umana e professionale.

#laruota (Corsiero editore 2021)
https://www.ilfriuliveneziagiulia.it/
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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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