Il Ponte – periodico del Medio Friuli aprile 2021

Il Ponte – periodico del Medio Friuli aprile 2021

Il Ponte – periodico del Medio Friuli aprile 2021

Dipinto: Elisabetta Tauhzer – Udine

FIABA: Età suggerita: da 3 a 8 anni

«Co, cooo, cooccodè, specchio, specchio del mio pollame, chi è la gallina più bella di tutto il reame?»
«Chicchiricchì … senti senti quella lì, come si crede bella col rossetto sul becco e le zampe coi tacchi, penne di seta e gonna coi spacchi, camicia verde pisello, un tono più chiaro del mio cappello!»

«Coo, coo, coccodè, specchio, oh! Specchio, tu guarda e favella. Non sono io la gallina più bella?»

«Ooh! supo supo, facciamola finita» tagliava corto Nidia, la padrona di casa e del pollaio.

Certo, la sua Crokeli era una gallina proprio bella, ma darsi così tante arie, però!

«Vuoi mettere la mia cresta, la più rossa del mondo?» ribatteva il gallo Sfigallo, da sempre innamorato di Crokeli, ma sempre da lei rifiutato.

Nidia, che dei suoi animali comprendeva molto bene il linguaggio, cercava di mettere pace tra i due. Lei, di poche parole e molti fatti, viveva tra orto, casa, figli, marito e… pollaio.  Eh, sì, la sua vera passione erano gli animali, che curava come fossero quasi figli.

Aveva un pollaio da dieci e lode, 50 passi per 50, sempre pulito, ordinato e, soprattutto, con animali felici, nonostante qualche battibecco.

Nidia si sentiva la regina di sudditi pennuti e pelosi. Al mattino, molto presto, si alzava e andava lì, a controllare che fossero tutti presenti e che non fosse venuta in visita la volpe Golosina.

Il primo ad accoglierla era Gallo Sfigallo che, credendosi un cantante lirico di successo, sguainava il suo “Chicchirichì” dall’alto dello steccato.

Quando cantava lui, tutti si mettevano un’ala sugli orecchi, ma nessuno, forse per affetto, osava dirgli che la sua voce assomigliava più a quella di un’oca che a quella di un gallo. Tra l’altro, era zoppicante e, dopo aver dato il buongiorno, alzava la cresta come se stesse andando al ballo dei diciotto anni.  Ma nessuna gallina lo voleva, nemmeno per scommessa.

Lui, veramente, avrebbe desiderato stare solo con Crokeli, ma quella era sempre davanti allo specchio o aspettava le offerte speciali al mercato, dove la signora Betta vendeva scarpe all’ultima moda.

In quanto a Sfigallo, Crokeli non era questione di moda, ma di grande amore.

Crokeli gli piaceva proprio tanto, ma così com’era, e pure Nidia che lo accarezzava, lisciandogli le piume. Per Sfigallo, era la più bella persona del firmamento. Fine donnina, tra l’altro ricamatrice, pittrice, fioraia, pasticcera, passava nel pollaio a deliziarli, anche prima di fare colazione. Di uccidere i suoi animali, non voleva assolutamente saperne.  Stava così bene in loro compagnia, sicura che nessuno le potesse raccontare nemmeno una bugia.

Intanto, Crokeli continuava: «Specchio, oh! Specchio, tu guarda e favella. Non sono io la gallina più bella?»

Nidia glielo ripeteva che, sì, era bella, anzi, era la vera Miss del pollaio. Tant’è che le organizzava pure la festa di compleanno, con tanto di torta e regalo: una manciata di biada biologica, comprata solo per lei a peso d’oro al mulino.

Naturalmente, nel pollaio c’erano galline di ogni estrazione sociale. C’era la zitella, la caruccia, la buona per brodo, la spelacchiata, la sempre arrabbiata, la solitaria, l’altezzosa, la buongustaia.

Tutte, però, manifestavano il loro buon cuore quando si trattava di covare le uova. Insomma, nel pollaio di Nidia, tutti stavano bene, comprese le oche ben nutrite, le anatre, i conigli, i gufi sul grande albero e i colombi viaggiatori.

Ma, una sera, con una bella luna e tante stelle, mentre tutti dormivano, ecco arrivare la volpe che, quatta quatta, si avvicinò alla porta di ferro e alla rete metallica del pollaio. Una volta scavato con cautela lo strato di terreno, si trovò all’interno.  Si avvicinò alla casetta delle galline, aprì la porta e ne afferrò una per le zampe.

«No, proprio quella che stava covando le uova! Adesso verranno abbandonate e non nasceranno più i pulcini» brontolò Nidia, la mattina dopo. Chiamò il marito e, quando lui arrivò, videro una cosa mai nemmeno immaginata.

Al posto della gallina rubata c’era lui, Gallo Sfigallo. Stava covando le uova, cercando di coprirle bene in modo che nessuna rimanesse fuori dalle sue piume. Vennero anche i vicini ad ammirarlo. Dopo alcuni giorni, uno strano crepitio annunciava i nuovi nati. Otto pulcini bellissimi erano sbucati dalle uova e il Gallo Sfigallo, tutto orgoglioso, li presentò all’intero pollaio ma, per prima, a Nidia.

Anche Crokeli gli andò vicino, stavolta molto interessata a lui, ma Sfigallo era troppo impegnato per darle retta.  Non aveva tempo per smancerie. Otto pulcini aspettavano di essere educati e di imparare le faccende del pollaio.

Tutti lo guardavano stupiti, perché non si era mai vista una cosa del genere!

Perfino la televisione si interessò alla notizia e vennero i giornalisti a verificare di persona se potesse esistere un gallo chioccia, insomma, un MammoGallo, uno che venisse riconosciuto dai pulcini, dopo essere stati covati da lui, come avrebbe fatto la loro vera mamma.

Si, esisteva davvero!  Ed era lo stesso che prima veniva chiamato Sfigallo, apprezzato solo da Nidia, che ora lo chiamava StraGallo, gallo straordinario, gallo dal cuore buono, proprio come lei.

Quando, all’alba, cantava il suo chicchiricchì, Nidia era felice e, ogni sera, insieme a Crokeli e a tutti gli ospiti del pollaio, intonava una speciale ninna nanna, scritta appositamente per lui.

La fiaba fa parte del libro “UN ANNO DA FIABA” – lo trovi su www.pierinagallina.it

LIBRI

UN ANNO DA FIABA

Copertina: opera di Carlo Stragapede – Udine

224 pagine, 24 x 30 centimetri, carta e copertina di pregio, 52 fiabe contemporanee, 54 illustrazioni a colori donate da altrettanti artisti e fotografi nazionali, in generosa fusione d’arte: è la carta di identità di “UN ANNO DA FIABA”,  il mio settimo figlio di carta.

Unico nel suo genere, esce dopo sei mesi dal libro-saggio “NONNI”.  Edito da Abacoviaggi, patrocinato dall’UNESCO, aiuterà ancora l’Associazione ALPI di Udine, che opera a favore dei bambini con problemi di respiro. Le fiabe, 52, come le settimane di un anno, sono nate durante il Lockdown 2020, dal 13 marzo al 3 maggio.  Ogni giorno ne ideavo una, la rendevo sonora e, la sera, alle 20.26, quando la luce cedeva il passo al mantello scuro, la condividevo con persone di ogni età, su whatsapp, sul mio sito, e su Radio Spazio 103.

L’ispirazione? La vita, quella vera, quella di tutti.  Perché le fiabe sono fotografie della realtà e le parole la chiave per comprenderla.  Non si è mai troppo grandi per raccontare, ascoltare e tornare a raccontare.

Le fiabe non invecchiano!  Semmai si allungano e contano i battiti del cuore di chi le legge con le orecchie e le ascolta con gli occhi. Sono creature vive: sanno aprire allo stupore, far ridere, sognare, riflettere e, alla fine, augurare la buonanotte, come una carezza che apre le porte al buon sonno.

Le ho scritte per lasciare una traccia, come i sassolini di Pollicino sulla strada del bosco. Che sia per questo che hanno tanto premuto per entrare nel libro?  Sono sicura di sì. Con emozione  e gratitudine, ora, le affido a chi vorrà farne biglietto da visita per la bellezza e la speranza.

Per ascoltarle:  www.pierinagallina.it/audio-fiabe

Per avere il libro: www.pierinagallina.it  / info@pierinagallina.it / 3357736968/ Agenzie Abacoviaggi/librerie

Artisti e fotografi nazionali, autori delle 54 illustrazioni:

Carlo Stragapede di Udine, Salvatore Randazzo di Catania, Angelica Vidussi di Codroipo

(Ud), Agata Panebianco di Aci Sant’Antonio (Catania), Paola Toniutti di Codroipo (Ud),

Valentina Formisano di Roma, Barbara Bergonzoni di Monteveglio (Bo), Vanessa Padovani

di Codroipo (Ud), Cinzia Rosa di Benna (Biella), Simone Fantini di Codroipo (Ud), Astrid

Tomada di Codroipo (Ud), Doranna Paron di S. Michele al T. (Ve), Sandra Tassile di

Talmassons (Ud), Fabio Cappello di Campi Salentina (Le), Lucia Frappa di Roverbella (Mn),

Laura Bosco di Codroipo (Ud), Silvia Guglielmi di Vergate (Bo), Cesare Amerio (Aisar) di

Asti, Anna Joy Luisetto di Codroipo (Ud), Catia Gobbo di Codroipo (Ud), Emiliana Molinaro

di S. Vito di Fagagna (Ud), Sonia Sapienza di Campiglia Marittima (Li), Gennj Ridolfo di

Gemona (Ud), Donatella D’Autilia di Roma, Ennio Malisan di Camino al T. (Ud), Sandra

Di Lenardo di Basagliapenta (Ud), Patrizia Pizzolongo di Codroipo (Ud), Antonio Fontanini

di Codroipo (Ud), Silvia Favaretto di Venezia, Laura Brandoli di Padova, Walter Lavaroni

di Pradamano (Ud), Piero De Martin di Rivignano-Teor (Ud), Elisabetta Sello di Udine,

Sergio Marino di Udine, Anna Zamolo di Tolmezzo (Ud), Germana Snaidero di Udine, Tizzi

da Gorizzo di Camino al T (Ud), Tatyana L’Astorina di Basiliano (Ud), Ambra Gaudino di

Codroipo (Ud), Doris Turco di Codroipo (Ud), Beatrice Cepellotti di Codroipo (Ud), Maria

Zoe Dalla Costa di Codroipo (Ud), Daniela Bianchi di Udine, Elisabetta Tauzher di Udine,

Marco Bressan di Codroipo (Ud), Lucia Zamburlini di Latisana (Ud), Ketty La Rosa di Verona,

Andrea Dalla Costa di Codroipo (Ud), Romina Natalia di Riccione (Rimini).

Dicono del libro:

«Per questo, tra casette incantate e castelli infestati, capitava anche d’incontrare barconi affondati. E tra orchi e mostri già sentiti e risentiti, spuntava pure un mostro color cacca, mai visto prima nelle storie per piccini!» Cinzia Lacalamita, editor e scrittrice

«Risulta lampante il pregevole contributo alla edificazione della cultura della Pace e della Fiducia. Parole, pittura, fotografia: simboli di Pace sul “sentiero delle fiabe per alleggerire il Lockdown 2020».  Dott.ssa Renata Capria D’Aronco, presidente Club per l’UNESCO di Udine

«Questo e un libro che ci fa fantasticare, che si può rileggere quando si sente il bisogno di “volare alto”, di pensare alle cose belle e, per gli adulti, di ritrovare lo spirito incontaminato dei bambini. Un libro per crescere, per immaginare e realizzare un mondo migliore». Dott. Mario Canciani, presidente ALPI Udine.

CAMINO AL T. (Ud)

EMILIO SABATINI, artista del rame, con la storia nelle mani.   

Emilio, classe 1952, nasce a Camino al Tagliamento, da Alice Panigutti e Walter, il Cjaliâr.
Artista del rame per esigenza interiore, istinto e desiderio di lasciare una traccia di luce nella propria famiglia e nella propria  terra, vive con straordinaria energia ogni fase del suo percorso creativo, affinato dalla personale tecnica, messa a punto studiando, provando, sbagliando, senza mai arrendersi.
Nemmeno lui sa spiegare come riesca a dar vita a una lastra di rame!
Obbedisce, semplicemente, all’ispirazione che lo cattura e obbliga, in qualsiasi momento del giorno e della notte, a prendere scalpello, cannello, martelli di vari pesi e a inciderla, quasi a possederla, mettendoci dentro l’anima.
Sono lastre di rame luccicanti, le sue.  Pulsano e fremono alle carezze del martello e obbediscono, docili, ai precisi colpi prima di realizzarsi in forme armoniose e sempre garbate.
Fino a far risorgere scene di vita contadina, personaggi di un tempo, come il ciabattino, il mugnaio, l’arrotino oppure cavalli, uccelli, fiori e tanti altri decori.
Dalla sua profonda fede  prendono vita i volti di Cristo e gli innumerevoli soggetti sacri.
Ogni volta un miracolo nuovo!
Quando l’opera è finita, infatti, Emilio è il primo a sorprendersi e a chiedersi come ci sia riuscito,  avvalendosi solo delle proprie mani e di quella speciale forma di  passione che conferisce spessore alle sue emozioni. A guardarle, le sue lastre appaiono dotate di un personale codice espressivo, molto vicino a quello umano.  In esse converge una straordinaria dinamicità: spirito e materia si intrecciano, idealità e realtà, radici e aspirazioni si fondono.
Mai per caso, ma sempre con il cuore della storia tra le mani.
Impossibile passar oltre alle sue opere senza focalizzare immagini e momenti di vita che se ne stavano sbrindellati, come ragnatele, nella soffitta dei ricordi più remoti.
Sculture documento, fotografie dell’anima, racconti intagliati e  battuti e lisciati, si offrono, umili, giocando con l’ispirazione di un artista che continua – e da oltre un trentennio – a percorrere un cammino creativo sempre più apprezzato, e in tutto il mondo. Emilio, infatti, ama donare molte delle sue opere-creature affinché impreziosiscano le chiese nazionali e del mondo. Innumerevoli sono quelle esposte in Canada, Argentina, Germania e in tutta Italia, isole comprese. Emilio stesso non saprebbe contarle, ma sa che sono tante. Le ama tutte, come fossero creature che contengono il suo stesso sangue. E continua a crearne, senza sosta.  Il progetto cui sta lavorando, riguarda i mestieri dimenticati, in vista dell’ennesima mostra cui è stato invitato. Il pescatore nel Tagliamento, la contadina che dà da mangiare alle oche con l’imbuto, il barbiere, la madre che allatta nella stalla, il pastore che beve insieme alla sua capra – solo per citarne alcuni – rappresentano uno spaccato di vita ormai desueto, ma che, grazie a Emilio, ritrovano la dignità che meritano.

L’atelier si trova a Straccis di Camino al T, in Via Belgrado, 14. Cell  3398263769  – mail emiliodiwalter@gmail.com

 

CODROIPO

SPARITI I LIBRI DALLA BIBLIOCABINA

Dal 2016, in via Balilla, la cabina telefonica ormai fuori moda, ha trovato nuova vita. Essere libreria, il suo fortunato destino.  Bibliocabina, il suo nuovo nome. Il merito? Del Caffè Letterario codroipese, presieduto da Luisa Venuti, Comune e Telecom. Fino a metà marzo, la Bibliocabina ha dispensato gratuitamente numerosi libri, dono dei soci e dei cittadini. Il Caffè Letterario se ne è preso cura, timbrandoli, allestendoli con turnazione settimanale, al servizio dei fruitori, che hanno sempre dimostrato lealtà e senso civico. All’improvviso, la bibliocabina è stata trovata vuota, orfana di ogni libro. Legittima l’amarezza all’interno dell’Associazione come il dubbio che, a svuotarla, non siano stati i lettori colti da inconsueta fame di lettura, bensì qualcuno intenzionato a venderli. Cosa improbabile, dato che i libri sono riconoscibili, in quanto dotati del timbro che li riconduce al Caffè Letterario. «Siamo molto dispiaciuti – dichiara la presidente – ma questo episodio non fermerà la nostra attività. Chi volesse donare libri, scriva a info@caffeletterariocodroipese.it, per consentirne la timbratura».

SCUOLA

CONCORSO PER GLI STUDENTI FREQUENTANTI LE SUPERIORI di UDINE: CONTRO IL BULLISMO E LA VIOLENZA DI GENERE

In occasione del mese – maggio – dedicato alla sensibilizzazione sulla violenza di genere, la Commissione Pari Opportunità del Comune di Udine, ha ideato un concorso artistico-letterario, riservato  agli studenti degli istituti superiori statali, paritari e professionali di Udine.

Bando: https://www.comune.udine.it/files/notizie/2021/03/Bandoconcorso_Controilbullismoelaviolenzadigenere.Insieme.pdf

Come partecipare?

Con elaborato letterario o artistico ispirato alle tre fonti indicate nel bando – da inviare entro il 31 maggio 2021 – all’indirizzo mail:  pariopportunita@comune.udine.it con oggetto “Contro il bullismo e la violenza di genere”, in formato PDF. Nel caso di elaborati materiali, questi vanno documentati fotograficamente e descritti brevemente attraverso un file in formato anch’esso PDF. Per i file audio/video: devono essere accompagnati da un file PDF con relativa descrizione, allegando la scheda di partecipazione e i documenti di identità di tutti i partecipanti

Premi in palio
Pass gratuiti per l’ingresso a mostre, musei, teatro e manifestazioni che si terranno nella Città Di Udine, libri, voucher per acquisto libri, voucher per viaggi studio.

La scheda di partecipazione è scaricabile dal sito https://www.comune.udine.it/

Le fonti per il concorso:

  1. Piramide, dal libro “Alle donne piace soffrire” – di Betty Argenziano, 2019
  2. Dal libro “L’Urlo” – Claudia Sfilli, 2020
    Virginia insegna lettere in un liceo. A metà anno scolastico nota in Alice, studentessa della IV C, un comportamento anomalo e un forte calo del rendimento. Sempre attenta ai problemi dei suoi studenti, coglie in quel cambiamento un segnale che conosce bene. In quella ragazza rivede se stessa adolescente, timida ma orgogliosa, oggetto dello scherno feroce di un gruppo di studenti di quarta che la perseguitano fino al punto di toglierle la voglia di vivere. Il passato allora ritorna vivo e si intreccia con il presente; lo sguardo arrogante di Giulio, capo del gruppo, si ripresenta alla memoria con la stessa, terribile forza.
  3. Poesia dal volume “Come Petali di Luna” – Pierina Gallina, 2016
    Cercavo occhi e mani ad aiutarmi
    Tutti girati dall’altra parte.

Freddo di neve dentro il mio corpo nudo.
Nemmeno il mio sangue riusciva a scaldarlo.
Né in quel momento né mai più.
Quando per tutti sarei stata disonorata.
E per qualcuno io avevo goduto
e non ero stata capace di dire di NO.

Per info: Maura Pontoni   3284929750

 

 

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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