Il Paese – Magazine di cultura, società, turismo del Medio Friuli – ottobre 2020

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ORA SARETE CONTENTI!

«Ora sarete contenti»: tre parole che racchiudono la disperazione di una dodicenne che non si sente accettata dai coetanei. Una delle tante ragazzine, dei tanti ragazzini che vengono presi in giro da alcuni tipi di compagni: i cosiddetti bulli. Coloro, cioè che si credono chissà chi, solo perché si rafforzano nel branco e, ad armi impari, combattono le vittime di turno.

Poco rimane da fare a chi è nel mirino. Di difendersi non se ne parla, di raccontare nemmeno. Una delle soluzioni è il suicidio, con annessa lettera di addio indirizzata ai persecutori: «Ora sarete contenti». Appunto. Tre parole racchiudono il terrore masticato, inghiottito, sfociato in  tragedia. Non è un caso isolato ciò che è accaduto a una dodicenne di Pordenone, alcuni giorni fa.  Una ragazzina per bene, ha tentato il suicidio lanciandosi dal secondo piano della palazzina dove abita. Figlia unica, famiglia perbene, profitto scolastico nella media, iscritta in uno degli istituti del centro storico. In classe con altri diciannove compagni, sette dei quali stranieri.  È lunedì mattina e, dopo una settimana passata a letto per un raffreddamento, deve tornare a scuola. La fatica di dover incontrare coloro che, nella sua testa, la fanno stare così male, è però troppo grande: insopportabile. Così decide di farla finita. Si mette in piedi sul davanzale e si lascia cadere. A salvarla è la persiana del piano di sotto: invece di farla precipitare sul marciapiede, le dà un effetto scivolo e la catapulta verso il più morbido giardino. «Non ce la facevo a dire al mondo quanto soffrivo – ha riferito – per questo ho deciso di farla finita. A scuola proprio non ci potevo tornare».

Questa ragazzina, che potrebbe essere nostra figlia, nostra nipote, no, per fortuna non è morta. Ma la botta che ha preso ha rischiato di rovinarle la spina dorsale. Per poco non le succedeva qualcosa di forse peggiore della morte.

Ora sarete contenti”, ha scritto.

Davanti a questo scempio della giovinezza e dei valori, no, non posso tacere.

«Ehi, bulli.  Parlo con voi! È ora di finirla di mettervi in tre, in cinque, in dieci contro uno. Di appiccicare “troia di merda”, “figlio di puttana”, “devi morire” a chi  nulla vi ha fatto. O di additare chi ha il professore di sostegno come sfigato. Di sicuro, lo siete voi, e molto di più.

Cosa deve ancora succedere, perché la finiate? Che cosa aspettate? Che tocchi a vostra sorella, a voi?»

«Genitori dei bulli. Parlo con voi!  Quando toglierete il prosciutto dagli occhi ? Quando la finirete di bearvi con: “Sono solo ragazzate?”

Quando vi chiederete che cosa stiano combinando i vostri figli  con quel cellulare sempre attaccato, anche alle tre di notte, sotto il cuscino?

Quando proverete  a spiegare loro  che la diversità non è una malattia o un fatto da deridere?  Arrivo al dunque: quando inizierete a crederci voi per primi? Quando sarete voi gli esempi positivi?»

Quando una ragazzina di dodici anni prova a togliersi la vita, buttandosi di sotto, sta lanciando un grido di aiuto che dobbiamo udire. Abbiamo il sacrosanto dovere di farlo: lei è tutti noi. E, proprio lei, ha ricevuto una piccola spinta da tutti quelli che non hanno visto, non hanno fatto, non hanno detto. Anche da me, da te, da noi.

Non possiamo più tollerare i bulli, le ingiustizie, la mancanza di etica e di solidarietà.

Perché, domani, potrebbe accadere a noi di avere un figlio, un nipote, che lascia un biglietto con su scritto: «Ora sarete contenti».

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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