“COME PAPAVERI ROSSI” romanzo di Angelo Floramo 2022

“COME PAPAVERI ROSSI” romanzo di Angelo Floramo 2022

“COME PAPAVERI ROSSI” romanzo di Angelo Floramo 2022

20 gennaio 2022: Al Caffè Letterario Codroipese – Al Doge di Villa Manin, Passariano (Ud) – Angelo Floramo presenta l’ultimo libro “Come papaveri rossi” Bottega Errante editore. Con Martina Del Piccolo, saggista e ricercatrice.

Il pubblico delle grandi occasioni è al Caffè Letterario Codroipese –  al Doge di Villa Manin, a Passariano –  per incontrare Angelo Floramo e Martina del Piccolo.

La presidente, Luisa Venuti, li presenta e introduce la serata, con il saluto da parte dei Tiziana Cividini, Assessore alla cultura di Codroipo.  Insieme, Angelo – al suo secondo romanzo – e Martina, dispensatrice di cultura e profonda sensibilità, sono, subito, dentro a “Come papaveri rossi”. Con raffinata naturalità accompagnano nella geografia italiana – dalla Sicilia al Carso – e nel tempo di tre generazioni Floramo, dal 1866 in poi.

Narrano di uomini, esiliati o uccisi, e di donne incontenibilmente coraggiose, violentate, ma mai violate nell’ anima.

Narrano storie a incastro, cucite da una lingua imperfetta e terribilmente vera, quella siciliana, parlata dall’uomo che odora di mare, e che riemerge nella slava, quella che un’ italietta voleva zittire.

Ribolle di lotta, passione e amore, la lingua sicula, come quella slava. Profuma di limone, è sonora, come il sugo che canta nella pentola. È nera, come il culo del demonio.

“Come papaveri rossi” è romanzo storico, sì, ma molto attuale, perché le storie dei protagonisti si intrecciano alle vicende italiane, con lo stivale unito, il fascismo, le ingiustizie, ma anche l’amicizia, la passione politica, l’amore, la sensualità. In balia del vento, sempre, proprio come gli esili fiori, pronti a innalzare la bandiera della rivolta, a cadere e rialzarsi, a testa alta.

Sono donne e uomini che non hanno voce, che non appaiono sui libri di storia. Sono i bambini crocifissi sulle porte delle chiese.  Da questo grembo nascono le storie del romanzo, dove la vita sputa in faccia ai poveri e la narrazione aiuta i documenti a prendere vita, mentre i volti si illuminano dietro le braci, in continuo dialogo tra passato e presente.

 

Tra le pagine, i luoghi diventano quelli dell’anima.

 

La prima scena del romanzo conduce a Fùrniri, davanti all’Etna, sotto le macerie.  Ninuzzu Floramo, il nonno di Angelo, ha 24 anni, è senza fiato e bestemmia o, forse, prega. Egli è nato, lì, da una ragazzina, Arosalia, e da Enzo, un brigante, disertore e marxista.  La seconda scena si incentra su Duzzo Floramo, bisnonno di Angelo, morto, a Natale, per mano dei soldati. Testacalda, lotta per il lavoro in un’Italia cucita male.  La terza vede il fascismo sposare la mafia e Ninuzzo soldato, esule, nel 1926, a Sveto, un villaggio carsico di sassi sloveno diventato italiano alla fine della grande Guerra.

Le letture di Martina ben ricamano i fili del romanzo, che coinvolge emotivamente, così come le indicazioni finali di Angelo: autorevoli, chiare, precise.

“L’Alzheimer sociale è grave, la storia va conosciuta, i morti sono la nostra memoria, il ponte con noi e con il futuro. Il fascismo non è mai andato via, gli ideali e i sacrifici sono andati perduti.  L’Europa nasce a Ventotene e naufraga a Lesbo, la più grande necropoli sotto il mare, sui barconi. Il fascismo è facile: basta girarsi dall’altra parte, basta fingere che sia tutto normale. Lasciar morire tanta gente senza dire niente è fascismo”.

Angelo Floramo lancia un appello: «Il treno non è partito. Possiamo ancora dire qualcosa. Ma sta a noi».

È così che il romanzo diventa seme di altre storie, le nostre. Di donne e di uomini così simili ai papaveri. Rossi!

www.ilcaffeletteraiocodroipese.it

https://www.ediciclo.it/autori/dettaglio/floramo-angelo/

 

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pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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