IL PONTE – Periodico del Medio Friuli Maggio 2019 - Pierina Gallina news

IL PONTE – Periodico del Medio Friuli Maggio 2019

CAMINO AL TAGLIAMENTO (UD)

I PADOVANI INSIEME

 

 

 Il 6 aprile i discendenti di Maria Panigutti ed
Ermenegildo Padovani e dei loro 11 figli nati tra il 1898 e il 1920 hanno dato
vita al loro simpatico raduno dopo 21 anni dal primo, quando si erano trovati
in una cinquantina a festeggiare Enrico e Oreste, gli ultimi  rappresentanti della numerosa famiglia che
viveva nella casa natale di Camino, in via Molino, 21. 

 Il raduno 
ha voluto essere un significativo segno di riconoscenza dei discendenti
Padovani verso chi li ha preceduti, 
un’occasione per vivere una giornata insieme soffermandosi nella casa
natale di Camino e in quella originaria di Glaunicco, aggiornando il nutrito
albero genealogico e mettendosi in contatto telefonico con i Padovani residenti
in Canada. 

Grande l’emozione nel sentire Celio, 89 anni, ricordare tutti i nomi
dei nipoti e raccontare divertenti aneddoti sulla “Musse padoane”. 




LIBRI

Cosa vuol
dire “Counselling situazionale”?
Semplicemente  la 
Consulenza di Aiuto e di valorizzazione nei vari contesti che ognuno di
noi vive per sé e con gli altri.   

Se la
macchina  non va si chiama il meccanico,
giusto?  Ebbene, il meccanico è il
“Counsellor” o Consulente per quel tipo di situazione. Se si ha mal di denti,
si va dal dentista. Anche lui è un consulente. Se si ha una situazione
familiare, relazionale, personale che ha bisogno di aiuto… ebbene, si va dal
“Counsellor” o Consulente per quella determinata situazione.  Ma ci si va anche se tutto va bene e,
semplicemente, si vuole saperne di più. 
 

Perché,  per esempio, non andare
dal meccanico a far controllare l’auto piuttosto che aspettare che la spia
rossa si accenda? O dal dentista per l’igiene dentale anziché aspettare la
carie?   

Tutti noi siamo consulenti in qualche ambito quando aiutiamo,
ascoltiamo, collaboriamo a trovare rimedi che migliorano le situazioni, e tutti
noi abbiamo ne abbiamo bisogno.  

 Se è
vero che nella vita di ognuno ci sono situazioni di “Sfiga” esistono anche
quelle di  “Sfida” che riguardano sì il
miglioramento ma, ancor meglio, il cambiamento, l’osare il nuovo, il mai
fatto.  In entrambi i casi un Counsellor
Professionista, un Medico, un Docente, un Educatore, un Infermiere, un
Consulente d’Azienda, un Volontario, un Avvocato, un Sacerdote, un commesso, un
agente, o uno degli altri profili cui ci si rivolge per ricevere aiuto o
incoraggiamento può essere il trampolino di lancio e di soluzione.   

Non solo difficoltà e disagio, dunque per il
“Counsellor” o Consulente, ma promozione dei fattori di “AGIO”, la costruzione
di salute anzichè di cura delle malattie.
  
 

Esempio: una coppia può andare da un “Counsellor” o Consulente  perché ha qualcosa che non va.  Ma un’altra può andarci per sapere come costruire
una famiglia solida.  Una rivoluzione?
No, piuttosto un cambiamento culturale,  perchè noi siamo abituati a rivolgerci al Medico quando qualcosa non va.  Non siamo altrettanto abituati ad andare dal Medico per ricevere
informazioni circa la promozione della nostra salute. Nell’antica Cina, il
medico doveva occuparsi della salute e mai della malattia dei propri pazienti.
Se uno solo di essi si ammalava, veniva licenziato perché aveva fallito. Qui
sta il senso del Couselling situazionale.

Ma cosa fa un Counsellor e in che modo si inserisce nel mondo delle
relazioni? Con quali strumenti, con quali criteri?  Tutte domande che nascono spontanee come il
chiedersi che differenza ci sia tra uno Psicologo e un Counsellor.

Ebbene, le risposte si trovano in questo manuale
pratico, semplice, concreto, utile, spendibile
subito.  Da chi? Da chiunque si trovi a
contatto con le persone, in situazioni relazionali che hanno bisogno di miglioramento
o semplicemente di informazioni su come procedere per rinforzare ciò che va già
bene.  

Scritto dal friulano di adozione Roberto Gilardi, formatore,
scrittore, Counsellor Supervisor, esperto di Processi Formativi, e direttore
Scuole di Counselling IMR italiane,  è un libro che fornisce un prezioso contributo al miglioramento della vita di chi lo
legge. 

Perché di consulenza d’aiuto e di rinforzo ci occupiamo tutti, nel senso
del dare e del ricevere. Ma, spesso, lo si fa in modo spontaneo, senza sapere
esattamente cosa dire e come procedere.
  Rispondere e risolvere situazioni
bisognose d’aiuto o di consapevolezza del valore esistente in modo serio,
approfondito, documentato e strutturato è molto più complesso di un sorriso e
una pacca sulla spalla. La relazione d’aiuto e completamento tra due o più
persone non è una questione di matematica, dove due più due fa quattro.
Piuttosto è qualcosa che si avvicina alla chimica. 

Questo testo cerca di
avvicinare chimica e matematica, passando per le emozioni universali,
condensando le intuizioni e le esperienze di trent’anni di professione svolta
dall’autore. Tre vite professionali, dal settore dell’informatica a Direttore
di una Comunità di Recupero Tossicodipendenti a Counsellor professionista e
autore di libri come  Nonni in regola,
Quando manca l’applauso, Cento ricette per Genitori Efficaci,  Ho un sogno per mio figlio, Insegnanti in
regola,  Genitori in regola,  Due bimbi lontani.  

Gilardi,  figura di spicco nel
panorama del Counselling nazionale,  sarà
in grado di fornire una pista percorribile nel mondo del Counselling,
avvalendosi di esempi pratici e concreti, di un linguaggio molto accessibile e
un ampio ventaglio di esperienza, garante di risposte ai numerosi punti
interrogativi e valori che ognuno di noi custodisce e, spesso, non sa di averli
e a chi indirizzarli.

Il libro sarà presentato in Sala
Abaco, in Corte Italia, 24 a Codroipo, venerdì 17 maggio alle ore 18.00 con
ingresso libero.

                                                                                                                                                            

CODROIPO

ALL’ART
GALLERY di MILANO, GINO SAMBUCCO DA’ LEZIONI DI VITA E FANTASIA

Non
ha solo mani per il suo forno Gino Maria Sambucco. Le sa usare  con sapiente competenza e passione per
fermare in magici click la vita e le sue adorate montagne.  E lo fa fin dai
tempi del liceo e degli scioperi del
68. Marinando la scuola, scopriva luoghi che gli apparivano con fisionomie
quasi umane. Erano le montagne o, ancor meglio, quel patrimonio mondiale
dell’Umanità chiamato Dolomiti. 

Unendo alla
passione per la montagna quella per foto e video, nel tempo ha creato e
continua a farlo un archivio  fotografico
di tutto rispetto. Oggi quei ritratti naturali sono oggetto di mostre di
prestigio e il 2019 è iniziato alla grande. A febbraio, i
n occasione del
Festival della Canzone di Sanremo, era presente alla mostra di  Spoleto Arte nella Galleria “La Bombonniere”,
di fronte al teatro Ariston, con sei opere dei suoi monti, tre con immagini
classiche e tre con la sua nuova tecnica, la pittografia.  Un s
istema primitivo di
scrittura, che rappresenta fatti e idee con disegni di oggetti reali o
simbolici.

Il 27 marzo, Gino Maria Sambucco, classe 1952, meglio conosciuto come imprenditore nel
settore dell’alimentazione,  ha avuto per
sé i flash dell’art Gallery di Milano, all’inaugurazione della sua mostra  personale
“Oltre alla realtà, la
fantasia”. Presentato dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes
e dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa,  Sambucco ha incantato con la sua dialettica
colta e  fluente.  Con il risultato di divertire
descrivendo  le sue immagini.
L’ esposizione continua fino al 10 aprile dando la possibilità di ammirare le
sue cime, in particolare quelle bellunesi, 
immortalate in scatti  capaci di
esaltare la natura alpina attraverso diverse angolazioni e in un’esplosione di
colori. Nel corso del vernissage il maestro Sambucco ha chiarito così il senso
della sua arte nella storica galleria milanese. “Alle mie immagini cerco di
dare un senso ironico, positivo, mai negativo. Ecco, lo definirei giocoso.
Vorrei poi che tutti quelli che verranno a visitare la mostra capissero questo
scopo. Alla fine è un po’ come inventare delle barzellette e il mio desiderio
rimane quello di far sorgere un sorriso, di far divertire attraverso la
fantasia. Perché tutti potrebbero vedere quello che ho notato io o scorgere dei
riferimenti storici oppure scoprire degli avvenimenti del futuro “leggendo” le
mie foto.”

Immagini da leggere, dunque, le sue. Immagini che
rendono onore alla natura. Perché il suo interesse va ben oltre le amate
montagne spaziando in un raggio che comprende la vita nelle varie sfaccettature. 
    

1° PREMIO PER LA SCUOLA
INFANZIA di RIVOLTO  AL CONCORSO PER LA
FESTA DEL FRIULI

La collezione di riconoscimenti
della scuola dell’Infanzia di Rivolto si è arricchita del 1° premio all’ottava
edizione del concorso “Emozions furlanis in viaç pal teritori” in occasione
della Festa per la patria del Friuli.
  Il
Dvd, che riassume il progetto di lingua friulana realizzato nel 2017/18, dalle
docenti Paola Benedetti, Maristella Prenassi e Sandra Tassile,  referenti per la lingua friulana,  ha convinto la giuria del premio. “Cjalin e
cognossin i arbui dal zardin” è il titolo del progetto che ha coinvolto tutti
gli allievi della scuola, raggruppati per età, 
per un intero anno scolastico. 

Tanti gli obiettivi raggiunti, in primis
la capacità di ascoltare, porre domande, sviluppare  il senso critico, creativo, e la competenza
scientifica oltre, naturalmente, la conoscenza della lingua friulana.  Alla base del progetto il rispetto della
natura, concretizzato dalle attività pratiche, di riciclaggio, di
trasformazione del materiale raccolto e reso godibile da canti e filastrocche.

Va detto che la lingua friulana,
nella scuola di Rivolto, viene usata in contesti diversi e più ampi rispetto
allo specifico progetto, come strumento veicolare per la comunicazione, insieme
alla lingua italiana e inglese.   

                                                                                                                                                        CODROIPO

PRESENTATO IL LIBRO SULL’AMAZZONIA

Il  12 aprile, in Sala Abaco, è stato presentato
il libro THE JOURNEY OF JOY –  AMAZZONIA
  di Alberto Cancian, ideatore di
Pordenone Viaggia, che di recente ha donato personalmente il libro a Papa
Francesco a Roma.   

I momenti musicali
sono stati curati con garbo e lodevole competenza dai violinisti
Emma
Liani e Davide Zatti, allievi della prof.ssa Elena Blessano, della Scuola di
Musica “Città di Codroipo”.   

In un clima
di condivisa emozione, Cancian ha raccontato la sua esperienza di due anni
nell’Amazzonia colombiana,  dove era
tornato per raccogliere in un libro settant’anni di missione di padre Bruno Del
Piero e dei suoi confratelli. 

Egli, abbandonando ogni sicurezza di casa e del
Friuli, si è recato in un mondo sconosciuto dove ha imparato lezioni di vita
straordinarie.    

Dagli indigeni ha
appreso che  “ con il denaro non si può
né bere né mangiare”, che “tutto questo progresso sta portando alla distruzione
della nostra Madre Terra e presto non ci sarà più acqua potabile e il suolo non
offrirà più cibo.”  Che “donare è
arricchirsi di felicità vera”, che “chi ha di meno dà di più”  e
che “donare è il modo più bello di
ricevere”.
  Che “viaggiare
non significa posare lo sguardo ma diventare parte della visione. Viaggiare per
crescere, non per fuggire. Anche nel viaggio della Vita.
Impari
a non credere di aver ragione, a non dare nulla per scontato. Te ne accorgi
quando l’acqua non è potabile, o quando non c’è nemmeno. Allora ti rendi conto
di cosa conta sul serio, di cosa ti fa battere il cuore, di cosa lo fa lacrimare”.

 

 Il libro è un partire e un
tornare per ripartire di un coraggioso Alberto, escursionista di pace. Senza
beni materiali ma leggero come in una bolla di sapone e ricchissimo di un
calendario che tutti dovremmo avere sottomano: il calendario della
Felicità.  

                                                                                                                                                                                            

CAMINO

PRESENTATO DA FERRIN IL LIBRO “IL VENTO TRA GLI
ALBERI” di PIERO VIGUTTO

Edito
dall’Orto della Cultura e presentato da Fabiola Tilatti alla Cantina Ferrin, il
secondo libro di Piero Vigutto è un
romanzo d’azione tratteggiato da una matita di calda umanità.
  

Pur
senza pretesa di essere un romanzo storico, 
sa fornire precise informazioni sui fatti reali accaduti nella seconda
guerra mondiale.    

Gli
eventi descritti, infatti, sono veritieri perchè frutto di accurate ricerche dell’autore
tratte da fonti attendibili. 

Sono realmente accaduti in terra friulana, gli
stessi che il popolo ha vissuto sulla propria pelle. 

Mario, il protagonista, un generoso e semplice pastore carnico, senza
fronzoli, dal 1942 al 1945 è stato richiamato alle armi in Russia e per la
seconda volta.  Egli, di poche parole e molti fatti, giovane uomo
che  chiedeva solo di vivere tranquillo nella sua valle accanto alla
moglie Anute, ha detto “sì” e si è lasciato portare altrove dalla storia.  

Il libro trova radice nella passione dell’autore per la storia e nasce da un
suo racconto, lasciato in un cassetto, poi ripreso e meditato fino a sfociare,
in due anni, nel libro “Il vento tra gli alberi” che contiene anche
la prefazione di Ada Pellegrinelli, critica d’ arte ed editor.  

Nel libro
poche sono le date e molta l’attenzione alla descrizione dei
luoghi, all’analisi dei fatti dal punto di vista di chi li ha vissuti e
dei personaggi che conducono allo sviluppo di una storia che non ci si
aspetta.  Dove trovare
guerra, amore, vendetta, giallo e racconti di fatti umani che nei libri di
guerra di solito non si leggono. Storia di guerra, dunque, ma con
pennellate di umanità. 
 

All’autore, consulente aziendale,
non sfugge l’essere umano e la connotazione psicologica traspare in ogni
personaggio. 

Il ricavato dei diritti
d’autore sarà devoluto al Cro di Aviano.  

                                                                                             

BERTIOLO

 

 

Gran successo  alla
“Buteghe di Teatri”, ori ginale
formula di cena e teatro ideata e organizzata dalla Compagnia Teatrale di
Bertiolo “Clar di Lune”, presieduta da Loredana Fabbro.
Pozzecco di Bertiolo, nella Sala S. Giacomo, ha accolto un caloroso stuolo di
estimatori per la cena teatrale, il cui menu è stato curato da
Cristian&Laura di Driolassa.
Durante la serata si sono sfidate “a colpi di teatro” tre compagnie
friulane, “All’Ombra del Campanile” di Passons con “Mignestron e
fricis”, la Compagnia della Brocchetta di Udine con “Cjacaris” e
la Compagnie “Agnul di Spere” di Codroipo con “Ostarie al
Lidric”, oltre a interventi teatrali a cura della Clar di Lune.

Gli spettacoli, della durata di venti minuti ciascuno, sono stati scritti
appositamente e messi in scena per l’occasione, rispettando il tema “La
guere dai cogos” o “La guerra dei cuochi”. La compagnia di
Codroipo ha fatto il pieno di premi, aggiudicati dalla giuria e da tutti i
commensali. Ha vinto, infatti, come miglior compagnia e l’attrice Carla Venuto
è risultata la miglior caratterista.
 
Tutte le compagnie hanno dato prova di
coesione, maestria e capacità recitative disegnata da tratti emozionali e
divertenti. scatenando l’immediata empatia con il pubblico, generoso di
applausi e di apprezzamento,
La serata, rivelatasi ancora una volta ricca di proposte creative, dimostra la
vitalità e coesione dei componenti della Compagnia “Clar di Lune” che,
da 24 anni,  continua a collezionare successi
sui palcoscenici friulani.  

                               

CODROIPO – POZZO           

110 E LODE PER ANNA DOZZI

Il 13 marzo, nella prestigiosa sede della Cà Foscari di
Venezia, Anna Dozzi si è laureata in “Economic and Financial” ottenendo il
massimo riconoscimento: 110 e lode. 
Alla neo dottoressa giungono  i complimenti e gli auguri di grandi
soddisfazioni per un brillante futuro da mamma Elena, papà Pierangelo, sorelle
Giulia e Maddalena,  nonne Olga e Angela,
nonché da tutti gli zii, le zie e i cugini.  

                       

CODROIPO (UD)
MARIA E FERNANDO, QUANDO L’AMORE OLTREPASSA LA VITA 

 
          

A un anno dalla morte di Maria Drigo e  Fernando Tonizzo, voglio ricordarli con
l’affetto di sempre, citandoli come esempio di una meravigliosa forma d’amore,
vissuta dall’inizio alla fine e sempre insieme, per ben 53 anni.
  
 Insieme anche nell’altrove, in soli 13 giorni
uno dall’altra.  Fernando Tonizzo, nato a
Varmo nel 1938, e Maria Drigo, del 1945, originaria di Cornazzai, sono i
protagonisti di una autentica storia d’amore, quella che nel matrimonio si
concretizza in “Fin che morte non vi separi”. 
Io ho avuto la fortuna di star
loro accanto negli ultimi tre anni, in Via Ostermann, a Codroipo, quando la
malattia li aveva debilitati ma mai allontanati.  Emigrati in Francia fin da giovani, a
Montfermeil, lui muratore e lei collaboratrice familiare, andavano spesso a
Nôtre Dame a Parigi, la loro chiesa preferita. Dopo tanti anni in Francia,
hanno deciso di tornare in Italia perché Maria si era ammalata. 
Sapevano di
poter contare sull’affetto di Maria, sorella di Fernando, e di suo marito
Gianfranco.  
 Poi l’acutizzarsi della malattia
di Maria e l’Alzheimer di Fernando, hanno richiesto la collaborazione mia e
delle mie colleghe Marizol e Dulce Maria. 
Nel frattempo avevano scoperto che la
casa dei sogni, costruita in Francia con tanti sacrifici, era stata abbattuta
perché da lì sarebbe dovuta  passare la
metropolitana.   
Quando sono arrivata da
loro, erano persi e molto debilitati. 
Mi hanno dato amore, da me ricambiato, e
ho potuto star loro accanto fino all’ultimo, imparando molto sulla vita. 
Ho
imparato, per esempio, che l’Alzheimer non toglie le emozioni e permette di
esprimersi anche senza parole.
 Ho vissuto il loro grande amore e le attenzioni
che avevano uno per l’altra. Fernando chiedeva ogni momento a Maria “Come
stai?” in friulano e francese. La accarezzava, le dava ogni cosa buona da
mangiare, le dimostrava continuamente amore con piccoli gesti. 
Non si poteva
separarli. Per lui Maria era tutto. Fernando, quando incontrava qualcuno per
strada, salutava con un cordiale “Bonjour” e un bellissimo sorriso. Rimaneva
male se il suo saluto non veniva ricambiato e si illuminava se, invece, lo era. 
La malattia di Maria progrediva velocemente e molti sono stati i ricoveri in
ospedale. Quando Maria è mancata, a Fernando non era stato detto nulla, per
evitargli sofferenze inutili o, forse, pensando che non avrebbe capito. 
Qualche
giorno dopo, l’avevo accompagnato dal dottore per un controllo. In sala
d’aspetto, accanto a lui, era seduta una signora sconosciuta. Fernando,
improvvisamente, le ha detto “A e muarte”. La stessa sera, verso le 20, pur
stando bene fino a quel momento, ha iniziato ad avere febbre alta. Io stavo  accanto al suo letto. Lui mi accarezzava. 
Alle
tre di notte ho chiamato l’ambulanza e alle cinque, in ospedale, è spirato. Il
dottore, meravigliato di ciò, mi ha confermato di come il suo stato di salute
fosse buono. “Ha perso la moglie” gli ho risposto. 
“Adesso capisco, si è
lasciato andare. Si aggrappava alla vita per non lasciarla sola”. Maria e
Fernando mi mancano ma resteranno sempre nel mio cuore  e li ringrazio per avermi dato la possibilità
di capire quanto possa essere grande il vero Amore”.

                                                                                 
Judith Rivas




                       

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pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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Unknown

Una storia meravigliosa!!!!! Sembra un film, invece è stata reale! Commovente davvero. Dovfrebbe farci riflettere un amore così appassionato, intenso, duraturo……proprio oltre la vita!!!

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8 Maggio 2019

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