IL PONTE – mensile del Medio Friuli – ottobre 2018

IL PONTE – mensile del Medio Friuli – ottobre 2018

CODROIPO – POZZO (UD) :  APPELLO degli abitanti per salvare la
chiesetta di SAN ROCCO
         

 
 Il pavimento della
chiesetta datata 1400, adiacente al cimitero, si sta letteralmente
sfaldando,
non si riesce nemmeno a camminarci, 
e la frazione di Pozzo continua a chiedere interventi urgentissimi.
   

Il progetto, curato dall’architetto
Soramel, richiederebbe trentamila euro di spesa, ma servirebbero anche
altri interventi di restauro improrogabili. 

Purtroppo non c’è nessun tipo di
finanziamento pubblico ne dalla Curia ne dalla Regione.
 

La piccola frazione di
Codroipo e, in particolare, gli abitanti di Borgo San Rocco, continuano a
prendersene cura, con la pulizia, la manutenzione ordinaria, la celebrazione
della Messa ogni 2° domenica di ogni mese e quella votiva del 16 agosto, aperta
anche a Beano e Rivis, officiata da Don Fabio Varutti e accompagnata alla
tastiera da Olindo Bosa. 

Ma non basta.  Il comitato spontaneo, promotore
di lavori già effettuati con autofinanziamento, guidato dalla sacrestana  Angela
Pevato e dal pittore Ennio Martinis,
da tempo sottolinea che il pavimento si sta disgregando e l’umidità
scolora gli affreschi ma ora lancia con forza un appello affinchè la chiesetta
non venga lasciata morire nell’abbandono.

Si rischia seriamente di perdere
un patrimonio della zona, una chiesetta votiva che, pur senza pretese di fama,
è testimone della storia friulana. Non quella scritta sui libri, bensì
quella della vita di ogni giorno, legata all’umile destino del popolo delle
campagne spesso trascurato, a un voto, a pestilenze, a guerre o a altre
disgrazie, al bisogno di protezioni soprannaturali sulle attività rurali.   

E’ un bene culturale che acquista sempre maggiore
rilievo in quanto espressione dell’antica civiltà locale, voluto dalla gente
comune con pochi soldi, tirato su da costruttori locali che lavoravano come
potevano e a buon prezzo, ma con coscienza e buona conoscenza del loro
mestiere

Sarebbe un peccato
abbandonarlo all’ingiuria del tempo perché questo luogo sacro è un bene di
tutti, ricco di valori immortali, forte legame con un passato che pretende
dignità.

La chiesa è orfana della
fonte battesimale, rubata negli anni 70.

2 statue degli apostoli e
due angeli  furono ritrovate dopo un furto grazie alle foto scattate alle
statue originali dal fotografo Luigino Zavagno e ora sono conservati nel museo
diocesano di Udine.

Al posto delle statue trafugate, si ammira la serie di
tavole in legno raffiguranti la Via Crucis, realizzata dall’artista di Pozzo,
Galdino Tomini. Il quadro di San Rocco, realizzato da Ennio Martinis, fa
bella mostra davanti all’altare così come la statua donata dagli abitanti di
Via San Rocco.   

Ma la devozione non
basta. 

                                                                                         CAMINO AL T (UD) – AFDS

 

Il presidente della sezione caminese AFDS Illario Danussi
annuncia con grande soddisfazione il nuovo ingresso e la prima donazione di
Cioffi Erica all’Ospedale Civile di Udine. 

Erica, diciottenne codroipese, ha
voluto seguire il percorso di donazione di mamma Francesca, nata a Camino. “Le
origini non si dimenticano” ha annunciato con orgoglio. 


 BERTIOLO – VIRCO 67 terne alla Gara Triveneta Bocce,
tra le più grandi del Triveneto.

Ben 67 terne (numero grandioso che colloca la Gara Triveneta Bocce tra le
più importanti del Triveneto) hanno partecipato alla Gara di bocce promossa
dalla Società Bocciofila di Virco nella sua sede, il Bar Primavera, in Piazza
del Popolo.





Sul podio, la squadra della Spilimberghese,  con il sindaco Enrico
Sarcinelli in veste di bocciofilo,  la Sanmartinese, 2° classificata, la
squadra dell’Orsago, 3° pari merito con la Spilimberghese.  I complimenti e un premio speciale sono stati
riservati all’arbitro Caterina Venturini.


Nonostante la pioggia che ha imposto lo spostamento alla bocciofila di Codroipo
per le partite, ben 67 terne hanno aderito alla Gara, con partecipanti
provenienti da ogni dove.   
La Gara è il fiore all’occhiello della
Società bocciofila di Virco, nata nel 1971, presieduta da Dino Schiavo,
nativo di Virco ma residente a Pordenone, autentica e instancabile anima  del sodalizio.
   





Per le tante autorità presenti, vanno premiati i valori della
solidarietà, dell’amicizia, dell’investimento sul cuore di tutti i volontari
che rendono possibili queste manifestazioni.

Ma la Bocciofila gode della collaborazione di tutte le associazioni del
territorio e del generoso supporto di Ennio
Lant,  gestore insieme alla moglie, dell’unico Bar di Virco
, e
promotore di attività sociali che convogliano centinaia di persone  aderenti ai vari tornei proposti, dalla
briscola alle bocce alle grigliate per mille a un prezzo.  La gara è tra le più grandi del Triveneto e
il numero di partecipanti non ha eguali. L’anno scorso, abbiamo ospitato
ben due campionati nazionali di bocce e siamo candidati a ospitare  anche quello del 2019”
dichiara.   


La grande partecipazione è stata
sottolineata dal sindaco di Bertiolo, Eleonora Viscardis,  del Presidente del Consiglio Regionale Zanin,
del Presidente  della Società Bocciofila di Pordenone Zambon, del
Presidente provinciale Venturini  e di molti altri.
 


                                                                                                            




                                    CAMINO T. (Ud)


ROSANNA PERESSINI: UN ROMANZO LUNGO 104 ANNI


 

Ha il
portamento nobile Rosanna Peressini, per tutti semplicemente Osane. 

Minuscolo e
 fragile solo in apparenza. In realtà,
regna sovrana dalla sua carrozzina che manovra con autorevolezza.   Lei accoglie chiunque con un sorriso magico e
appare bella dimostrando, al massimo, un’ ottantina d’anni. 

Nulla a che vedere
con i suoi 104, compiuti con quella dignità che solo il tempo sa conferire. 

Nativa di Bugnins Vecchio, minuscola frazione di Camino al Tagliamento, sta in
Casa di Riposo “D. Moro” di Codroipo dove è la seconda ultracentenaria, dopo
un’ospite di 107 anni. Figlia di Ines Liani e di Francesco Peressini,  cresce 
in una famiglia allargata, dove il vecchio nonno fa le veci di suo
padre, sempre “Pa lis merichis”. 

Anche con sua madre il suocero Francesco fa la
parte del marito, e la aiuta a tirar su 
i tre figli. Lei,  Osane,  del 1914, Maria del 16 e Valentino del 20. I
suoi parenti e amici di Straccis e di Bugnins, le nipoti Diva, Francesca e
Mirella, figlie della sorella Maria di 102 anni, e il personale della casa di
Riposo sono accorsi ieri a salutarla e a farle festa.   

Rosanna ha vissuto momenti di vera gioia per
gli auguri inaspettati e molto graditi.
Parole di augurio e di felicitazioni per il notevole traguardo sono state
espresse, a nome di tutta la comunità caminese, dall’assessore Crisitna Pilutti.
Tutti siamo orgogliosi di una donna che è memoria storica e sapiente
narratrice di vita vissuta con grinta e coraggio. In 104 anni sono successe
tante cose che hanno cambiato il mondo.”


Alla domanda “Che
effetto ti fa avere  centoquattro  anni? “
 risponde, con estrema gentilezza.

“ No pensi
nuje. Jo i domandi al Signôr di fami cressi la fede e tignimi la man sul cjâf.
Fin che al è chel chi – toccandosi la fronte – e po’ si saludin”. “Non
penso niente. Io chiedo al Signore di farmi crescere la fede e tenermi la mano
sulla testa. Fin che c’è questa e poi ci salutiamo”.


E sorride, con la serenità di chi ha tutto e si affida
al Signore.  Il viso sembra incipriato, in
tinta con il golfino rosa  di morbida
lana.


                                                                                                                                                            
LIBRO







E’ un libro storico nato dalla traduzione
dei documenti inediti del Gabinetto Britannico
del 1935 e getta
nuova luce su una vicenda decisiva per le sorti dell’Italia e su un personaggio
che avrebbe potuto cambiare la storia della seconda guerra mondiale, Ezio
Garibaldi, nipote di Giuseppe.


Autrice del libro è la figlia Anita, pronipote dei noti
Giuseppe e Anita.  Che è Ezio Garibaldi?
 

Un massone e ufficiale della brigata Alpi che combatte nel 1914 sul Col di
Lana, tra la Marmolada e le Tofane, guidata da Beppino
Garibaldi.   

Viene ferito ma si salva grazie a un tubo
d’argento inserito in gola, che terrà tutta la vita.   Il fratello
Beppino Garibaldi rifiuta il fascismo e va in America.  Ezio,
repubblicano, rimane ma non è ben visto. Fonda la rivista Camicia Rossa,
organo dei garibaldini italiani.  

Forte della sua posizione di
politico in Parlamento e coerente con la sua ideologia contro il fascismo e le
leggi razziali, cerca di dissuadere Mussolini dal rompere l’alleanza con l’Inghilterra per stipulare l’alleanza con Hitler,
nota come Patto d’Acciaio.

Se solo ci fosse riuscito… avrebbe salvato l’Italia dalla seconda guerra
mondiale. Il Fascismo rovescia l’ idea del Risorgimento ma Ezio mantiene la sua
idea di base: la libertà.  Emarginato, gli viene tolto il passaporto,
negato il lavoro e poi internato nel campo di concentramento di Padula, colpevole
di aver dato uno schiaffo a Roberto Farinacci, gerarca del fascismo, in
Parlamento.


L’autrice, Anita Garibaldi,
figlia di Ezio, pronipote
in linea diretta dell’eroe dei due mondi, nipote di Ricciotti e figlia di Ezio,
 ha
 presentato il libro, in anteprima, presso
l’Azienda  Ferrin a Bugnins di Camino T, su invito del Somsi di Codroipo,
presieduto da Giuseppe Sartorello.
     

Ha 5 figli,  24 nipoti e  87 anni di raffinata
cultura internazionale, scrittura, giornalismo, ricerca storica. Lancia un
appello per la giovane Europa, ricordando un discorso del 1860 a Salerno, in
cui il bisnonno Giuseppe  diceva ” Mettiamoci tutti insieme. Unendo
le forze si può creare l’Italia e l’Europa, dall’Atlantico agli Urali,
comprendendo la Russia. Cari amici, voi che siete principi e duchi, ricordatevi
che dovete costruire strade, scuole, ponti, aziende in Italia e fare gli
italiani.  Lui aveva capito ciò che sta accadendo adesso. Solo con
l’unione si possono battere gli enormi poteri di India e Cina.  Oggi Garibaldi è il futuro.  Egli
non metteva  limiti per costruire un mondo migliore.  
Una nazione piccola come l’Italia non ha
forza e ancora non ha capito l’importanza di essere unita.  E’ troppo
divisa. Oggi i popoli sono senza patria e libertà
”.  


Un’autentica lezione dalla viva voce di Anita Garibaldi,
ricercatrice  storica in Messico,
Brasile, Uruguay,  responsabile della
European Cultural Foundation in Italia e rappresentante per l’Italia della Lega
Difesa Diritti Umani. Nel 1998 ha dato vita al Movimento “Mille Donne per
l’Italia” e nel 1999 ha fondato l’Associazione Nazionale Giuseppe Garibaldi. Fa
parte dell’Associazione “Colonial Dames of America”. Nel 2014 ha ricevuto la
cittadinanza onoraria della City di Londra.  


Una occasione storica, di affascinante attualità, partendo
dall’eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi che, con Anita (1821 -1849) 
ebbe 4 figli Menotti, Ricciotti, Rosa
e Teresa.  Con
Francesca  Armosino a Caprera,
Clelia, Rosita
e Manlio. 



Continuando fino all’attuale Anita Garibaldi,  appassionata ricercatrice
della storia d’Italia, concatenata a quella dei suoi avi e ave. Perchè la
storia l’hanno fatta anche le donne dei Garibaldi, anche se non appaiono sui
libri di storia.   “Io
la scrivo perchè non vada dimenticata”
asserisce Anita. 
     
                                                                                                                                         

La secolare
Festa del Bambin Gesù ha coinvolto tutto il paese
E’ una tradizione che si ripete dal 1200 e il paese di
Passariano, in sinergia con la locale Pro Loco, 
ha rispettato anche quest’anno ogni dettaglio della Festa del Bambin
Gesù.   

Si tiene ogni terza domenica
dell’anno e vede protagonisti i bambini che, sul carretto addobbato, fanno
compagnia alla statua lignea del Gesù Bambino fanciullo con la croce in mano e
il l’indice della mano destra puntato verso l’alto, portata in processione. 

La statua
era un dono della famiglia Manin a protezione dei bambini di Passariano, figli
di tutti coloro che, numerosi, lavoravano per la conosciuta e potente famiglia. 

Dagli anni 60 agli 80, la tradizione si era persa e la festa dimenticata. A
fine anni 80, con l’arrivo di Don Oreste Rosso, le statue furono riportate in
chiesa dalla sacrestia insieme agli apparati sacri e anche il Gesù Bambino fu festeggiato
di nuovo.
Due statue in gesso, già appartenute alla chiesa di Passariano,  fanno parte ora del patrimonio del Museo di
Udine. 

Cristo col sacro cuore e le sette spade e S. Maria Goretti, danneggiata
da un incendio nel vecchio asilo di Passariano.
L’edizione 2018 ha visto una grande partecipazione
alla festa, alla S. Messa celebrata da Don Pasquale, parroco della Base di
Rivolto, con i canti del Coro di Lonca, e alla processione, accompagnata dalla
Banda di Bertiolo.
Il momento conviviale, curato dalla Pro Loco,
presieduta da Guerrino Puzzoli, ha concluso degnamente la tradizionale giornata
dedicata ai bambini e al Gesù Bambino fanciullo.   

                                                                                                                                            

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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