Giorgio Celiberti 21 - Pierina Gallina news

Giorgio Celiberti 21

Giorgio Celiberti 21

16 luglio 21: Un piacere incontrare il celebre artista udinese, Giorgio Celiberti, a Passariano (Ud), al Loft al Doge.

Grande privilegio essere stata riconosciuta, con un sorriso  – che sa di cortese bontà.

Un artista di 92 primavere che si definisce vecchio bambino, che non sa se sia troppo vecchio o abbastanza bambino, ma che vuole abbracciare e ringraziare. Per la musica, per la presenza, per l’affetto.Giorgio Celiberti

 

  

Che si alza  e parla, con voce e parola di immensa semplicità.

E si commuove e commuove, mentre guarda il video della sua vita. Che concentra in una manciata di minuti la sua storia.

Giorgio, allievo del liceo artistico di Venezia e poi della Biennale,  è stato il più giovane espositore alla Biennale e anche il più vecchio, all’ ultima, con un  quadro di 36 metri.

Così, egli, si  racconta: «Quando ero bambino,  mia madre mi regalò una stanza dove potevo fare ciò che volevo. E, io, facevo buchi nel muro con il cacciavite e il martello, poi mettevo dentro pezzetti di vetro colorato, legnetti, chiudevo  con il vetro, fissavo con lo stucco che toglievo dalle finestre. Era l’inizio delle finestre di  Therezin, il campo di concentramento dove  morirono  75mila bambini ebrei.

Da lì, la mia pittura fu sconvolta. Non più paesaggi, ma cose drammatiche. Là, avevo visto cuoricini, farfalle. Non passa giorno che io non li abbia nella mia anima.

Sono un vecchio amico che vi vuole bene e vi auguro felicità fatta di amore, dolcezza, semplicità».

Il Prof. Alessio Alessandrini, disegnando con garbata competenza la figura di Celiberti, ha chiarito  il concetto di resilienza – da re-salire o rimbalzare dopo le cadute – che gli appartiene appieno, tatuato nella piena consapevolezza della tragicità della storia, tuttavia ondulata di speranza,  positività, perdono, futuro.

“Arte robusta –  scrisse, di lui,  Italo Calvino nel 1961 –   ma leggera, flebile, capace di prenderti per mano con la forza della drammaticità”.

In parallelo, la musica, anch’essa atto d’amore per l’arte di Celiberti, composta per l’occasione ed eseguita dal M.° Rocco Rescigno, Primo Trombone Solo nell’orchestra dei Duisburger Philharmoniker / Deutsche Oper am Rhein.

Dopo le varie esecuzioni, ecco Celiberti alzarsi e donare emozioni in parole.

«Io piango, perché di energia ne ho veramente poca, mi sento stanco, vorrei aiutare e invece ho bisogno di essere aiutato, anche nelle cose più banali della vita. Però resta il filo conduttore della musica che ho ascoltato e ho capito che, lì, c’è gran parte delle cose che mi mancano. Sono in un grande imbarazzo: sono un vecchio bambino. Non so se sono troppo vecchio o abbastanza bambino, non so cosa sono. Ho sentito, però, un brivido, un brivido importante, nella vostra musica. Faccio fatica a mettere vicino questi fili, queste vibrazioni, e volevo finire con l’abbracciarvi e col dirvi che vi voglio bene e dirvi grazie per queste belle cose che mi avete insegnato questa sera».

L’architetto Mauro Croce, autore del libro di immagini “Un giorno, una vita”  – foto di opere in gestazione – è riuscito a cogliere  l’intensità di un artista in dialogo con le sue opere. Sta qui l’aspetto inedito del libro: non catalogo di mostre, non posa, bensì naturalezza.

Per la loro realizzazione, Croce ha frequentato a lungo Celiberti, vivendo scampoli dello stesso tempo,  nel suo studio-labirinto, scoprendo come l’arte e la vita siano, assolutamente,  la stessa cosa. Dal 2010, ha potuto scattare molte foto, “spiandolo” con timidezza. E Giorgio, uomo tranquillo, che non parla male di nessuno, buono, sempre positivo, lo ha lasciato fare. Fino a che, pronto come dono per Natale, la selezione di foto venne visto  dall’editrice Maura Pontoni, che la volle dare alle stampe.  Perché fotografare opere durante loro creazione è grande opportunità. Per tutti.

Nella prefazione, “Cieli aperti”, il Prof. Alessandrini, adottando l’intuizione della poetessa istriana Loredana Bolium, mentre osservava gli occhi chiari di Celiberti, li ha connessi con i cieli. Aperti, appunto.

«Ancora in grado di percepire l’energia intorno a sé, con rispetto, emozione. Arte da artus, mano, cultura, da colere, coltivazione di ciò che c’è dentro di noi. Dice che energia non ne ha, ma quella che ha è sufficiente per creare», ha sottolineato la Dott.ssa Tiziana Cividini.  

Un vortice di emozioni, d’arte, di musica, di socialità.

Di questo, memorabile, incontro, resta il ricordo e il libro, in edizione limitata. Con una stampa autografata da Celiberti.

Un pezzo della sua arte. Un piccolo frammento della sua lunga vita d’artista!

 

 

www.giorgioceliberti.it

https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Celiberti

biografia:  http://celiberti.start2000.net/01menu%20Celiberti/02menu_Celiberti_biografia.html

https://www.artepervoi.it/mostre/le_quadrerie/C/CELIBERTI%20Giorgio/Note%20biografiche.pdf

www.ortodellacultura.it

 

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pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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