Festival delle antiche tradizioni Fiume V.(Pn) 23 giugno 23

Festival delle antiche tradizioni Fiume V.(Pn)  23 giugno 23

Festival delle antiche tradizioni Fiume V.(Pn) 23 giugno 23

Festival delle Antiche Tradizioni, prima edizione, nel Parco del Mortol, a Fiume Veneto (Pn) dal 23 al 25 giugno 2023.

Il giorno di San Giovanni 23 – data a me cara –  ero al Parco Mortol. In scena sotto al grande ciliegio, con la fiabesca Combriccola – Ambra, Evita, Renata, Marco e Maurizio – le fiabe dal mio libro “Un anno da fiaba” e quelle sulle Agane o fate d’acqua.
La giornata era calda, ma l’ombra rinfrescante e, il pubblico,  dei più belli. Tra loro anche bambine e bambini  a pancia in giù, bolle di sapone e sorrisi a luna a culla. Leggere  le  mie fiabe mi dà sempre emozione. Ma, in quel luogo, ancora di più.E, ancor di più, con le belle persone e il contesto fiabesco.

A un tratto, vestita di bianco, Lei: Gigliola. Lei: Tata Favola! Mi ha donato un abbraccio ad ali aperte.
Ha letto una storia bella bella.
Mi ha donato il suo ultimo libro:”Minà”.
A pupille specchiate, ho intravisto le fondamenta di una fiabesca amicizia.
Mi sono sentita Trilly nella fiaba di Peter Pan!

 

E, la sera, abbiamo aspettato il tramonto con le danze sacre di sciamanesimo celtico, attorno al fuoco, insieme a Madre Terra. In aggiunta,  il rito del mazzo di San Giovanni, canti celtici, e  l’eterna spirale del Dio Sole e della Dea Luna. Uno spettacolo come pochi.

Poi, ho cantato con il mio coro, il Coro 5, diretto dal M° Elena Blessano, il canto tradizionale dei benandanti: “Scjarazzule Marazzule, la lusigne la cracule. La pizzule si nicjule, di polvar a s’intacule. Oh,scjarazzule marazzule, cu la lusigne e la cocule. La fantate e je une trapule, il fantat un trapolon”

 

 

                                                                                 I BENANDANTI

          Chi è il benandante o buon camminatore?

È qualcuno così speciale, così fortunato, da essere nato con la
CAMICIA, cioè avvolto nel sacco amniotico ovvero nella placenta. 
La levatrice o la stessa madre dopo il parto, s’incaricavano di conservare una piccola parte del sacco amniotico, che nei mesi successivi veniva benedetta, posta in un sacchettino da appendere al collo del neonato come un amuleto benefico e protettore.

Questo, di fatto, è il passaporto per essere benandante, per scelta  a 21 anni. Non prima. Se sceglieva di esserlo, era in grado, nelle notti dei 4 solstizi, di uscire dal proprio corpo sotto forma di spirito durante il sonno.

Il corpo rimaneva  a letto come morto e l’anima doveva  rientrarvi prima che cantasse il gallo. Altrimenti il corpo restava morto.

I benandanti combattevano poi le influenze malvagie delle streghe anche nella vita ordinaria, curando le persone colpite da malocchio, da incantesimi collaborando con le tante guaritrici e guaritori che popolavano la campagna friulana.

Se però il benandante perdeva il suo amuleto con la placenta non godeva più di alcun potere: «portava quella mia camiciola al collo sempre, ma la persi et dipoi che la perdei non ci son più stato alli raduni […]»

 La visione dei morti

Un altro dei poteri dei benandanti era quello di vedere i morti in processione e ascoltare i loro messaggi, poiché «chi vede i morti, cioè va con loro, è un Benandante».

Il potere di vedere i morti era anche tipico delle donne benandanti che, in particolari occasioni legate ad esempio al loro periodo mestruale o nel giorno della Commemorazione dei defunti, nell’acqua di un catino avevano visioni di conoscenti o parenti da poco defunti.

 L’inno dei benandanti è “Scjaraçule, maraçule”.

Scjaraçule maraçule…  sono parole antiche a indicare un ramo di finocchio che nell’antichità veniva adoperato, secondo i riti pagani, per invocare la pioggia.
Trapule e trapulon (rafforzativo) sta per persona inaffidabile o bugiarda in senso bonario o ironico.

Testo in lingua friulana:
Scjaraciule Maraciule la lusigne e la cracule, la piciule si niciule di polvar a si tacule.
O’ schiaraciule maraciule cu la rucule e la cocule, la fantate je une trapule il fantat un trapulon.
In italiano:

« Scjaraciule (bastone, bordone) e Maraciule (finocchio), la lucciola e la raganella, la piccola si dondola e di polvere si macchia.

O’ scjaraciule maraciule, con la rucola e la noce, la ragazza è una trappola (bugiarda) il ragazzo un trappolone. »

 

 

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pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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