LESTIZZA – VILLACACCIA (Ud) "Coronos" ai Colonos con il pubblico protagonista. 17 agosto 26
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LESTIZZA – VILLACACCIA (Ud) "Coronos" ai Colonos con il pubblico protagonista. 17 agosto 26

Una serata all’insegna della musica, dell’ironia e soprattutto della partecipazione. Ai Colonos di Villacaccia il pubblico non si è limitato ad assistere allo spettacolo, ma è diventato parte integrante della scena, trasformandosi per una sera in un grande coro collettivo. È questa, in sintesi, la formula di “Coronos”, originale e divertente incontro tra il coro e Colonos, capace di coinvolgere gli spettatori fin dalle prime battute.

Luca Domenicali e Gianfranco Napolitano in Coronos (1).jpg

A guidare il gioco sono stati Luca Domenicali e Gianfranco Napolitano, due musicisti poliedrici, capaci di passare con naturalezza dalla chitarra al canto, dalla recitazione all’intrattenimento, in un continuo dialogo con il pubblico e in sinergia con Tommaso Pecile. Una presenza scenica vivace e comunicativa, sostenuta da creatività, ironia, simpatia e da una buona dose di improvvisazione, che ha contribuito a rendere la serata imprevedibile e proprio per questo ancora più divertente.

Sotto la grande tettoia dei Colonos, il confine tra palco e platea è praticamente scomparso. Nessuno è rimasto soltanto ad ascoltare: gli spettatori sono stati chiamati direttamente in causa, invitati a cantare, rispondere, mettersi alla prova e, in alcuni momenti, persino a sfidarsi in vere e proprie gare vocali. Un gioco continuo, costruito sul momento, nel quale anche la partecipazione più spontanea poteva diventare occasione per una battuta o per dare il via a un nuovo momento musicale.

E proprio il pubblico è stato il vero protagonista della serata. Più passavano i minuti, più cresceva la voglia di partecipare, lasciandosi coinvolgere dalle proposte dei due musicisti. Il risultato è stato un clima di grande familiarità, quasi quello di una festa tra amici, dove non era necessario essere cantanti provetti per prendere il microfono o unirsi al coro. Anzi, qualche imperfezione vocale è diventata parte del divertimento, contribuendo a rendere l’esperienza ancora più autentica.

Anche il repertorio ha giocato un ruolo importante. Nessun confine rigido, ma un viaggio musicale capace di attraversare lingue e generi diversi, passando con disinvoltura dal friulano all’italiano, fino all’inglese. Brani conosciuti e immediatamente riconoscibili hanno fatto da trampolino per il coinvolgimento della platea, portando sul palco anche i Beatles e Aretha Franklin, con alcune delle loro canzoni più celebri.

E se i grandi classici della musica internazionale hanno trovato spazio nella serata, anche la lingua friulana si è presa la sua rivincita, dimostrando di poter funzionare alla grande anche in una dimensione pop e giocosa. Un modo leggero, ma non per questo meno significativo, di valorizzare una lingua profondamente legata al territorio, mettendola in dialogo con repertori e linguaggi musicali apparentemente lontani.

La musica, naturalmente, è stata il filo conduttore, ma attorno alle canzoni si è sviluppato un vero e proprio spettacolo fatto di battute, giochi di parole, improvvisazioni e comicità spontanea. Domenicali e Napolitano hanno saputo costruire un rapporto diretto con la platea, cogliendo gli spunti offerti dagli spettatori e trasformandoli in occasioni di gioco. Una formula che ha favorito un clima rilassato e partecipato, con risate continue e genuine.

Dalla prima all’ultima fila si è creata così un’intesa immediata tra gli artisti e il pubblico. Una complicità cresciuta progressivamente fino a trasformare l’intera platea in un unico grande coro: non sempre impeccabile dal punto di vista musicale, ma certamente entusiasta e disposto a stare al gioco.

Ed è forse proprio questo il punto di forza di “Coronos”: non la ricerca della perfezione, ma il piacere di condividere la musica. Cantare insieme, anche sbagliando, ridere delle proprie incertezze, lasciarsi coinvolgere e scoprire che una canzone conosciuta da tutti può diventare un pretesto per creare una relazione tra persone che, fino a pochi minuti prima, erano semplicemente sedute una accanto all’altra.

Soddisfatto Federico Rossi, padrone di casa ai Colonos, per la riuscita di un appuntamento che ha saputo mettere insieme lingue, voci, generazioni e sensibilità diverse nel segno dell’allegria. Una serata che ha confermato ancora una volta la capacità dei Colonos di proporre iniziative capaci di uscire dagli schemi e di creare occasioni di incontro attraverso la cultura, la musica e la convivialità.

Soddisfatti anche gli spettatori, che al termine dello spettacolo hanno lasciato la grande tettoia con il sorriso e con la sensazione di aver preso parte, più che semplicemente assistito, a una serata speciale. Perché in “Coronos” il vero spettacolo non è stato soltanto quello sul palco: è stato il pubblico stesso, con le sue voci, le sue risate, la sua spontaneità e quella voglia contagiosa di stare insieme.

Una formula semplice e, proprio per questo, efficace: la musica come occasione per incontrarsi, il canto come strumento per partecipare e l’ironia come ingrediente capace di mettere tutti sullo stesso piano. Ai Colonos, per una sera, nessuno è rimasto spettatore.

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