LEONARDO CENCI, MARATONETA e SCRITTORE al CAFFE’ LETTERARIO a VILLA MANIN (UD) – 19 luglio 2018
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LEONARDO CENCI, MARATONETA e SCRITTORE al CAFFE’ LETTERARIO a VILLA MANIN (UD) – 19 luglio 2018

LEONARDO CENCI, 42 anni, perugino, commerciale nel lavoro, maratoneta nello sport e, unico atleta al mondo, ad aver dato scacco matto alla morte da sei anni,  nonostante il cancro al cervello e ai polmoni. Come? Correndo ben due maratone a New York,  nel 2016 e 2017, completando  il percorso di 42,195 chilometri, dedicando l’impresa a tutti i malati oncologici. “Dedico queste mie imprese a tutti i malati che lottano ogni istante per la propria vita, sperando di offrire loro un messaggio di speranza e di consapevolezza che nulla è impossibile se ci si crede veramente”.                                         Inoltre, promuovendo lo sport come moltiplicatore di integrazione, organizzando manifestazioni, ideando gli Oncology Games, Olimpiadi dedicate agli atleti malati di cancro che si sono svolte per la prima volta il 23 e 24 giugno a Roma,  dicendo al mondo di vivere la vita come immenso dono, dando vita alll’ Associazione “Avanti tutta Onlus” di Perugia che pratica lo sport come terapia.  “Avete la salute? Avete tutto. Spesso  si dimentica. Bisogna sentire il senso di gratitudine alla vita che spesso viene trascurato. Io non la regalo la vita, non la do in pasto a nessuno.  Sono sotto i riflettori perchè  voglio far vedere a tutti che è possibile fare una bella vita anche con il cancro.  Se uno resiste per un periodo in stato di impotenza poi ce la può fare. Viviamo di ricordi e immaginiamo qualcosa  che non c’è e perdiamo il presente.  E’ importante avere l’attitudine a sapersi riprogrammare”.      Un fenomeno? Un miracolato?   “Non mi sento  un miracolo perchè sono fatto di materia. Mi reputo straordinario perché sono messaggero e utile fino all’ultimo giorno. Non morirò di cancro”. LEONARDO  ha deciso di raccontare la sua straordinaria vita in un libro dal titolo “Vivi, ama, corri. Avanti tutta!” Un libro da leggere tutto d’un fiato, presentato al caffè letterario codroipese al Doge in Villa Manin, presieduto da Luisa Venuti. Con lui Daniele Damele, giornalista e scrittore.  Tutto andava bene nella vita di Leonardo. aveva un lavoro, una fidanzata, lo sport. Poi, il 9 agosto 2012, la diagnosi di metastasi cerebrali con la prospettiva da 4 a 6 mesi di vita. Ha detto subito di no al cancro per non dare un dispiacere ai genitori, per la volontà ferrea di vivere perchè “La vita è la cosa migliore che abbiamo”. Con San Francesco come angelo custode, ha tenuto duro, ha fatto la chemioterapia, ha studiato la malattia accettandola,  ha festeggiato capodanno a novembre per timore di non arrivarci e ora, da sei anni, festeggia due compleanni, quello di nascita e quello della diagnosi.  “Ognuno di noi ha un farmaco naturale in testa. ognuno può decidere come vivere. E’ come percorrere la maratona. Al 37simo chilometro non hai una briciola di energia e  devi scegliere se fermarti o andare avanti. Fino al 42.145.  Gli ultimi km di un maratoneta vengono fatti con la testa, con quella fondamentale qualità che dovremmo allenare  nella vita”.  LEONARDO ha parlato al folto pubblico con grande naturalezza e padronanza dialettica. “Perché a qualcuno viene il cancro?” gli è stato chiesto. “La prima causa è la genetica. La seconda è lo stile di vita. No alle sigarette, sì all’attività motoria calzata alla persona, si a diete personalizzate da un  nutrizionista, evitando gli zuccheri che sono il cibo preferito dal cancro, riso, pane, pasta, bevande gassate e dolci,  mangiando poco ma tutto, con responsabilità. La terza è l’ambiente esterno.    ” Come si fa a stare vicino al meglio a un ammalato di cancro?”   “Chi è coinvolto non  vuole sentirsi malato. Chi è vicino deve saper ascoltare, dote che poche persone hanno, per poi entrare in empatia. Tenere in mano il cuore di chi si ama e ciò che rende felici.     ” Che rapporto hai oggi con il cancro?” ” L’ho definito ospite sgradito senza invito. Ho sempre fatto shatzu  e meditazione con cui ascoltare il respiro e sentivo il cancro.  So che c’è e vado avanti così.  Voglio dare una visione di vita diversa alle nuove generazioni perchè non devono emulare il  disagio ma la forza di riuscire a reagire quando la vita ti stravolge”.     Mariangela e Flavio E ai giovani ha lasciato  questo messaggio: “Non fatevi rubare i sogni, non scoraggiatevi al primo ostacolo, non fatevi mai mancare un progetto. Osate i vostri sentimenti e le vostre emozioni, magari non la rabbia che ha troppi effetti collaterali. Immaginate qualcosa, dite qualcosa, fate qualcosa, che renda il mondo più bello”.  Un onore aver conosciuto e ascoltato LEONARDO, tra l’altro testimonial CONI,  Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana “per la determinazione e la forza d’animo con cui affronta la sua malattia offrendo agli altri malati un   esempio per reagire e difendere la vita, Presidente dell’Associazione “Avanti tutta Onlus” di Perugia, impegnata nella raccolta fondi per migliorare con interventi tangibili, letti nuovi, televisori, palestra per attività fisica dei malati, la degenza nel reparto oncologico dell’ospedale di Perugia.                                           (servizio fotografico di ROIATTI)