IL PONTE: Periodico del Medio Friuli – Aprile 2019
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IL PONTE: Periodico del Medio Friuli – Aprile 2019

Il Ponte è un periodico del Medio Friuli, con sede a Codroipo (Ud). Ecco gli articoli che ho scritto per il mese di aprile 2019 CODROIPO   CERIMONIA DI CONSEGNA DEL GAMMA FINDER, SONDA PER INDIVIDUARE IL LINFONODO SENTINELLA, DALL’ANDOS ALL’OSPEDALE DI SAN DANIELE       Il pacifico esercito dell’ANDOS, Associazione donne operate al seno, ha compiuto un altro miracolo di generosità. Mercatini su mercatini, anche cinque in un anno, aggiunti a donazioni di privati hanno consentito di accumulare un tesoretto trasformatosi in un regalo indispensabile all’oncologia dell’Ospedale di San Daniele. Si tratta di un Gamma Finder ovvero una sonda senza fili per il reperimento del linfonodo sentinella. La cerimoniadi consegna è avvenuta nella sala consiliare di Codroipo, alla presenza della presidente Andos Nidia Dorio, del sindaco di Codroipo Fabio Marchetti, del sindaco di San Daniele Pietro Valent, del Vicepresidente regionale Riccardo Riccardi, Marco Monai del Consiglio Amministrazione Asp. Coordinato da Elisabetta Gregoratto, l’evento ha dato voce all’oncologo Enrico Vigevani che ha definito il tumore al seno malattia curabile ma solo se diagnosticata in tempo, alla radiologa Chiara Del Frate, che ha sottolineato l’importanza della prevenzione, e  del chirurgo Giuliana Gentile, che ha definito la sonda strumento fondamentale in chirurgia. Il Gamma Finder, infatti, strumento piccolo e maneggevole, consente il mappaggio intraoperatorio del linfonodo sentinella. Quando una Associazione di volontariato aiuta il pubblico scatta la doverosa gratitudine, espressa all’Andos dal sindaco Marchetti e dal Vicegovernatore regionale  Riccardi. “L’alleanza fra San Daniele del Friuli e Codroipo è storica e funziona e non sarà messa in discussione. I professionisti sono il nostro patrimonio insostituibile così come l’associazionismo in Friuli. L’Andos è un valido esempio di forte sensibilità sociale, in grado di sopperire dove il pubblico, da solo, non riesce”. Se il tumore al seno colpisce una donna su otto, è altrettanto vero che è guaribile nell’87 per cento dei casi. Un segnale di speranza che si concretizza in “ Si può guarire e vivere bene anche dopo la diagnosi di cancro alla mammella”.  CODROIPO VIVA, VIVIBILE, APERTA: ECCO LA NUOVA SFIDA DI CODROIPO C’E’  E’ vero che Codroipo è città malata grave, spenta, inaccessibile, senza un pullman urbano da 30 anni, con un piano regolatore datato 25 anni, a tratti sporca, con troppi negozi chiusi e altri in chiusura, una piazza moribonda, Via Roma spopolata, Via Italia con troppi parcheggi e il doppio senso di marcia? Purtroppo sì. Ma ora la speranza di un cambiamento si chiama Associazione delle attività produttive del Medio Friuli, Codroipo C’è, che vuole prendersene cura, rendendola viva, appetibile  e vetrina del territorio. Anzi, di più. Attraente per  chi viene da fuori, perché di cose da far vedere e raccontare Codroipo ne ha e molte. Villa Manin con i suoi eventi, Museo delle Carrozze, secondi in Italia, ma chiuso per troppi giorni, sono solo alcuni esempi.    “Vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno– ha dichiarato il presidente Antonio Ferraioli, all’incontro con gli associati, 110 per ora, in Sala Abaco – fare poche cose ma che lascino il segno”.  Appetibilità dei negozi, meno sporcizia e meno saracinesche chiuse, apertura alle manifestazioni esterne, cambiamento di abitudini e di orari da parte dei negozianti, coesione ed entusiasmo a fianco dell’Amministrazione, sono gli ingredienti che animano l’Associazione che ha ben chiaro il programma per il 2019, puntando anche ai 60 anni delle Frecce Tricolori del 2020. Dall’anno zero guardando ai prossimi tre anni, esprime la volontà di valorizzare la città più grande della provincia di Udine.  Codroipo, città di tutti, il 30aprile diventerà la “Città dei Pony Club delle Frecce Tricolori”, l’1 e 2 giugno sarà “Città del Rugby”, quando arriveranno mille ragazzi da Londra per giocare a rugby. Sono in calendario eventi come la Lotteria di Primavera, il “Quadruvium Fest” dal 24al 26 maggio con le eccellenze del Medio Friuli, il “Saturday Magic Night” il 14 settembre, giornata dedicata alla magia e all’illusionismo, in teatro e in vari esercizi commerciali,  “Rosso e bianco” dal 7 al 24 dicembre con Skaupaz o Krampus il 7 sera oltre a  varie iniziative in sinergia con la Scuola di musica “Città di Codroipo” e i cori di Sante Sabide.   Numerosi gli eventi già realizzati dal 15 novembre, data di costituzione del sodalizio. Dopo il Natale 2018, convarie iniziative premiate da migliaia di persone, il Concerto con i “The Colours of Gospel” in collaborazione con il Comune e la Parrocchia,  San Valentino con la cena romantica per due persone a chi collezionava scontrini di spese a Codroipo dal 1 al 13 febbraioper 1000 euro, l’incontro del 26 febbraio con Luca Lambiase, la festa della Donna con il bel colpo d’occhio dei palloncini gialli. Inoltre, la massiccia campagna Facebook che oggi conta 1600 contatti, con l’obiettivo di aumentarne le condivisioni. Codroipo c’è si considera luogo dove proporre senza criticare, dimostrando responsabilità sociale e superando iconfini della propria attività.  Comprarea Codroipo anche con convenzioni tra negozianti e attività produttive, diventare clienti uno dell’altro, imparare a tessere reti e collegamenti,passare dalla somma al moltiplicatore, sono idee realizzabili. Ma, per farlo, serveun aggiornamento professionale che consenta di stare al passo con i tempi.  Per questo, sono in programma un corso di “Web marketing”, oltre a serate a tema sul Welfare Aziendale,  Google e  finanziamenti. I due obiettivi di fondo, dunque,mirano ad aumentare il flussi di persone a Codroipo, dove attualmente non c’è motivo di attrazione che spinga a uscire, e alla valorizzazione di ciò che il territorio ha. “Codroipo C’è”  ritiene anche importante che i proprietari  non lascino vuoti gli immobili in centro ma li affittino ad associazioni o enti per mostre ed esposizioni, che il Comune conceda il parcheggio gratis il sabato pomeriggio, che la passeggiata in centro sia gradevole anche alle prime ore della notte, con negozi illuminati o, almeno, con vetrine rese decorose da vetrofanie.  Che venga risolto il problema della viabilità serale, soprattutto il sabato, con troppe auto e senza controlli. Si fa fatica ad arrivare in centro a Codroipo e, per alcuni, è questo il motivo per cui la piazza sta morendo. “Codroipo C’è” non ha certo la bacchetta magica ma ha fiducia nelle proprie risorse fatte di persone, divolontariato e di determinazione.  “Siamo in tanti e la condivisione è fondamentale se si vuole che Codroipo cambi e, di conseguenza, anche il Medio Friuli. Solo così le cose funzionano” ha concluso il presidente Ferraioli. COOPERATIVA AURORA:  SALUTE E BENESSERE A PORTATA DI TUTTI   Giovedi 14 marzo, il prof. Sergio Chiesa, ha tenuto una conferenza, organizzata dalla Cooperativa Aurora che da 18 anni promuove  conferenze  sui temi di etica, salute e benessere. A spiegarne i contenuti è la Presidente della Coop. Aurora, Nella Caterina Olerni. “Proponiamo incontri con la popolazione che trattano la salute e il benessere psicofisico che si riassume bene nel nome dell’Associazione presieduta dal prof.Sergio Chiesa, “CiboèSalute”, che promuove un’alimentazione secondo le linee guida dell’OMS.  Abbiamo sempre invitato a parlare, medici e professionisti che hanno approfondito le tematiche di cui trattano. Quest’anno abbiamo in iziato con il prof. Enos Costantini con il tema: La mela è sempre una mela? Poi, L’alimentazione attraverso le fasi della vita, Il vizio della fretta e la virtù della calma, Gratitudine e perdono, Microbiotica e inflamm-aging, Inquinamento e la salute dei bambini, L’orologio biologico, Fisica quantistica  e medicina. Come ci ha spiegato bene l’oncologa Patrizia Gentilini, nostra ospite l’8 febbraio scorso, secondo l’OMS, la prevenzione che  interviene  precocemente, quando è già iniziato il processo di malattia, è “prevenzione secondaria”. La “prevenzione primaria” è mantenere lo stato di salute con lo stile di vita e con l’alimentazione.” Ne è l’esempio il prof.Sergio Chiesa, che il 14 marzo ha richiamato in Auditorium circa 400 persone.  30 anni fa, gli era stata diagnosticata la Sclerosi Multipla, con la prospettiva che a breve sarebbe finito su una sedia a rotelle. La sua indole di ricercatore lo ha stimolato ad approfondire  ricerche scientifiche. Opportunità e speranza gli sono venute dalla Dott.ssa Kousmine e dal suo metodo riconosciuto per la prevenzione e cura delle malattie, in particolare della sclerosi multipla. Cambiando anche stile di vita, il prof. Chiesa è riuscito a mettere in “remissione” la malattia. Ora divulga in tutta Italia le sue conoscenze, derivate da studi  scientifici e ufficiali, alle persone e a medici, tramite conferenze, convegni e corsi di approfondimento. Più di un migliaio di persone in Italia, stanno ottenendo i suoi stessi benefici. Il prof. Chiesa ha parlato dell’importanza della vit D e vit K 2, le vitamine dei 100 anni. E senza effetti collaterali. Vitamina K2 e vitamina D sono, dunque,  il binomio per la salute.  La vitamina D rinforza le ossa e regola molte funzioni dell’organismo, aumental’assorbimento del calcio nell’intestino e nei reni, stimola le cellule aprodurre osteocalcina e proteine muscolari, ha un’azione antimicrobica. Studi del 2015 confermano che il 97% dei neonati e tutti gli anziani sono carenti di vitamina D.  A questa carenza è spesso collegata anche la sclerosi multipla e, come concausa, la depressione. Ma la vitamina D senza la K2 è inattiva. E’ una vitamina sconosciuta e non si trova quasi più nei cibi. Secondo gli studi indicati dal prof. Sergio Chiesa, la vitamina  K2, può contribuire a ridurre  la mortalità legata a problemi cardiaci, combattere l’osteoporosi, assieme ad una corretta alimentazione ed uno stile di vita adeguato. Tra i vari consigli, il prof. Sergio Chiesa raccomanda sempre e comunque di seguire  le indicazioni del proprio medico. Per info: cfrwww.kousmine.org                                                                                           LIBRI THE JOURNEY OF JOY –  AMAZZONIA –  di ALBERTO CANCIAN Presentato venerdì 12 aprile, ore 20.30  in Sala Abaco in Corte Italia, a libero ingresso, fino a esaurimento posti. E’ una fortuna incontrare un libro come quello che ha scritto Alberto Cancian, ideatore di Pordenone Viaggia. Non solo per la prefazione di Licia Colò, né per quella questione di felicità di cui è permeato né per il suo viaggio in terre che difficilmente si potranno vedere. Perché, oltre a tutto questo, è una cassaforte aperta di parole preziose, di ricami verbali che conducono a una rara forma di saggezza, orientata alla “soglia della culla del pianeta”. Appena avuto tra le mani e aver letto il titolo della prima pagina “Il viaggio della felicità” si avverte una urgenza istintiva di rubare il tempo alla luna per leggerlo. Luce e matita diventano compagne indispensabili degli occhi e del cuore. Per poter dare immagini alle parole e sottolineare quelle che colpiscono, che entrano autoritarie, pur con gentilezza.  Quelle che insegnano, che nutrono, che benedicono la scrittura in quanto “Elisir di lunga vita, rubinetto della mente e del cuore.” Quelle così naturali eppure potenti che aprono orizzonti inesplorati di cui si diventa ghiotti fruitori. A costo zero. Perché Alberto apre le porte del “Supermercato della felicità” dove si compra e si vende solo positività. Al massimo si rischia di fare scambio merci, ma sempre di materiale Felice, sempre dietro l’angolo e facilmente riconoscibile.  Malattie, punture di insetti, prurito, paure, foresta amazzonica,  si vestono di uno speciale manto che sa tradurle in opportunità, incontri, scoperte, sempre dirette verso la speranza e la gioia.  Avevo già la fortuna di conoscere Alberto ma non conoscevo la sua storia, il suo essere bambino in un piccolo paese del Friuli genuino, fortunato figlio di genitori che lo hanno mandato a lavorare d’estate, fin dai 16 anni. Non certo per bisogno ma perché potesse imparare il valore dell’impegno, della fatica, del sacrificio. Lezioni di vita rivelatisi preziose, con il tempo. Soprattutto dopo l’incontro con padre Bruno, un missionario in Colombia,  nativo del suo paese.  Padre Bruno era diventato il sogno di Alberto che, dopo un anno, nel 2012, saliva su un aereo, deciso a farlo diventare realtà. Sorvolando l’Oceano Atlantico, pensava che nessuno avrebbe potuto più dirgli che i sogni non si possono realizzare. Lui sapeva che forza di volontà e impegno ne colmano la distanza.  Alberto ce l’aveva messa tutta e ce l’ha fatta alla fine. A fare cosa? A scrivere il libro che ha reso onore a settant’anni di missione nella foresta amazzonica di padre Bruno e dei suoi confratelli che, in quelle terre, avevano costruito scuole, ospedali, case. A imparare dagli indigeni che “ con il denaro non si può né bere né mangiare”, che “tutto questo progresso sta portando alla distruzione della nostra Madre Terra e presto non ci sarà più acqua potabile e il suolo non offrirà più cibo.”  A comprendere che “donare è arricchirsi di felicità vera” e che “chi ha di meno dà di più”.  Che “viaggiare non significa posare lo sguardo ma diventare parte della visione. Viaggiare per crescere, non per fuggire. Anche nel viaggio della Vita. ” A incontrare persone gioiose di dare, senza chiedere riconoscenza se non altrettanta Felicità.  Perché l’ospite è sacro. Semplicemente. Ad ammirare tramonti struggenti sui fiumi amazzonici, quando la “palla infuocata, enorme e rossissima, scende delicatamente dietro aglialberi maestosi, colorando le acque come un pittore di luce”. A imparare rudimenti di introspezione, l’attività più difficile per l’uomo. Quel difficile guardarsi dentro per conoscersi, al di là delle maschere e degli schemi sociali.” A navigare verso le possibilità.  A respirare da solo la giungla mentre i colori sussurrano e il senso di appartenenza si incide come un marchio a fuoco indolore. Il libro è un partire e un tornare per ripartire di un coraggioso  Alberto, escursionista di pace dall’altra parte del mondo. Senza beni materiali ma leggero come in una bolla di sapone e ricchissimo di un calendario che tutti dovremmo avere sottomano: il calendario della Felicità. The Journey of Joy, 326 pagine dove scegliere la personale Felicità, soprattutto nelle prove e nelle difficoltà che si sanno superare. Perché lei si annida proprio lì.  CAMINO – GLAUNICCO (UD) PREMIATI I CONIUGI DEL NEGRO DAGLI AMICI DELL’ASSOCIAZIONE “INCROCI CULTURALI IN FRIULI” Gli amici dell’Associazione “Incroci culturali in Friuli” di San Vito Al T. capitanati da Paolo Garofalo, hanno voluto incontrarsi per rendere omaggio Elda e Gino Del Negro, ringraziandoli per la loro pluriennale disponibilità a ospitare eventi culturali nel loro locale, con generosità e cortesia.  L’Associazione, infatti, fino a tre anni fa, ha promosso numerosi eventi, spaziando dagli studi e serate su famosi personaggi friulani, tra cui Pasolini, alla valorizzazione di chi ha dato e dà lustro al Friuli. Alla premiazione, tra gli amici dell’Associazione, hanno presenziato il maestro Gustavo Zanin, Pietro Pittaro, la musicista Luisa Sello, Cristina Pilutti, assessore alla cultura di Camino T. e vari poeti e promotori culturali del sanvitese.   CAMINO AL T (UD) “PIANURE SANE” INTERPELLA IL SINDACO Tramite il gruppo Facebook “Tu ses di Cjamin se” il comitato intercomunale “Pianure sane”, sezione di Camino al Tagliamento, in una lettera aperta, firmata da Dario Del Zotto, chiede al sindaco Nicola Locatelli di valutare con il consiglio comunale di poter dare inizio a un’agricoltura e viticoltura senza l’uso di pesticidi, iniziando da uno specifico incontro.  L’urgenza nasce dalle conclusioni dell’ ISPRA sui prelievi del 2016, riguardanti l’avvelenamento delle nostre acque regionali nonchè la presenza di residui tossici nel 33% nei vini, nella frutta e verdura.  “La viticoltura è cresciuta in maniera esponenziale senza che nessuna iniziativa sia stata presa per rimediare ai danni fatti all’ambiente e all’acqua sotterranea – continua la lettera – e il quadro è allarmante per l’ambiente e la salute umana. Ma oggi si può produrre a impatto ambientale zero, restituendo alle nostre Terre e alle nostre acque la qualità che avevano prima del ricorso selvaggio alla chimica. Ignorare e non adottare queste alternative sarebbe inaccettabile, dannoso e doloso non solo per tutti noi, ma soprattutto per le future generazioni”. Dario del Zotto ritiene sia giunta l’ora di dare sicurezza in fatto di salute dei cittadini.  Auspica anche che il sindaco faccia in modo che i trattamenti chimici nei vigneti si facciano con atomizzatore e tunnel di recupero, in assenza di vento, siano eseguite analisi delle acque all’inizio e a fine stagione in prossimità delle zone più esposte, con risultati pubblici. Chiede, inoltre, all’Arpa e all’ azienda sanitaria regionale di procedere a regolari analisi dell’aria vicino alle abitazioni, durante e dopo i trattamenti.