IL PAESE – Magazine di cultura e informazione del Medio Friuli – settembre 2017
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IL PAESE – Magazine di cultura e informazione del Medio Friuli – settembre 2017

SPORT MATTEO FURLAN, MEDAGLIA D’ARGENTO PER UN SOFFIO ai MONDIALI DI NUOTO sul Lago Balaton Per pochissimi decimi non ha vinto la medaglia d’oro in una gara massacrante di nuoto sul Lago Balaton, in terra ungherese.  25 sono stati i chilometri che l’atleta codroipese Matteo Furlan ha percorso, nuotando con grande grinta, per poco più di cinque ore.    Vicinissimo all’oro, è stato superato in finale dal francese Reymond, nonostante un micidiale sprint.  Ma è comunque un grande risultato per Matteo, 28 anni, nato a San Vito al T, tesserato per Marina Militare e team Veneto, che difendeva la medaglia di bronzo conquistata due anni fa ai Mondiali in Kazan nella stessa gara.  “Il risultato è quello, devo essere contento per ciò che ho fatto” dichiara. Il 21 luglio,  con altri 25 atleti, nelle “calde” acque del lago Balaton, sopra i 25 gradi,  Matteo ha iniziato la gara alle 8.30, stando sempre nel gruppo di testa, insieme al compagno di squadra Ruffini, in tandem.  A fare il tifo per lui, mamma Elena e papà Luca, arrivati al Balaton Fured  in sella alla loro Suzuki da strada,  e la fidanzata Elena, anche lei codroipese.  La gara è molto impegnativa, con giri del percorso, boe di “virata”, passaggi ai pontoni di rifornimento, con i bastoni allungati nell’acqua a reggere bicchierini di plastica o bottigliette, qualche cibo liquido per dare energia, sali minerali. Che tutto questo si svolga per 25 chilometri sempre in acqua ha dell’incredibile. Ma per Matteo è un’autentica passione che lo vede partecipare ai campionati italiani giovanili nel 2006, salire alla ribalta nazionale grazie alla medaglia di bronzo nei 1500m stile libero agli assoluti estivi 2011, dedicarsi allo stesso tempo al nuoto di fondo prendendo parte alla Coppa LEN. Nel 2013, Matteo è terzo ai Giochi del Mediterraneo di Mersin.  Nel 2014 arriva il successo alla 27sima Universiade di Kazan’ con la medaglia d’oro. Due anni più tardi si classifica al secondo posto nella stessa distanza durante le Universiadi di Gwangju 2015. Si piazza al terzo posto nei 5 km ai campionati di Kazan’ 2015, ottenendo successivamente il terzo posto anche nella 25 km.  La collezione di premi gli è valso anche l’encomio della Serracchiani, presidente Regione FVG. “ La medaglia d’argento di Matteo Furlan nella 25 km di fondo ai mondiali di nuoto è un grande orgoglio per lo sport friulano”, ha scritto.                                                                                                              IDEE DI CORSA, il coraggioso Progetto altruista di Marcello BORTOLOTTI 177 chilometri, di corsa,  a 10.500 metri di dislivello, in quattro giorni. In montagna, sul “Sentiero della Pace” ovvero la Traversata Carnica, da San Candido a Coccau.    Una squadra speciale, a sostegno dei progetti di psicomotricità nelle scuole dell’infanzia parrocchiali di Camino e Codroipo e di borse di studio sportive per i giovani del codroipese e dei comuni limitrofi. Traversata possibile? Di fatto l’impresa, capitanata da Marcello Bortolotti, 42 anni di Passariano, è riuscita alla grande. Sei i protagonisti che hanno corso sfidando i loro limiti. Superandoli. Dopo aver affrontato il cancro come Vivaldo Lleshi o combattendo da oltre 10 anni contro la sclerosi multipla come Luca Mestroni. Un anno fa Marcello Bortolotti l’aveva percorsa da solo.  Quest’anno il progetto “Idee di corsa” l’ha voluto condividere con loro e con altre tre persone Daniele Rosset, Luca Vivian e Lara Pegoraro che non avevano mai corso per più di venti chilometri. Sono partiti il 3 agosto, alle 5 del mattino, da San Candido. Quattro i giorni di corsa, attesa, sofferenza, dubbi, per un finale di gioia e felicità. Ad accompagnarli  lo staff tecnico ovvero Serena Moras, Maria Bulfone, Mara Venier e Sara Bortolossi.   Al loro arrivo, a Tarvisio, c’erano molti amministratori del Medio Friuli ad accoglierli insieme a don Ivan Bettuzzi. Il grazie di Bortolotti è andato  alle amministrazioni locali di Codroipo, Tarvisio, Bertiolo, Basiliano, Rivignano Teor, Camino al Tagliamento, Varmo, Sedegliano, Asp Daniele Moro, Cai, Pro Loco Risorgive Medio Friuli e ai vari partner. Ma qual è il rapporto di Marcello Bortolotti con la montagna? Cosa rappresenta per lui correre, fin da piccolo, e spesso da solo? “Ho iniziato da bambino ad andare in montagna, grazie a mio padre. La corsa in montagna ti porta a doverti concentrare su quello che stai facendo, su ogni singolo passo, su ogni movimento. Ti catapulta in una sorta di ovatta e ti fa vivere ancora più intensamente ciò  che ti circonda. E’ come se diventasse parte di te, mescolandosi alle tue emozioni.    Dal tempo lento che vivo quando corro, anche da solo, sono nate tante idee e la necessità di condividere, di far conoscere anche agli altri queste emozioni, queste possibilità, e di mettere a disposizione la gioia che provo.  Spesso mi viene chiesto perché faccio questa cosa. La risposta più semplice è “Perché mi dà felicità, mi riempie”.  L’ idea di mettere a disposizione di altri questa fatica è nata un po’ alla volta, in ore e ora di allenamenti, di corse da solo. Poi è nata la voglia di mettermi a disposizione per un progetto, portando altri a condividere l’esperienza di correre per 177 km, di faticare per 40 ore, di soffrire. Perché la corsa è anche sofferenza, fisica, mentale. Perché c’è sempre un momento in cui si vuole mollare, quando il proprio corpo si ribella alla fatica. Quando dico che vado in montagna da solo quasi tutti mi chiedono se ho paura di trovare chissà quale belva, di perdermi o di andare incontro a chissà quale pericolo. In realtà ho scoperto in questi anni che siamo noi stessi l’unico pericolo. Da quando corro da solo, ho imparato a conoscere e a superare la paura. In alcuni casi anche a giocarci, mantenendo sempre chiaro nella mia mente che lo scopo di qualsiasi uscita non è la cima, non è arrivare in vetta, ma è tornare a casa. Quindi, il vero viaggio finisce quando si ritorna dove si è partiti”. Il progetto “Idee di corsa” non si ferma. Ci sono nuovi limiti da superare. E nuove sfide da vincere.