FORTE E CHIARO – marzo 2018 – Federico Savonitto
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FORTE E CHIARO – marzo 2018 – Federico Savonitto

Forte e Chiaro è un mensile del Medio Friuli – marzo 2018 FEDERICO SAVONITTO                       REGISTA DI RACCONTI FATTI CINEMA Da alcuni anni vive a Palermo ma è di Codroipo. Classe 1981, fin da bambino, Federico ha manifestato interesse per il cinema, facendone poi la professione. A Codroipo, con mamma Patrizia e papà Mattia, ha trascorso un’infanzia serena, viaggiando molto in camper con loro.   Dopo aver svolto svariate mansioni nel mondo del lavoro, da camionista a comparsa, facchino e venditore porta a porta, ha usufruito di una borsa di studio Erasmus che gli ha consentito di vivere un anno ad Hannover, dove ha accumulato esperienze molto formative. Si è laureato a Trieste in Scienze della Comunicazione, con una tesi sperimentale dal titolo “Spazio e tempo nel film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders”. Durante il periodo in cui ha maturato e concluso la tesi di laurea, Federico si è dedicato allo studio della narratologia, della semiotica applicata al cinema, del linguaggio audiovisivo e cinematografico, alla messa in pratica e alla condivisione delle conoscenze acquisite,  nell’ambito di Collego – collettivo di giovani videomakers friulani,  presentati poi in diverse rassegne in ambito regionale. Dal 2008 si è trasferito a Palermo, dove ha realizzato il cortometraggio dal titolo “Scusa, stai cercando qualcuno?”, con cui ha voluto  mostrare la pluralità di prospettive di vita nel quartiere palermitano dell’Albergheria, dove egli ha vissuto lo spaesamento del primo giorno in città. La figura surreale di Pietro Giordano, nei panni di se stesso, esemplifica l’incontro con “l’assurdo” da parte di una protagonista giunta in un quartiere con l’obiettivo di svolgere la sua attività di ricerca. A Palermo, attualmente,  è  tutor nel Centro Sperimentale di Cinematografia, dove ha la possibilità di esprimere il suo talento e il suo immaginario realizzando cortometraggi sperimentali con una regia scrupolosa e attenta a far emergere le storie, i drammi, i chiaroscuri. E’ autore di cortometraggi, videoclip e  molti documentari, alcuni in coregia con Ruben Monterosso.    Il  cinema di Savonitto è orientato verso gli snodi invisibili del reale, come il rapporto dell’individuo con la città, la trasformazione dell’identità in rapporto con il mito, l’attrito tra il quotidiano e il sogno, l’incombere della morte. Il Circolo culturale Lumiére di Codroipo, lo scorso autunno, ha voluto esplorare le sue opere nella prima edizione del Festival  “Crossroads” al Teatro Benois, con la presenza dello stesso Savonitto. “La mia opera prima è “Collacqua” di 9 minuti,  realizzata in Friuli nel 2005. Ci sono molto affezionato” ha detto.  Nel 2017 ha realizzato “Pellegrino” della durata di un’ora e racconta di un luogo dove sacro, profano, natura e storia coesistono ed esercitano forti attrazioni. Il film incrocia percorsi di artisti, nomadi, naturalisti, alchimisti e pellegrini di differenti etnie che trovano sul Monte Pellegrino una traccia di risposta ai loro perché. Il film è una sinfonia della città di Palermo attraverso il narrare del suo Monte sacro che domina la costa e nasconde un microcosmo di insospettabile armonia. E’ altresì una riflessione sul senso dell’abitare e sul rapporto intimo che si può creare tra le persone e i luoghi. “La fine che non ho fatto” del 2012, della durata di 66 minuti, è la storia di un uomo, Nino Gennaro, drammaturgo dai molti volti che emerge attraverso l’esplorazione della memoria delle persone che lo hanno conosciuto. Altro cortometraggio presentato a Codroipo è stato “Paesaggio Pirandelliano” di 7 minuti.  Per Pirandello la vita è un magma. Tutto ciò che si cristallizza, comincia a morire. La terra dell’anima del poeta è in perenne mutamento. Il racconto audiovisivo va alla ricerca degli elementi poetici di Pirandello e del conflitto tra il continuo muoversi della vita e la fissità immutabile della forma che rimanda poi alle sue parole. “La città sconosciuta” del 2013, 81 minuti, è  dedicato alla figura di Giuseppe Antonio Borgese, tratta dal titolo di una sua novella del 1925.  E’ un viaggio sulle tracce dello scrittore-viaggiatore, incrociando gli autori che gli fecero da maestri, compagni,  discepoli o estimatori.  Savonitto ne ha incontrati alcuni, nel suo viaggio da Polizzi Generosa a Chicago, da Fiesole a Berlino. E la storia è quella di un uomo sempre in viaggio, inquieto, appassionato, assetato di conoscenza, perennemente in cerca di un equilibrio interiore e di una direzione salda. Il cinema e i racconti di Federico Savonitto sono sì il suo lavoro ma sono anche il coronamento del suo immaginario condito di realtà e di storie  intense,  a volte drammatiche, scandite da straordinari chiaroscuri che nel movimento della cinepresa e nella danza delle parole trovano il loro senso e condivisione.