
DAL COSMO ALLA PAROLA – POESIA E SCIENZA: Osservatorio astronomico di TALMASSONS (UD) 3 giugno 2017
Serata come poche per la 9° edizione dell’evento “Dal Cosmo alla parola”. In perfetto accordo con il meteo e con la serenità. Con la luna e i pianeti ben visibili con i telescopi e il passaggio di una navicella spaziale alle 23.00.
Poesia sul tema del cosmo con 15 poeti, 12 piccoli poeti e uno scrittore in erba di bianco vestiti, Coro Ana di Talmassons, conferenza a cura degli astrofili del Cast.
Il tutto all’Osservatorio astronomico. Avvolto nel chiarore lunare, ha conferito una suggestione unica al folto pubblico. Lume di candela e buio per carpire qualche segreto della volta celeste.
Alle 21.00 si inizia.
La prof.sa Viviana Mattiussi, promotrice dell’evento, porge il saluto, seguita dal Presidente del Cast, Paolo Beltrame, dell’assessore cultura Talmassons Chiara Paravan e della Presidente Club Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco.
E poi il via alla parata poetica con i poeti Gilberta Antoniali e la poesia “Vita”, Angelo Bertoia e “Nel Cosmo svanisce”, Stefano Codutti e “La montagna sacra . Matajur”, Franco Daneluzzi e “la notte di San Lorenzo”, Iliana de Monte e “Sto semplicemente dentro ogni cosa”, Franco Falzari e “Milioni”, Fernando Gerometta e “La luna piena”, Eraldo Jus e “le stelle”, Cristina N. Javersek e “In fondo al tunnel, tra le stelle”, Pierina Gallina e “Il cielo”, Luigina Lorenzini e “Sull’esistenza”, Viviana Mattiussi e “Notte”, Alessandra Pecman e “L’inizio del viaggio”, Patrizia Pizzolongo e “Terra”, Emanuela Rorato e “Fuochi nella notte”,
E poi la fresca parata di parole sincere e stellari: quelle dei 12 poeti in erba di Codroipo (Ud) e di Samuele, 13 anni, di Talmassons.
Marco Gemo, 5 anni, con la mamma Maria Elena che legge “Il vento che soffia”, Linda Gemo, 7 anni e “Il cielo di giorno”, Elisabetta Della Mora, 7 anni, e “Prato allegro”, Rebecca Della Mora, 8 anni, e “Primavera”, Veronica Della Mora, 10 anni e “Le quattro stagioni”
Ancora piccoli poeti: Maria Zoe Dalla Costa, 9 anni, e “La luna nel pozzo”, Morgana Dalla Costa, 10 anni e “Io e le nuvole”, Evita Gaudino, 9 anni e “A caccia della luna”, Ambra Gaudino, 12 anni e “Se fossi una stella”, Adele Margiotta, 10 anni, 2 “La sera”, M. Teresa Mattiussi, 7 anni, e “La stella nella scatolina di vetro”, Nef Stelitano interpretein friulano di “La lune”, adattamento della favola in musica di A. Branduardi” insieme al papà Gianni.
Molto suggestiva la conferenza a cura del Presidente del Cast sui pianeti e le galassie.
Immagini e dettagliate spiegazioni hanno affascinato il pubblico, letteralmente rapito dal passaggio della navetta spaziale e della visualizzazione di Giove, Saturno, della luna sui telescopi. I pianeti a portata di occhio umano. Un’esperienza incredibile eppure reale.
Ad accompagnare versi e immagini astrali il Coro Ana di Talmassons, diretta dal maestro Francesco Fasso, con brani della tradizione friulana e internazionale.
Immagini carpite, capaci di trasmettere l’atmosfera e la piacevolezza dell’evento all’Osservatorio di Talmassons. Una serata da ricordare e foriera di speranza in un mondo che sa ancora sperare e apprezzare la bellezza del creato.
“Se siamo qui a guardare le stelle, il brutto non ci spaventa. Sì, c’è speranza”.
Incontri magici con le mie colleghe Sandra e Paola, Emma e la piccola Elisabetta.
Stupore e dialoghi d’intesa tra figlie e propri padri. Serenità di sguardi. Immagini che valgono migliaia di parole.
Le mie poesie per la serata
IL CIELO
C’è, dall’inizio dell’eternità.
C’è,
da miliardi di ore senza
orologio.
E’ la prima luce di chi
nasce
e l’ultima
di chi spera nel Paradiso.
Lo invocano i carcerati, i
disperati,
lo bramano i fiori
e le lucciole,
e le stelle.
Lo dipingono a parole i
poeti,
lo pennellano di fantasia i
pittori.
Gli aerei ne corteggiano
l’anima,
i missili lo trafiggono
eppure,
Lui,
il cielo,
sta sempre lassù,
sentinella gratuita dell’Universo.
mano di Dio
sull’Umanità.
LA VIERTE
E trime di gjonde
la Vierte,
intai butui sflandorôs
e seneôs
di gloti
il net da l’ajar
e il lusôr dal cîl,
celestin
come chel davour
da lis Madonis pituradis.
La vierte e je une fade
che si poe
sore gjambis di stecs,
plens di sanc vert
ch’al bosene
par cori fin in ponte
e po’ cjantâ
la biele novitât:
La vierte e je culì.
LA PRIMAVERA
Trema di gioia
la Primavera,
nelle gemme sgargianti
e desiderose
di inghiottire
il pulito dell’aria
e la luce del cielo,
azzurrino
come quello dietro
le Madonne dipinte.
La primavera è una fata
che si appoggia
sopra gambe di rami
pieni di sangue verde
che brontola
per correre fino in cima
e poi cantare
la bella novità:
La primavera è qui.