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… DA PORTO A SANTIAGO DE COMPOSTELA… DESTINAZIONE “ FINO IN CAPO AL MONDO”

Sì, verrebbe da pensarlo, ma il gallo non c’entra nulla con il Portogallo, anche se di galletti neri colorati se ne vedono un’infinità in giro. Solo roba da turisti? No, semmai la leggenda del gallo di Barcelos che salvò la vita a un condannato alla pena capitale. La vera storia del Portogallo inizia a Portus Cale, l’antico nome di Porto od Oporto che dir si voglia. Più che cittadina, Porto è una tela da pittore da dipingere passo dopo passo, ispirandoti ai colori pastello del cielo e a quelli delle case che si specchiano sul mare, ai muri di maiolica e al vino dolce, di un rosso rubino come una pietra rara o color dell’oro. A Oporto la bellezza non è finta e la saudade non è melodia malinconica. Ha solo un altro modo di sentire la vita, l’amore, il mare quello dentro, quello che non ti abbandona più. Da Porto tutto va in crescendo fino alla meta che tanti hanno conosciuto e tanti altri sogneranno: Santiago De Compostela.   Sì, perché da Porto inizia il Cammino portoghese che, passo dopo passo, accompagna i pellegrini alla meta spagnola. Ma, oltre che sui propri piedi, ci si può arrivare anche su comodi mezzi, attraversando tratti di un Portogallo verde e piacevole fino alla Spagna, in un palcoscenico di natura esultante e paesi fuori da ogni rotta.     Finalmente ci si accorge di loro, anche se hanno nomi che non troneggiano sulle guide turistiche.  Viana Do castello, Ponte De Lima, La Coruna, Guimaraes, arrotolano pellicole di film visti da fortunati visitatori amanti del buon vivere e di uno qualsiasi dei vini che da queste parti vengono prodotti. Il loro sapore intenso va d’accordo con il paesaggio a dir poco incantevole, i villaggi di pescatori, le città coloniali puntellate di fiori e azulejos, mentre il fiume Douro si offre per una crociera a bordo di uno dei tradizionali “barcos rabelos”. Ma è ora di andare. Dove? Alla meta finale, Santiago De Compostela. Lo senti già lo spirito del Cammino. E’ nell’aria, nella cordialità familiare che accoglie tutti i pellegrini, anche quelli senza zaino e scarponi, come te.  E’ nelle grida di gioia e applausi ogni volta che un nuovo gruppo arriva, negli abbracci e lacrime tra pellegrini giunti qui dopo tanta fatica. Basta un “Ultreya”ovvero “Sii felice” e “Susseya”, “Anche tu” per essere di casa nella Basilica di Santiago, a gonfiare narici e cuore davanti al Botafumeiro, l’incensario che sfiora i 20 metri di altezza e i 70 km. di velocità. Tutto con doveroso abbraccio alla statua d’oro di Giacomo o Santiago, dal “Camarìn”, come tradizione vuole.  Non sazio, eccoti, a raccogliere conchiglie e lasciare le orme dei tuoi piedi sulla sabbia dell’Atlantico, a Finisterre. Guardandoti intorno capisci che no, non può finire lì il mondo, come si credeva un tempo.  Come il pellegrino gettava le vesti e si tuffava nell’Oceano, tu fai spazio ai più bei ricordi mentre ti arrendi a una nuova emozione, così grande da annullare ogni parola.  Pocket Abacoviaggi n° 30 – febbraio 2019