
CODROIPO (Ud): Maria Rosa Mauro, la memoria gentile tra pane, giornali e storie di paese
CODROIPO (Ud)
Maria Rosa Mauro, volto conosciutissimo del centro di Codroipo, da anni dietro al banco del Forno Toso insieme al marito Cesarino, appartiene alla rara categoria di persone che custodiscono il senso autentico di una comunità.
Per tanti clienti è semplicemente il sorriso gentile che accoglie ogni mattina tra profumo di pane caldo, dolci appena sfornati e parole scambiate al volo. Ma dietro quella discrezione elegante si nasconde una donna dalla grande curiosità culturale, lettrice instancabile, memoria viva del territorio.
«Leggo da quando avevo sei anni, praticamente da quando ho imparato a farlo», racconta con semplicità. Una passione nata molto presto, tra i tavoli del ristorante dei genitori a Madrisio di Varmo. Sul bancone, ogni mattina, c’era il Messaggero Veneto. Era lì, davanti ai suoi occhi di bambina curiosa, come una finestra spalancata sul mondo.
«All’inizio lo sfogliavo soltanto. Poi ho iniziato a leggere qualche titolo, qualche articolo. E da allora non ho più smesso». Da almeno sessant’anni il quotidiano accompagna le sue giornate, diventando una presenza familiare, come un rito.
Ancora oggi Maria Rosa acquista il giornale ogni mattina all’edicola in piazza dall’amico Giorgio. Lo porta in negozio e, appena trova un momento libero, si concede il piacere di leggerlo dall’inizio alla fine. Cronaca, cultura, attualità, storie di paese, nulla sfugge al suo sguardo attento.
«Il Messaggero mi ha accompagnata praticamente per tutta la vita e continua a farlo. Con piacere», dice sorridendo.
E in effetti la sua vita è sempre stata intrecciata alle persone. Prima nel locale dei genitori, poi dietro al banco del forno. Luoghi che, molto più di semplici attività commerciali, diventano punti d’incontro, piccoli osservatori privilegiati dell’animo umano.
«Ogni giorno provo gioia nello scambiare quattro chiacchiere con chi entra. Ci sono clienti di Codroipo ma anche dei dintorni. Ognuno porta con sé una notizia, un ricordo, una battuta, a volte anche una confidenza».
Con il suo carattere garbato e quella capacità sempre più rara di ascoltare davvero, Maria Rosa negli anni ha raccolto un patrimonio fatto di racconti, episodi curiosi, aneddoti divertenti e memorie popolari che rischierebbero altrimenti di andare perduti.
Ed è proprio qui che nasce un piccolo sogno custodito nel cassetto da tempo, trasformare quelle storie in un libro. Un progetto che avrebbe il sapore genuino delle cose autentiche e che potrebbe diventare uno spaccato prezioso della storia quotidiana codroipese.
Perché dentro quelle pagine troverebbero spazio personaggi comuni ma straordinari, modi di dire, scene di vita, abitudini scomparse, ironie di paese, vicende magari minuscole, ma capaci di raccontare un’epoca meglio di tanti libri ufficiali.
E la cosa sorprendente è che Maria Rosa, con pazienza e metodo, ha annotato molti episodi su vari quaderni. Una documentazione minuziosa che rivela non solo sensibilità umana, ma anche un vero talento nel conservare la memoria collettiva. Va da sé che dietro il banco del Forno Toso non passino soltanto clienti, ma spezzoni di vite. Come in certe pagine di giornale che, lette per una vita intera, finiscono per diventare parte della propria storia.