
CODROIPO (Ud) La Danceart “Città di Codroipo” veste di passi il Benois

messaggero veneto
Cento ballerini sul palco, centottanta minuti di spettacolo e ventidue anni di storia. Il sipario del teatro Benois si è aperto ancora una volta sulla Danceart "Città di Codroipo", che nel fine settimana ha celebrato il suo ventiduesimo saggio. Un appuntamento atteso da famiglie e appassionati, simbolo del percorso di crescita di una scuola che ha trasformato la danza in esperienza educativa oltre che artistica, capace ogni anno di rinnovarsi e coinvolgere nuove generazioni.



Dalla danza classica al moderno, dal contemporaneo al pop, le coreografie si sono susseguite senza pause, alternando eleganza ed energia. Sulle punte o a piedi nudi, i giovani ballerini hanno raccontato mesi di studio e preparazione, accompagnati dalle insegnanti Valentina Cengarle, direttrice della scuola, Alessandra De Marchi, Anna Carlini e Alexia Morsanutto. A condurre la serata, come da tradizione, Elisa Padovani, presenza inseparabile della Danceart e punto di riferimento per il pubblico.







Ventidue anni sono un traguardo importante, ma anche una storia che continua a evolversi. In questo tempo la scuola è diventata un punto di riferimento per il Medio Friuli, formando centinaia di allievi e accompagnandoli in un percorso che va oltre la tecnica. La danza diventa disciplina, rispetto, ascolto e lavoro di gruppo, ma anche scoperta di sé e capacità di affrontare il palco.
È in questa storia condivisa che affonda le radici il lavoro di Alessandra De Marchi, insegnante con oltre trent’anni di esperienza. Dopo la formazione all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, ha iniziato nei primi anni Novanta in diverse scuole del Friuli, maturando anche l’audizione per il musical A Chorus Line della Compagnia della Rancia, esperienza che ricorda come fondamentale nel suo percorso.
«La Danceart è nata da una proposta arrivata quando meno me lo aspettavo. A fine anni Novanta ho conosciuto una giovanissima Valentina Cengarle, con la quale ho condiviso il mio cammino professionale. Ancora oggi questo nome racconta la storia della scuola di Codroipo», racconta De Marchi.
Una collaborazione diventata negli anni una delle colonne portanti della scuola, costruita tra sala prove, lavoro tecnico e crescita condivisa.
L’impegno trova conferma nei risultati degli allievi, che anche quest’anno hanno partecipato a concorsi, rassegne e stage, distinguendosi per preparazione e determinazione. Alcuni hanno ottenuto borse di studio per la Royal Academy of Dance in Trentino-Alto Adige e per Atelier Paris Italie, a Parigi, esperienze che testimoniano la qualità del lavoro svolto durante l’anno. Un riconoscimento che premia il percorso formativo della scuola e il legame con il territorio, che ogni anno ritrova nel saggio il suo momento più atteso.
«Lavorare con i ragazzi significa accompagnarli in un percorso di crescita fatto di emozioni e impegno», spiega Valentina Cengarle. «La danza richiede fatica e determinazione. Non esistono scorciatoie. Solo il lavoro quotidiano porta risultati. La sala prove diventa spesso una seconda famiglia, dove sentirsi accolti e liberi di esprimersi. Vederli crescere e raggiungere i propri obiettivi è la soddisfazione più grande, anche perché ogni anno portano nuova energia».
Il gran finale riassume l’emozione della serata. Fiori, abbracci, occhi lucidi, una sfilata di tulle, lustrini e sorrisi. Perché dietro ogni passo di danza ci sono sacrifici, amicizie e sogni che prendono forma.
Elisa Padovani
