CODROIPO:  MOSTRA “ACQUA, SUONO, MEMORIA” AL MULINO BOSA  10 ottobre 26
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CODROIPO: MOSTRA “ACQUA, SUONO, MEMORIA” AL MULINO BOSA 10 ottobre 26

A Codroipo (Ud) sabato 10 ottobre, alle 16, il Mulino Bosa, del 1524, è diventato luogo d’incontro tra immagini, suoni e parole con la mostra “Acqua, Suono, Memoria”, il progetto dell’artista codroipese Andrea Dalla Costa, che intreccia fotografia, sonificazioni e racconti per restituire una lettura originale del territorio e della sua memoria.

Al centro del percorso c’è l’acqua, profondamente legata alla storia e all’identità dello storico mulino. Attraverso diversi linguaggi artistici, Dalla Costa invita a osservare e ascoltare questo elemento non soltanto come presenza naturale, ma come traccia capace di custodire e far emergere storie, suggestioni e ricordi.

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La fotografia cattura immagini e dettagli del luogo, le sonificazioni trasformano l’ambiente del mulino in materia sonora, i racconti restituiscono la dimensione umana e narrativa. Tre prospettive che si completano, accompagnando il pubblico dentro un’esperienza in cui vedere, ascoltare e ricordare diventano parti di un unico percorso.

L’iniziativa nasce così come un invito a entrare in relazione con un luogo che conserva secoli di vita, lavoro e vicende quotidiane, riscoprendone aspetti forse familiari, ma non sempre percepiti. Un modo per fermarsi ad ascoltare ciò che spesso ci scorre accanto senza che ce ne accorgiamo.

L’appuntamento è realizzato con il sostegno della Città di Codroipo e la collaborazione di diverse realtà del territorio. Una proposta culturale che trova nel Mulino Bosa la cornice ideale, dato che, qui, l’acqua non ha soltanto mosso la storia, ma continua ancora oggi a raccontarla, attraverso immagini, suoni e parole.

Il Mulino Bosa, si è raccontato attraverso l’arte, la musica e le testimonianze della storia locale. Fino al 31 ottobre ospita la mostra “Acqua, Suono, Memoria”, progetto dell’artista codroipese Andrea Dalla Costa che intreccia fotografia, sonificazioni e narrazione per restituire voce a un luogo che per secoli ha rappresentato un punto di riferimento per il lavoro e la vita quotidiana della comunità.

L’esposizione propone un percorso sensoriale nel quale immagini, suoni e parole dialogano tra loro, invitando il visitatore a osservare il mulino da prospettive inedite. L’acqua, elemento fondamentale per il funzionamento della struttura e per l’economia del territorio, diventa così il filo conduttore di una ricerca che mette in relazione il passato con il presente, la memoria materiale dell’edificio con le suggestioni evocate dall’arte contemporanea.

Una particolarità del progetto è rappresentata dalle immagini originali realizzate da Dalla Costa senza l’impiego della macchina fotografica, attraverso una ricerca che esplora le possibilità espressive della luce e dei materiali. Un linguaggio visivo che si affianca alle sonificazioni e ai racconti, contribuendo a costruire un’esperienza capace di coinvolgere il pubblico non soltanto sul piano storico e artistico, ma anche su quello percettivo ed emotivo.

La mostra è stata al centro anche di un appuntamento speciale domenica 18 ottobre, alle 10, quando il Mulino Bosa ha aperto le porte a una mattinata dedicata all’incontro tra musica, storia e letteratura. Il programma ha riunito diversi protagonisti della cultura del territorio, in un percorso alla scoperta delle molteplici storie custodite tra le mura dell’antico edificio.

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La musica, affidata al pianista Alessandro Montello, che si è esibito su un pianoforte Fazioli, ha portato le note in uno spazio nel quale il suono dell’acqua ha scandito per secoli i ritmi del lavoro.

A ricostruire le vicende dell’edificio è stato Gottardo Mitri, che ha ripercorso i cinque secoli di storia del mulino, rimasto in attività fino al 1988 con il mugnaio Ercole Bosa. Il racconto ha allargato lo sguardo all’antica rete dei sette mulini codroipesi, strutture che hanno rappresentato un’importante risorsa per il mondo contadino nelle diverse epoche. Luoghi di produzione, ma anche presìdi della vita sociale ed economica, i mulini testimoniano il legame profondo tra le comunità rurali, l’acqua e il territorio.

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Lo scrittore e storico Alberto Frappa ha accompagnato il pubblico tra i personaggi del suo romanzo “Il serenissimo borghese”, alcuni dei quali sono passati proprio da questi luoghi. La narrazione letteraria si è unita così alla ricostruzione storica, facendo emergere vicende, figure e atmosfere che contribuiscono a restituire al mulino il suo ruolo nella memoria collettiva.

L’iniziativa valorizza un patrimonio che non si esaurisce nell’architettura dell’edificio, ma comprende conoscenze, racconti e tradizioni tramandati nel tempo. A custodire con passione il Mulino Bosa è Roberto Bosa, impegnato a mantenere vivo il legame tra questo luogo e la comunità.

La mattinata del 18 ottobre ha rappresentato un’opportunità per conoscere da vicino una testimonianza significativa della storia codroipese, attraverso linguaggi diversi ma complementari. Tra il pianoforte, i racconti dei cinque secoli trascorsi e le immagini di Andrea Dalla Costa, il mulino è tornato a essere uno spazio di incontro, nel quale l’acqua continua simbolicamente a scorrere, portando con sé tracce di lavoro, storie e memoria.

 

 

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Andrea Dalla Costa Messaggero Veneto 15 ottobre 26

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