CIDINIS A FUART, UN CAPOLAVORO FATTO TEATRO – Cordovado (Pn) 13 ottobre 2018
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CIDINIS A FUART, UN CAPOLAVORO FATTO TEATRO – Cordovado (Pn) 13 ottobre 2018

Un Teatro diretto, schietto, che suona subito le corde del cuore e del dolore.  Arriva come un saetta e si ritrae per tornare prepotente nel tempo e rimanere custodito in un  angolo del cuore.  Interpretato dalla Compagnia “Clar di Lune” di Bertiolo (Ud) sotto l’attenta regia di Loredana Fabbro, CIDINIS a FUART o ZITTE GRIDANDO, vuole essere un monito contro qualsiasi tipo di guerra e un appello alla pace.  Si basa su attenta ricerca storica di più persone e su fatti realmente accaduti a donne del Medio Friuli. Se da ventidue anni la Compagnie teatral “Clâr di Lune” solca i palchi regionali raccogliendo ovunque grandi soddisfazioni, con “Cidinis a fuart” ha dato prova di saper fare minuziosa ricerca storica e trasformarla in ottimo teatro.  Undici quadri scenici  distillano  la Grande Guerra e le sofferenze che ha portato con sè. Novanta minuti di assoluta emozione, uno spettacolo toccante, intenso e rispettoso per tutti coloro che, cento anni fa, hanno vissuto quel tragico evento.  Un lavoro difficile, che ha richiesto dieci mesi di precisa ricerca, scritta e orale, necessaria per la stesura dei testi e capace di dipanarsi  sulla scena grazie all’indiscussa capacità di interpretazione e di coesione del gruppo.    Che la compagnia “Clâr di lune” sia squadra affiatata, dove ognuno può contare sull’altro, è una felice quanto sorprendente realtà,  che fa del teatro amatoriale una passione condivisa. Molti gli attori nuovi e questo è un ulteriore  segnale della sua vitalità.  Perché “Cidinis a fuart”?      Non solo per ricordare il centenario della Grande Guerra nel Medio Friuli ma anche per la volontà di inoltrarsi in un territorio  teatrale inedito, dove impegno e ricerca possano ampliarsi fino a sforare  i confini noti.  “Cidinis a fuart” conduce oltre il già visto, dove  il contenuto  si fa poeticamente comprensibile, sul filo di una umanità magistralmente espressa, con parole e con potente gestualità.     E’ il silenzioso grido delle Donne durante la Prima Guerra Mondiale, quando il carico di responsabilità gravava sulla loro schiena e sul loro cuore. Bambine, spose, madri, nonne. Tutte accomunate  da un evento capitato all’improvviso, durato troppo a lungo  e mai veramente compreso.    L’unica cosa certa è che ha lasciato dietro di sé una lunga scia di dolore per tutti.    Alle Donne, in particolare,  ha tolto molto ma non ha scalfito il coraggio di andare avanti né la dignità e la tenacia di resistere, senza  mai smorzare l’autorevolezza del loro silenzioso urlo.      Che rimane attuale, quasi un monito per l’umanità che sembra non comprendere l’insostituibile valore della Pace.  Dopo tre anni dalle prime rappresentazioni, il 13 ottobre è andato in scena all’auditorium di Cordovado, su invito del gruppo Alpini che festeggiano il mezzo secolo del sodalizio.  Il sindaco, Francesco Toneguzzo, ha rivolto il plauso e i complimenti alla compagnia, donando a ogni inteprete femminile un mazzo di fiori.  Ha caldeggiato la visione di spettacoli come questi nelle scuole, affinchè le nuove generazioni comprendano il valore della pace, ottenuta a carissimo prezzo.