IL PONTE – periodico del MEDIO FRIULI – Marzo 2018

IL PONTE – periodico del MEDIO FRIULI – Marzo 2018


CODROIPO (Ud)
“IN CHORDIS ET
Organo”,  CONCERTI in Omaggio al maestro
organaro GUSTAVO ZANIN

Due sono stati i concerti d’organo voluti
dall’Amministrazione e dalla comunità per rendere omaggio a Gustavo Zanin e
alla sua famiglia che, da 190 anni, si dedica a una speciale forma di
artigianato: costruire e riparare organi. A partire dal capostipite Valentino,
nel 1827, la famiglia Zanin ha prodotto strumenti musicali che hanno fatto
conoscere Codroipo nel mondo.
L’ultima produzione è quella di un organo a
Vienna. 
Mons. Ivan Bettuzzi, in Duomo, ha così salutato
il numeroso pubblico: “Zanin, illustre componente, riceve l’omaggio della
sua città, per l’altissima professionalità che ha dimostrato in tanti anni e
ora l’ha trasferita ai figli. 
Quando l’artigianato si mescola al sentimento,
immancabilmente diventa arte.  E l’organo
è la sintesi dell’ orchestra, il suo compendio. 
 
La Famiglia Zanin è presenza artigianale silenziosa e discreta nella
comunità. Il suo volontariato silenzioso esprime la melodia di cui l’organo è
simbolo”.   L’assessore Cividini:
“L’ Amministrazione di Codroipo ha colto la volontà della comunità di
omaggiare il maestro di vita Gustavo Zanin, sempre animato dalla voglia di  comunicare, con modestia e umiltà, la sua
grande cultura e le sue emozioni. La storia dell’organo nasce nel terzo secolo
a.C. 
Quindi è utilizzato da 2200 anni.  La Ditta Zanin è dentro la storia da 190 anni.
Esempio vincente di un artigianato di qualità, basato sulla cultura ed
esperienza, pronta ad accogliere nuove sfide. 
L’organo è lo strumento d’eccellenza per avvicinare l’uomo a
Dio”.    
I concerti hanno trovato vita a Codroipo, in
Duomo, con M° Beppino Delle Vedove all’organo e il Quintetto di Ottoni “Giles
Farnaby Brass” e a Pozzo, nella parrocchiale, con M° Daniele Parussini
all’organo e M° Francesco Fabris al violino.
 
Qui, l’organo della metà del 700 a opera del maestro organaro di origine
dalmata Pietro Nacchini non è originario. 
Fu acquistato, infatti, dalla chiesa conventuale del Santo Spirito a Udine
e rimontato in chiesa a Pozzo nel 1811. Fu ristrutturato dall’Azienda Zanin negli
anni 80, grazie al benefattore di Pozzo, Giuseppe Tramontini, detto “Bepo
Pincjan”, che abitava in Via San Daniele. Il parroco di allora era Don Giuseppe
Tracanelli, nativo di Goricizza, in servizio a Pozzo dal 1978 al 2001. Ora è
ospitato in casa di riposo per religiosi.
Due occasioni culturali di pregio
che hanno visto Gustavo Zanin,
“eterno fanciullo dalla chioma d’argento” portare il suo saluto
ringraziando il pubblico e i promotori con l’augurio che “ancora per tanti
anni queste musiche con gli organi Zanin accompagnino i momenti più felici
della comunità”.
                                                                                  


POZZO (Codroipo – Ud)
GLI ABITANTI SI SENTONO ABBANDONATI DAL COMUNE
A mettere il dito nella piaga è ancora la sacrestana Angela
Pevato,  in rappresentanza del paese che
conta 600 abitanti.   

Angela ricorda le
parole del sindaco Marchetti in campagna elettorale a Pozzo e le promesse, mai
mantenute, di essere presente e di promuovere una riunione con gli abitanti per
descrivere il programma di interventi. 

I più urgenti sono stati segnalati anche
con lettera protocollata il 10 febbraio 2017. 
Della lunga lista i più urgenti riguardavano i marciapiedi rotti in via
San Rocco, la manutenzione delle piste ciclabili verso il cimitero, Goricizza e
Gradisca, la ristrutturazione del muro di cinta e della cella mortuaria in
cimitero e la costruzione dei loculi  x
cremati, l’adeguamento al traffico della
strada verso la zona  industriale “prats
di loret”, ripristino delle fognature in piazzetta di via San Rocco.  
La Pevato segnala, inoltre, i problemi di sicurezza
dipendenti dalle abitazioni private abbandonate con transenne sulla strada.
Uno
tra i tanti Palazzo Zardini.  Sarebbero
indispensabili i dissuasori di velocità da Goricizza a Pozzo.   A onore del vero, alcuni i giorni fa, il
Comune ha provveduto a potare gli alberi della piazzetta di Via S. Rocco,
tralasciando però quelli vicino alla chiesa e sulla via dopo la chiesetta di
San Rocco. Altro punto dolente è proprio la chiesetta. La Pevato sostiene che
l’intervento più indispensabile è il pavimento che si sta totalmente
frantumando.  Oltre una cortese
telefonata di Boem di mesi fa, con la promessa di interessarsi alle sorti della
chiesetta e a eventuali contributi regionali, nulla è stato fatto.
Ultima nota dolente è l’impressione certa che
l’Amministrazione rivolga la propria attenzione verso altre frazioni
dimenticando Pozzo, nonostante i voti in suo favore siano stati numerosi. 
Insomma, gli abitanti di Pozzo sono stanchi delle promesse
mai mantenute ma la speranza è almeno di vedere qualcuno dell’amministrazione
interessarsi a loro. Rivolgono un appello all’ Assessore Ganzit che a Pozzo
abita e all’Assessore Nadalini, referente per le frazioni, che a Pozzo gestisce
anche l’unico bar.  Con senso di
delusione per le promesse mancate Angela Pevato e gli abitanti attendono un
riscontro alle loro richieste.
                                                                                                                      
CODROIPO

FAREINSIEME, NUOVO SPAZIO CULTURALE E RICREATIVO

Ha sede in piazzetta Marconi, nel cuore storico di Codroipo,
ed è una Associazione a tutti gli effetti, gestita da un gruppo di mamme,
educatrici e animatrici che ha fermamente creduto in un progetto di condivisione.

Ce l’ha fatta aprendo questo spazio di ascolto, formazione, gioco e
divertimento non solo per bambini, ma anche per mamme, papà, nonni e zii.
Praticamente per tutti. FareInsieme, infatti,  è uno spazio dove i genitori trovano risposte
ai loro bisogni e la possibilità di esprimerne di nuovi, promuovendo in prima
persona l’attivazione di servizi aggiuntivi. 
È un’occasione per sperimentare nuove abilità, arricchire le proprie
esperienze in relazione a quelle di altri genitori e conoscere nuove strategie,
anche relazionali, per la gestione dei propri figli. Il progetto è pensato per
dare sostegno alla funzione genitoriale nei compiti educativi, ma si rivolge
anche all’intera comunità in cui i bambini crescono.
Cosa promuove?
Molteplici sono le proposte per tutte le età, gratuite e a
ingresso libero (possibilmente con prenotazione) incontri, dibattiti, serate su
temi di attualità come il bullismo, i pericoli dei social e del web, i nuovi
linguaggi mediatici, la comunicazione, la relazione, la violenza. Senza
tralasciare il gioco, i libri, i racconti, i laboratori. Ogni sabato, dalle 15 alle 19, si incontrano genitori e bambini dai
3 ai 10 anni,
anche solo per condividere occasioni con i figli oppure affidandoli
all’educatrice presente per regalare un momento allegro di condivisione e socializzazione.
 Ogni mercoledì dalle 10.00 alle
11.00,
 Spazio
FareInsieme mette a disposizione delle neo-mamme e mamme in gravidanza uno
spazio a loro dedicato, nel quale possono incontrarsi per confrontare le
proprie esperienze, per esprimere i propri dubbi, per avere risposte alle molte
domande che si pongono sulla cura dei loro bambini. Ma anche semplicemente per
fare due chiacchiere in un ambiente accogliente per loro e i bambini, dove
trovare giochi, libri, un fasciatoio, materiale informativo. In più, una
persona disponibile ad ascoltarle e sostenerle. Un nuovo spazio, insomma, che
può essere punto di riferimento prezioso, gratuito, a disposizione di tutti.
SpazioFareInsieme
è anche su facebook . Per informazioni cell 3496263747 e mail
spaziofareinsieme@faretra.org
                                                                                                                     
CODROIPO

Patrizia Pizzolongo Vince il 1° premio di poesia a Campobasso

Patrizia, già insegnante nella scuola dell’Infanzia di
Rivolto e di Via Circonvallazione sud di Codroipo, si è classificata prima al
Concorso Nazionale di Poesia, organizzato dal Dopolavoro Ferroviario di
Campobasso, (tra l’altro sua terra d’origine) con l’opera “La Terra”. 

Terra devastata, offesa, tradita eppure amata con un amore tra il materno e
l’infantile, da ritrarre in versi dolcissimi “Ti avvolgo in un abbraccio
con coperte di nuvole”.
   

Complimenti
Patrizia!

LIBRO

di Daniela Rossi

Si legge in un soffio. Una pagina tira l’altra.  E’ un libro nitido e tagliente, come una
giornata di sole d’inverno. Dirompente. Che abbraccia e rincuora. Avvincente
come un’avventura. Prende subito, fin dalle prime righe. Sarà per lo stile
agile e coinvolgente della scrittrice milanese ma nata a Sanremo. Sarà perché
parla dell’ Amore, quello da “Piccoli”, che non vuol saperne di morire e
ritorna quando meno uno se l’aspetta. Anche a cinquant’anni. Anche dopo tanti
errori e matrimoni sbagliati e scelte impulsive, spesso fatte per scappare, e
proprio da quell’Amore. Quello poetico dei vent’anni. 
Quando per scaldarsi
bastava un maglione e un tetto di stelle. Senza nulla sapere di ciò che
accadrà, delle corde che la vita tenderà,  della ricerca di altri da se stessi, per non
pensarsi più. Scoprendo, trent’anni dopo, che nulla è immutato a parte il corpo
che però riconosce istintivamente l’altro. 
La speranza di assoluto ridotto in
cenere dalla Vita, dal volere di altri, dal destino forse. Lo sfondo è quello
degli anni 70. Quello delle lunghe gonne a fiori e del tutto senza nulla.
Due ragazzi, costretti poi a una separazione mai risolta,
coinvolti da nuove relazioni e responsabilità. Figli con i nomi desiderati
insieme per quelli dei loro sogni. Ma figli di altri. Proprio con loro, con le
gelosie e i doveri, il sogno prenderà un’altra piega perché dovrà confrontarsi
con la vita reale e il suo carico di ostacoli e vendette.
Cambia il contesto che diventa anti Amore, anti sogno. 
Eppure, il sentimento dalle radici profonde, ha risorse che nemmeno i due
protagonisti sanno di avere.
Il Primo Amore, dunque, quello travolgente, totale, unico,
assoluto della gioventù, quello che “non si scorda mai” è il protagonista di
questo libro che insegue caparbiamente, contro ogni ragione, il mito di un
sogno romantico. 
Un sogno che inevitabilmente si frantuma contro l’imperfezione
umana.  La protagonista, però, reagisce
al dolore e trova una realizzazione con intelligenza, intraprendenza e
creatività. Intorno a lei ruotano personaggi eterogenei e molto lontani dal suo
pensiero anticonformista. Ma improvvisamente quell’antico Amore sembra di nuovo
possibile. 
Saranno molte le delusioni ma con una soluzione, forse imperfetta ma
che le permetterà di continuare a vivere. Riuscirà a ritrovare la sua strada,
mantenendo integra la propria freschezza, la positività, l’umanità e la
passione, grazie anche al fatto di essere lei stessa un’artista.  A dispetto dell’età matura e delle convenzioni
sociali che vorrebbero imprigionarla nel grigiore assoluto, nel banale,
nell’ovvio, come quello della famiglia d’origine, e poi della famiglia del suo
“Ragazzo” di sempre.
La storia è resa con una scrittura tagliente come un rasoio
e lucida come una lastra di ghiaccio. Calda e avvolgente come un plaid di pile
in pieno inverno.
In un libro coraggioso e altruista, coerente e sincero, che
merita di essere riletto e approfondito anche perché è facile ritrovare una
parte del proprio vissuto. Dove è facile 
prendere a schiaffi e carezze, ridere e piangere, arrabbiarsi e
intenerirsi insieme alla protagonista.
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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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