6 Aprile 2026
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pierina gallina
THAILANDIA MISTICA con Abacoviaggi: 5-16 febbraio 2026
Thailandia Mistica, 1° giorno – 5 febbraio 26 – Da Venezia – scalo a Vienna, con tre ore di attesa – Bangkok. Dieci ore di Volo. Sei ore avanti rispetto all’Italia. Atterrati ore 15.30, ora locale.













2° giorno: 6 febbraio 26: Bangkok ci accoglie con la guida, signora Nari.
Impariamo subito che Buongiorno si dice “Sawadee-ka” e Grazie “Khop khun-ka” e che…
-Qui si saluta chi è nato prima con rispetto, inchino e mani giunte.
– L’ alfabeto ha 44 lettere e 32 vocali.
– Ma significa nonna, Maa vuol dire cavallo e cane. Me è Mamma.
– I taxi verdi e gialli sono di proprietà dell’autista.
– il nostro pullman è oro, perché Bangkok significa “Città d’oro” di sei milioni di abitanti registrati. 10 milioni in totale
– La moneta è il Bath. 1 euro vale 0.37 Bath.
– È maleducazione suonare il clacson
– I Thailandesi sono pigri, calmi, lenti, mai in marcia quinta.
– Cenano dalle ore 17, all’uscita dal lavoro. Non conviene cucinare. Mangiare in strada costa meno.
– il piatto tipico è il Pad Thai, con riso, tamarindo, code di gambero. Uovo. Germogli di soia e varie verdure. Non piccante, dolciastro.
– il Tuk Tuk è il mezzo di trasporto più usato.
La corsa in Tuk Tuk fino a Cina Town? Una bella adrenalina.
La cena tipica a Cina Town? Buonissima.
La visuale di Bangkok dal 37simo piano? Uauhhhhh… E pure irrorato da ottimi vini.
Che dire? È solo il primo pomeriggio (siamo atterrati alle 15.30, ora locale – sei ore avanti rispetto all’Italia)… Ma ricco e intenso.
3° giorno: sabato 7 febbraio 26: Bangkok
Giornata di caldo sole vissuta a Bangkok o “Città degli angeli”, o “Città d’oro”, tra il Tempio con il Buddha sdraiato e il Canto dei monaci, il Palazzo Reale, il
Mercato degli amuleti, la corsa in barca sul canale artificiale e la Montagna d’oro.
– I Monaci con la tunica arancione devono seguire, 227 regole, non fare nulla per soldi né toccarli, non toccare una donna, nemmeno la madre, possono smettere quando vogliono e vivono di offerte. Al mattino presto pregano, escono per ricevere le offerte, mai chiedono. Non possono cucinare, nei bus di linea viaggiano gratis.
Fanno due pasti: la colazione e il pranzo. Dopo pranzo non possono masticare fino al mattino dopo. La monaca non esiste. – I giovani studiano tutti e non c’è manodopera
– Gli stipendi sono uguali tra uomo e donna
– I nonni sono sempre in famiglia. Non c’è pensione. Se non per gli statali – Età media: 78 anni – L’unico gioco permesso è la lotteria nazionale, con estrazione due volte al mese
– Non c’è bisogno del congelatore: Fanno la spesa ogni giorno – Non hanno whatsapp, ma Line – Tiziano Terzani visse a Bangkok per 5 anni e la sua casa è stata sostituita da un palazzone.
– I thailandesi sono obbligati a votare.
Il Buddha sdraiato è lungo 47 metri ed è il più bello della Thailandia. Non il più grande. Ma è spettacolare!
Inoltre c’è il Buddha, di 55 cm, unico pezzo in pietra giada e legno, con stucchi, decorazioni, placcato in carta oro. In Tuk Tuk fino al palazzo Reale,il più visitato della Thailandia, con 1 km di portici, dipinti con la fiaba di Rama Lama a metà di 1800.
Dopo un’ora di barca sul fiume, il Tempio dell’ Alba, bianco, ci accoglie con la pagoda costruita con gli scarti di ceramica cinese. Qui, templi a perdita d’occhio – e tanti giovani in vestiti tradizionali dai colori tenui – regalano una overdose di bellezza.
Il Tempio- monastero Montagna d’ oro, è l’ ombelico di Bangkok, con 688 scalini di pietra da lassù, la vista premia per la salita, e per l’oro delle statue che incendiano il tramonto.
Tanti tasselli stanno formando un puzzle prezioso. Guardo tutto con meravigliata gratitudine.
4°giorno, domenica 8 febbraio 26 Da Bangkok – città d’oro – al nord Thailandia.
Primo appuntamento: Mercato sulla Ferrovia. Passaggio del treno. ore 8.30.
Non ci cederei se non l’avessi toccato quasi col naso. Un treno vero giallo e rosso arriva annunciato da un forte segnale e avanza a due centimetri dalla merce esposta e dalle persone.
Una volta passato, ecco che i commercianti riposizionano le tende e la merce.
Così per otto volte al giorno. Infatti, torna indietro alle ore 9.00.
2° appuntamento: Mercato galleggiante sul fiume di Bangkok, formato da 4 piccoli fiumi uniti. Colori sgargianti. Rumori di motori. Confusione allegra. Barche a remi che si sfiorano e bancarelle a fior d’acqua…
Una vecchietta arzilla prepara pancake di cocco. Mi fermo. Mi invita ad assaggiare. Ok. Li prendiamo. Li mette su barchetta di foglia di banana.
I sorrisi sono troppi e pure belli belli. Foto? Siiii. Ci invita ad andare al suo posto e click click click… Mi abbraccia con ripetuti “Love love love”. E aggiunge 4 pancake agli altri.
Suo dono, apprezzatissimo! E il pranzo? In ristorante con menù misto tipico thailandese, in riva al fiume. Zuppa con funghi e gamberi, frittelle di gamberi, verdure in padella buonissime, riso e frutta succulenta. Pomela, anguria, ananas.
Un’ora di pulmann ci porta ad Ayuttaya, nella città vecchia, al luogo di preghiera riservato alla famiglia reale, dal 1000 al 1700. La pagoda principale conserva le reliquie di Buddha.
Sul più bello che succede? Semplice: Piove. Si rimanda a domani la visita del parco del palazzo Reale di Pan Pa-in. E, la sera, piscina al 20° piano con panorama a perdita d’ occhio…
5° giorno: lunedì 9 febbraio 26 Ayuttaya- Pam Pa-in – Lokury – Triangolo d’oro – Sukhothay
Cosa significa Thailandia? Thai – libero Land – terra = Terra Libera.
Ama la pace, la Thailandia. Non litiga. È amica di tutti, anche con la Cambogia. Dieci anni fa aveva la dittatura, il governo militare. Poi ha creato il governo con le libere elezioni.
– C’è lavoro per tutti.
– Tanti emigranti vengono accolti.
– Ogni casa ha i pannelli solari, per la propria autonomia energetica.
E il Re Rama 10?
Continua i progetti del padre, Rama 9, a favore del popolo. Non sta nel palazzo Reale, ma gira ovunque per sentire le esigenze della sua gente. Il re non è mantenuto dal popolo, ma lo aiuta, spesso in anonimato. Non è corrotto, sta al di sopra della legge.
Oggi un educato sole illumina il nostro andare sul pullman dorato.
Ad Ayutthaya entriamo nel Monastero del 1650, che non abbiamo visitato ieri. Statue di Buddha ovunque, di ogni grandezza e di vari periodi. Alcune ricoperte da drappo dorato. Segno di gratitudine di chi ha ricevuto la grazia.
Fontane, laghetti, palazzi, alberi secolari e siepi a forma di elefante, fiori ovunque regalano una benefica sensazione di pace. Effetto bellezza!
A
Lokury, il
Sito Archeologico, con le scimmie, come soldati protettori della città. Tremila sono le scimmie, oggi. Ma vivono in gabbia- foresta, chiamata “città delle scimmie”.


Pranzo in un ristorante immerso nella foresta, con laghetti e fiori ovunque.
Poi su, verso il nord. Il capolinea sarà il triangolo d’oro, al confine tra Thailandia, Cambogia, Laos. Sul Fiume Mecong.
4 ore di strada tra piantagioni di riso, di tec, eucalipti, canna da zucchero, vegetazione rigogliosa. Nessuna rotonda in Thailandia!
Il tramonto annuncia le montagne del nord e
SuKotay (Alba della felicità) Old City e New City.

Cena e notte in Resort circondato da campi di risaie. La città sta a 12 km. Qui solo canti di uccelli, gechi mangia zanzare, vegetazione da paradiso terrestre.
6° giorno: martedì 10 febbraio 26 – Sukhothay
A SuKotay è mattina presto presto. Alle 5.30 siamo al mercato per comprare i cibo da donare ai monaci.
Curiosità:
I monaci non hanno mutande. I loro vestiti sono composti da tre pezzi: canotta a una manica e tasca, drappo e gonna.
Sul ponte – dove passano a ricevere le offerte – abbiamo il posto prenotato. Quando arrivano sembrano una nuvola arancione. Prima gli adulti. Poi i monacini. Ognuno ha una pentola con coperchio in mano.
Ho comprato per loro mele con il vestito e banane piccole. Mi piace offrire ai monacini, li aspetto. Non vorrei rimanessero senza offerte, dato che stanno per ultimi.
Un buon succo di cocco e poi, in pullman, al Tempio storico con il Buddha Parlante. Sta seduto, in posizione da illuminato, con espressione dolce.
Alto 19 metri, ha capelli ricci, con il simbolo di persona illuminata sulla testa, è fatto di cemento ricoperto da intonaco.
Due ore di pullman fino a sosta pranzo, in un luogo incredibile, in mezzo alla foresta. Piatti sopra foglie di banana, bicchieri a forma di ciotola in metallo sbalzato appoggiati su foglia a forma di cuore. Menu: riso azzurro lesso, spaghetti verdi con gamberetti e verdure, pollo con semi di sesamo, mango e caffè di moka.
Visita al regno del ” Mo Hom”, laboratorio di tessuti indaco, dipinti con l’ erba che cresce nel periodo dei monsoni.
Come fanno i tessuti a essere dipinti?
La stoffa naturale – cotone, lino, seta pregiata, rayon, originata da pianta eucalipto – viene messa in acqua e pigmento vegetale che regala infinite sfumature di indaco.


Dopo 4 ore di pullman, la città di
Chian Rai ci accoglie al tramonto. 200mila abitanti, 200 Tuk Tuk, è città degli artisti, tranquilla, è l’ultima della Thailandia, lontana da Bangkok 1200 km. Dal ritmo lento in ogni cosa, è piena di arte contemporanea. Non più oro, bianco, ma colori nuovi, nati dalla fantasia degli artisti.
Cena sul Fiume Mekok, musica dal vivo e menu tipico thailandese. Mooooooolto apprezzato.
7° giorno: mercoledì 11 febbraio 26 – Chian Rai – TEMPIO BLU – Tempio madre cinese –
Sole mattutino accarezza Chian Rai,il suo fiume MeKoK, il suoi templi, la piantagione di tè, il triangolo d’oro, il monastero con il Tempio e la statua alta 60 metri di Madre Cinese.
E i 130 km per toccare il confine dei tre stati: Thailandia, Birmania, Laos…
Da 5 anni esiste il Tempio Blu, come il cielo., decorato con stucchi di cemento e la fantasia di un artista contemporaneo del luogo. Tutto realizzato con donazioni del quartiere.
Rasenta l’incredibile e da solo vale il viaggio. Blu e oro in sintonia creativa.
Dopo un’ora di pullman, eccoci alla piantagione di tè Ulon, voluta dal re Rama 9, per evitare la coltivazione di oppio.
La raccolta viene effettuata a mano ogni mattina, un germoglio appena sbocciato e due foglie. Il tè verde è il più costoso.
Altra ora di pullman per il triangolo d’oro e il grandissimo Buddha che sovrasta il fiume Mecong – 4.350 km, il 2° al mondo – e guarda l’ ultimo pezzo della catena dell’ Himalaya.
Per arrivare fin qui abbiamo percorso 1200 km in confortevole pullman.
Museo dell’oppio… Dalla fiaba del papavero – il fiore dell’amore – alle conseguenze della droga.


E il pranzo?
Nel villaggio della tribù Iunnan, immerso nella foresta . Come ci arriviamo? In comodo trattore!
Menu da leccarsi i baffi. Il mio vegetariano: riso, tofu, zucca e altre , bambù, verdure, pannocchie, gelato di cocco, dolce, ananas succulento.
Poi via, al Monastero con la statua di Madre Cinese, alta 60 metri.
Impressionante! Si sale all’altezza occhi con l’ascensore. E c’è il servizio navetta gratuita ai piedi di Madre Cinese, spirito buono che proibisce di mangiare carne di manzo.
Esserci ai piedi e dentro gli occhi e ancora più su è esperienza incredibile. Il mantra “Hom mani pat me Hom” mi riporta in India e in Nepal.
E non finisce mica qui… eeeeeh no, manca la cena.
Ristorante in centro? Tuk Tuk e via che si va: monumento d’oro, altare dello spirito protettore, Torre dell’orologio, dorato.
E la serata scorre, tra piatti prelibati e chitarrista che suona solo per noi. Meglio di così!

8° giorno: giovedì 12 febbraio 26 Chian-Mai – TEMPIO BIANCO – Tempio Wat Pha Lat – santuario Doi Suthep
A Chian Mai, città nuova. – 1 milione di abitanti – il sole illumina il mattino e ci promette bagliori di meraviglia impensata: il TEMPIO BIANCO – Wat Rong Khun – una trina di pizzo ricamato di stucco bianco e specchietti incollati.
Il solo vederlo mette ali a ogni emozione bella.
Invece lo è, e dal 1997. Anche la sua storia è incredibile e dimostra come l’arte e gli artisti possano donare bellezza eterna.
Un artista locale, oggi poco più che settantenne, aveva chiesto di realizzare un tempio sopra una struttura abbandonata. Aveva speso tutti i soldi guadagnati con la sua arte in Germania, 40 milioni di Bath (1 milione e 200 mila euro). Oggi non ha finito l’opera, ma coordina le 100 persone che vi lavorano e i tanti artisti, che donano il loro talento.
Di recente ha rifiutato il titolo di artista nazionale e lo stipendio statale. Perché? Per essere libero. Oggi il tempio vive grazie agli ingressi e alle donazioni.
Una volta al mese viene pubblicato il bilancio, con entrate e uscite, a disposizione di tutti
Lasciare quel luogo è un piccolo addio. Le foto non rendono nemmeno l’idea della sua bellezza!
Dopo tre ore di pullman, il pranzo al ristorante Bua o Fiore di loto, in mezzo alla foresta, si rivela ben organizzato e buonissimoooo… Verdure, Pad Thai (piatto tipico, zuppe e frutta deliziosa. Ananas, papaia, frutto della passione…
Al laboratorio della seta imparo che un baco può dare fino a 500 metri di filo di seta. E molto, molto altro. Taxi rosso da otto persone ci porta in montagna al tempio antico – Wat Pha Lat – dove la natura ha ricamato fede e operosità.
Poi, ancora su, il santuario Doi Suthep ci aspetta . 320 scalini e ci siamo. Io però scelgo la cremagliera.
Il Santuario è molto importante per i thailandesi, perché conserva una reliquia di Buddha, rappresentato in ogni dimensione, ricoperto di carta oro o dipinto.
I fedeli, pellegrini e turisti assistono al canto dei monaci al tramonto, che impreziosisce il silenzio della collina. In taxi rosso torniamo in città per la cena. A racchiudere in cornice da buongustaio una giornata degna di … Meraviglia! E che hotel!
9° giorno: 13 febbraio 26. Chiang Mai ed Elephant Santuary – Santuario Wat Pra Sin –
Presto presto, su comodo e moderno van, raggiungiamo Elephant Jungle Sanctuary, simbolo della Thailandia, a 60 km da Chiang Mai. Indossiamo la casacca delle tribù Karren, in modo che gli elefanti ci riconoscano come amici.
E amici diventiamo subito, dal momento in cui mettiamo nella loro proboscide le piccole banane. E le loro orecchie ballano al ritmo della gioia. Quando si stufano se ne vanno, guardati con affetto dal loro uomo di cura. E mangiano canne di bambù e sbattono le lunghissime ciglia. Mi affeziono a una elefantessa della mia età, soprannominata Lady Gaga. Ha anche le lentiggini e si lascia toccare, paziente. Nell’acqua, poi, si lascia bagnare, fare i fanghi, innaffiare… Scene divertenti, segno che nel santuario sta più che bene.
In modo naturale ci conosciamo e parliamo, tra una banana e un apprezzamento al santuario. È italiano, di Milano. Scienziato, è a Bangkok per un convegno. Si è ritagliato qualche giorno per scoprire la Thailandia. La simpatia è immediata. Il suo nome? Orso Maria.
Sono certa che ci rincontreremo.
E torniam

o a Chiang Mai, città costruita nel 1348, per volere di tre re, ex compagni di classe, che, pur di potersi incontrare, hanno deciso di costruire una città nuova. Erano il re di Chiam Rai, di Paiau e di Sukhothai. Qui,
in un km. Ci sono 33 templi.
Ne visitiamo alcuni, tra cui il Santuario Wat Pra Sin, con la statua di Buddha di ottone.
Tra le opere d’arte più importanti del nord Thailandia. Sotto sera eccoci alla cena tipica con spettacolo di danze Thai. Seduti su sedia a scomparsa, gustiamo il cibo classico, con banane fritte e anguria come frutta. Anguria fresca e dolce a febbraio è assoluto piacere! Non può mancare una passeggiata al grande mercato notturno. Quasi un’overdose di gente, mercanzie, musiche di ogni genere. Col taxi rosso, e tanta gratitudine, si torna in hotel…
10° giorno: 14 febbraio 26 Aeroporto di Chiang Mai, Direzione Bangkok





Tutto comodo, oggi. Aeroporto di Chiang Mai, Direzione Bangkok con volo di un’ora. Ci accoglie con nebbiolina di smog, traffico intenso, ma ordinato, e sole molto caldo. Grattacieli lustrano la foschia mentre bevo un improvviso sorso di malinconia. È solo un sorso. Un attimo. Mi piace l’idea di tornare a casa. C’è chi mi aspetta, lá. Ma il caleidoscopio di visuali, emozioni, sapori e profumi, continua a presentarmi il conto. Quanto vale questa pienezza? Noooo, non in denaro. È ricchezza invisibile, che si riflette sullo specchio del viaggio nella vita.
Non è un timbro sulla Compostela dei luoghi. È calamita per le esperienze e i ricordi. Quelli belli.
Cosa ho imparato da questo viaggio?
– L’accoglienza.
– Il cibo, a tavola, con portate per tutti, da cui ognuno prende ciò che desidera.
– Il ritmo lento, assaporato.
– L’arte che dona
– La forza della fede
– La forza della natura
– Le regole e l’organizzazione.
È avanti questa nazione: a tecnologia, strade, scuole, sanità, strutture. Non c’è disoccupazione e gli stranieri sono accolti come risorsa. Nel pomeriggio abbiamo fatto un giro in uno dei centri commerciali del centro: ha 2000 negozi all’interno. Di tutto e di più. Impareggiabili il succo di frutto della passione e la pannocchia lessata.
Quanta bontà nella semplicità! Ah. Dimenticavo il massaggio alle gambe nella Spa dell’hotel Mandarin… Con tanto di tè e biscottini… Autentiche coccole, prima dell’ultima notte in Thailandia. E poi il water telecomandato, con musica, luci, bidet incorporato.
11° giorno – domenica 15 febbraio 26 RITORNO A SORPRESA
Salutiamo i 38° di Bangkok e l’hotel Mandarin. Ridendo del “water bionico” – con tanto di tazza calda, pulsanti per ogni funzione (clistere compreso!) e telefono a portata di mano – arriviamo in aeroporto. A maniche corte, carichi di bagagli e borse, animo leggero e pensiero proiettato al ritorno…
Veniamo attratti dal “DELAYED” accanto al nostro volo per Vienna.
Ritardo… Di tre ore. Assicurata notte in hotel a Vienna, ospiti dell’Austrian Aerlines. Bel colpo di scena. Penso a Sissi, alla Sacher… e ai meno 4° di Vienna.
Usciremo indenni dal fuso e dai tanti gradi di differenza?
Note positive.
Il tramonto rosso sangue in volo, un bel film in italiano “The Breakfast Club”, 10 ore seduta tra mia nipote Sofia e un signore austriaco, smilzo, nervosetto, in tenuta mimetica, chioma bionda sfilacciata, berretto con frontino e cuffie.
Poco prima di atterrare a Vienna arriva quella che, per il mio stomaco, è la colazione. Invece è la cena, con rigatoni al pomodoro, panino e crema al cioccolato.
Ritorno indietro del tempo causa fuso.
Partenza da Bangkok ore 17.00 – arrivo a Vienna ore 22.00.
Da maniche corte a piumino in un colpo d’ala.
Si prospetta una corta nottata e sveglia alle 6.00 del 16 febbraio. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta egregiamente. E si torna, un giorno dopo!
Giorno in “omaggio” -lunedi 16 febbraio 26
Si torna In hotel Moxi, adiacente all’aeroporto, notte corta, con sveglia alle 6.00. Colazione con pane, affettati, uova e cetriolini. C’è già aria di casa! Imbaccuccati, in quattro passi, siamo in aeroporto. Mentre cerco WiFi, mi sento osservata.
Colpo di scena:
“Ma dai, cosa ci fai qui?”… Davanti a me due braccia aperte e un “ciao, maestra”… Istintivo l’abbraccio.
Lui è Gianluca, mio già bimbo treenne a Rivolto.
Ora di anni ne ha 50.
Sta andando fuori Europa per lavoro e incontrarlo qui è una bella forma di gioia.
Ore 9.40: su Luxair metto le ali. Corte, però. Fino in Lussemburgo.
“Non ci sono mai stata”, penso. Il mio posto 4F. Vuoto quello accanto.
Un armadio di uomo si siede al C. Mi accenna un sorriso. Un rado ciuffo gli troneggia sul testone calvo. Sfoglia il giornale austriaco, che penzola come marionetta e rumoreggia come corsa di topo sulla carta. Il Luxair decolla nella nebbia fissa e, da sopra, le nubi sono batuffoli argentati.
Tè caldo e brioche appena uscita dal frigo conciliano i pensieri morbidi. Sempre fisso il nebbione. Piove.
Ore 13.45, da Lussemburgo decolla il Luxair per Venezia. Nevica e piove e tira vento.
Questa volta l’aereo è piccolo, per 100 persone. Sul bianco candido degli interni spiccano le divise blu delle hostess. Di sotto si vedono bene le Alpi e poi la laguna. E Venezia!
Siamo tornati!
Abbracci, e l’appuntamento per una prosciuttata insieme, fanno da cornice a un viaggio – esperienza degno di plauso: Thailandia Mistica 5-15 (più un giorno) febbraio 26.
Da Il nuovo Paese “Le mie orme nel mondo” marzo 2026 pagina 21