SICILIA: Quante “Sicilie” in un’isola sola!

SICILIA: Quante “Sicilie” in un’isola sola!

Nulla su quest’isola è banale.
Nulla è talmente unico da non potersi riflettere su se stesso e moltiplicarsi, come fa la luce in un prisma di cristallo. Perché Lei, la Sicilia, ama farsi raccontare e scoprire da chiunque decida di conoscerla, incantato dai suoi profumi e dalla sua storia. Lei, approdo obbligato di ogni naviglio, si apre e si richiude, come un’ostrica, nell’istante di uno sguardo o di un pensiero. Si svela e si nega in un battito di ciglia. L’eterno dilemma che il viaggiatore si trova ad affrontare è tentare di capire, di volta in volta, se ha di fronte la Sicilia autentica o il suo specchio. Se sta ammirando luoghi dove i rapporti umani si addolciscono con i paesaggi o se se sta confondendo antichità con la modernità. Egli potrebbe sorprendersi al punto da non riuscire a comprendere bene dove si trova. Eppure, magicamente, trova la chiave per conciliare mistero e fascino ancora pulsanti e vivi nella cassa di un tesoro affollato di pirati, insidie e meraviglie. Ed ecco che la Sicilia diventa isola ideale per un naufragio nel quale smarrirsi o ritrovarsi. Dove l’immaginario scova orizzonti aperti ai mari e spazi spalancati ai venti. Dove tutto si mischia. Dove popoli, culture e costumi sono cangianti, a volte contradditori. Dove lutto e luce si tengono per mano. Dove Lei assomiglia più ad un continente che a un’isola, con la cattedrale di parole costruita da poeti e scrittori di ogni tempo, capaci di far schizzare la voglia di andarci, qualunque sia la stagione o l’età, sia che splenda il sole o singhiozzi il cielo. Perché chiunque affronti un viaggio in Sicilia, per turismo o per caso, si trova a districarsi tra ciò che ha in testa e ciò che vede ed è obbligato a far combaciare immaginario e realtà. Perché chiunque ascolti l’eco dei propri passi tra Piazza Armerina, Segesta, Selinunte, la Valle dei Templi o Taormina, Siracusa, Catania o nelle cattedrali di Palermo, Monreale e Tindari oppure in cittadine piene di vita, si perde in una dimensione di bellezza assoluta, tra le maglie della perfetta armonia. Fino all’apice emozionale dell’Etna, il vulcano più alto d’Europa, l’attrazione turistica a livello mondiale. Calpestarne con riverenza il suolo è esperienza unica ed indimenticabile!
Affacciarsi sul suo cratere dopo averne percorso la schiena di soffioni caldi fa venir voglia di urlare il nome di chi si ama o di prendere per mano qualsiasi persona si abbia accanto. Quasi a tenersi stretti, in un senso di fraternità improvvisa, con l’ospitalità e la tolleranza che sono lo stemma dell’identità siciliana. Quasi a voler lasciare la propria impronta in questo luogo del sentimento e dell’incontro che varca l’etichetta di Museo a cielo aperto, di fascino moresco e greco, romano e normanno, di mare color zaffiro. Quasi a voler cementare la consuetudine alla bellezza che Lei, l’isola più grande del Mediterraneo, custodisce nei propri geni. E che generosamente dispensa ai visitatori, a chi ci vive e a chi la ama da sempre.

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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