Sc. INFANZIA TEOR (Ud) – 13 aprile 2018 “La Fata e la nuvola dispettosa” - Pierina Gallina news

Sc. INFANZIA TEOR (Ud) – 13 aprile 2018 “La Fata e la nuvola dispettosa”

Diventare una “Fata” e sentire il calore di bambini sconosciuti che mi aspettano e accolgono come e meglio di una regina… è esperienza tra le più felici che ci possano vivere. 

E a me è successo di nuovo, in una scuola che sa di buono, dove c’è armonia e amore per la natura e tutti i suoi componenti, animali e vegetali. 

Orto sinergico, la gallina “Giovannina” nel pollaio, gli abbinamenti giusti dei fiori… tutto da imparare.  
Per loro ho inventato la storia della “Nuvola dispettosa” e, con il paracadute li ho portati fino in cielo. 
Nulla di più magico!

Filastrocca di TEOR

Vicino lontano,

di sopra di sotto,  qui dentro nel cuore,

teniamo TEOR. Perché TEOR è
sempre più
blu,

sempre più blu…sempre più blu.

Lì c’è l’allegria  e un po’ di pazzia

ma anche la voglia di
riderci su.

Perché TEOR è sempre più blu.

Ci puoi venire anche tu.

Io ci sono stata, mi sono
incantata.

Lì mi sono fermata perché…

Perché TEOR è sempre più blu.

Dai, ci puoi venire anche
tu.
    

FATA PIERINA E LA NUVOLA DEI DISPETTI… TRA
TERRA E CIELO

Ciao
bambini…  sono tanto felice di essere
qui…

Eeh!
sempre detto io che voi siete i bambini più belli del mondo e avete le
maestre più brave del mondo.

Eh si, io
lo so, perché io ho visto tanti bambini e tante maestre. Ne ho visti con
la pelle nera, gialla, rosa. Anche a pois. E gli occhietti neri, azzurri,
marroncini. E i capelli pure marroncini e gialli, bianchi,  neri.  

Ho 
fatto tanta strada, ma tanta tanta, per arrivare qui da voi.

La strada
che ho fatto era lunga lunghissima. Andava dalla terra al cielo.

E sempre
con la mia valingira  che gira che gira, che va di qua e di là, per paesi
e per città.

Città col
mare e città con troppo sole, città con la neve che scende lieve lieve, città
con tanta pioggia e tanti ombrelli che sembrano uccelli di tutti i colori.

Un giorno
stavo proprio li. E pioveva, oh! bambini come pioveva.

Gocce
grandi come BOLLE DI SAPONE e, allora,  ho aperto il mio OMBRELLO  D’ORO e… e… ho iniziato a salire…
Salire… Su su, l’ombrello andava su e io mi tenevo nel manico  e andavo
su.

Anch’io. Con
l’ombrello. Ooooooh… Avevo il vestito che si alzava e ho perso anche una
scarpa rossa. L’ho vista cadere e ho detto  “ombrello fermati, mi è caduta
la scarpa”. Ma lui… niente.  L’ombrello
andava su su su e io vedevo le case sempre più piccole e le gocce di pioggia mi
salutavano e mi dicevano “ciao fata Pierina. Ciao, vieni su con noi dove ci
sono le nuvole,  la luna, le
stelle… “

Io
veramente non avevo tanta voglia di andare su nel cielo perché io volevo
tornare da voi che siete i miei bambini preferiti e anche le maestre eh…  No, non volevo proprio andarci. Pensavo…
Chissà se fanno la pizza lassù.

Mica lo
sapevo io e poi avevo una fame. Mi sarei mangiata dieci panini con la nutella e
quattro pizze senza formaggio. Già già…  Intanto però andavo su, là, in
altoooooo

“Fata 
Pierina   fata Pierina” “Chi è che mi chiama… Quassù non mi conosce
nessuno. Non sono mai salita, qua io… Si, sono stata via con l’aereo ma
nessuno mi ha chiamato e per nome.”   Guardavo in giro ma dovevo stare
attenta perché ormai stavo volandoooo…  Intorno a me solo nuvole e cielo
e gocce di pioggia. Ma io avevo l’ombrello d’oro. E guardavo le nuvole. Da
vicino. Mica da lontano come facevo dalla terra. Quando mi piaceva sdraiarmi
per terra e guardare lassù le nuvole se era giorno.  Se era notte mi
piaceva guardare la luna e le stelle. Si, mi piaceva proprio tanto.

E adesso
le nuvole erano così vicine che potevo toccarle ma non lo facevo perché dovevo
tenermi duro all’ombrello.

Non so
perché ma le nuvole mi sembravano come facce, si come visi di persone o animali
come beeeeh pecore, come miao gatti come bauuu cagnolini come bambole. Si. Una
mi sembrava proprio  una… bambola, no una Bambina.

Ma era
una bambina.  “Ciao fata Pierina”. “Chi mi chiama?” “ Ti parlo dalla
nuvola rosa. Sono una piccola principessa che sta costruendo un
regno incantato quassù. Ero una bambina sai sulla terra e sognavo un
mondo di magiche nuvole e allora sono venuta a farlo.   Ma… le nuvole
spariscono in fretta e quando arriva il signor vento le porta via. Uffa. E poi
vorrei che tutte le nuvole fossero amiche. Invece c’è una nuvola dispettosa, una
nuvola  dove ci sono maghetti che si fanno
sempre dispetti. E c’è troppa confusione. Puoi andare a vedere tu per piacere?”
 

Come
potevo dire di no a una principessa…

“Dimmi
dov’è che ci vado subito”. “E’ laggiù vedi quella nuvola grigia che ride e fa
ahahaha e si muove tutta?”.

Sul
momento non la vedevo ma poi ho guardato ben bene, ho aperto le orecchie e sì che
ho sentito una gran confusione.  

Allora ho
detto al mio ombrello d’oro di portarmi laggiù e ho visto cosa stava
succedendo. 

Sulla
nuvola dispettosa vivevano maghetto Pieretto e maghessa Olghessa, con Maguccio
Guiduccio e Maguccio Nelluccio, tutti  molto
dispettosi.  A loro piaceva fare
dispetti ai bambini sulla terra. Prima mandavano il sole così loro uscivano a
giocare col pallone o le palline colorate e le bici e poi, all’improvviso,
mandava la pioggia.

E allora,
ridevano nel vederli scappare tutti bagnati  chiamando la mamma. “Mammaaaa
piove” “Ma come se c’è il sole.” 

Intanto Maguccio 
Guiduccio e Maguccio Nelluccio si davano calci,  ginocchiate, gomitate,
ceffoni  e  la nuvola  dispettosa  faceva le sue
risate  malvagie. “Uahhh uahahaha”. 

Allora
io ho avuto un’idea. Sono salita sulla luna di giorno che stava lì vicino.
Anche lei mi ha detto che era stufa arci stufa di tutta quella
confusione.   Mi sono attaccata alla sua punta e mi dondolavo.

Allora ho
chiuso l’ombrello, l’ho messo sotto il mio sederino e ho cominciato a
dondolare e il mio vestito sembrava un ombrello rosso che andava di qua e di
là… Oh bambini, non so dirvi quanto bello era stare lassù. 

Ma subito
ho sentito la voce della principessa che si chiamava Flora “ Fata Pierina, fata
Pierina, sgrida la nuvola dispettosa. Ti dondoli dopo. Io non riesco a
costruire il mio regno finché la nuvola fa i dispetti.”

Ma io non
sapevo come fare. Però sapevo che sulla luna c’erano tante casette e in ogni
casetta viveva una fata. Ogni  fata era
bravissima a fare qualcosa. Una per esempio faceva delle torte buonissime,
un’altra faceva delle tendine di pizzo, un’altra una andava sempre a camminare,
un’altra raccoglieva i fiori, ma ce n’era una che sapeva fare le magie, quelle
buone e belle. 

Assomigliava  a me… ah già ero proprio io.  E cantavo “che bello essere felici”. Ma quel
giorno lì non potevo cantare perchè c’era un problema nella nuvola dispettosa.  Quando i Maghetti si davano calci pugni e ceffoni
 anche sulla terra tanti bambini facevano
queste brutte cose e anche gli uomini. Quelli facevano addirittura la guerra,
si sparavano si uccidevano e i bambini con la pelle di cioccolata morivano
dentro il mare, non avevano niente da mangiare e altri bambini con la pelle
color rosa e la pancia sempre piena dicevano “che schifo” alle cose da
mangiare.

Mi veniva
da piangere sapete bambini?

Allora ho
deciso di fare la mia magia più bella, quella che non avevo mai osato fare
perché io facevo magie piccoline tipo far fiorire dei fiori in inverno oppure far
fare gli ovetti ai galli e non alle galline, e altre magie un po’ strambe.

Ma questa
volta volevo fare una magia  di quelle
che fanno bene e allora ho  fatto un
salto e sono andata sulla nuvola dispettosa e ho detto ai Maghetti “ se non
smettete di dargli calci, sberle, ceffoni, ginocchiate, gomitate,  io vi trasformerò in tanti diavoletti e così
su questa nuvoletta ci sarà sempre il fuoco e voi non potrete più spegnerlo”.
“No no no no, non farlo. Noi ti obbediremo d’ora in poi, diventeremo amici, non
faremo più i dispetti ai bambini sulla terra e nemmeno tra di noi”. Promesso
col giurin giuretto “ Va bene. Allora vi trasformo in angioletti, e vi lascio
andare sulla luna di giorno a dondolarvi e di notte a dormire. Però dovete
stare sempre attenti ai bambini sulla terra.

Ed ecco
la Principessa Flora, tutta contenta, è venuta a dirmi Grazie perché adesso che
la nuvola dispettosa era diventata rosa, lei sarebbe diventata  la regina del cielo.

Sapete
che voleva che restassi lassù con lei? Ma io ho detto di no perché volevo
venire a salutarvi. Allora, la principessa Flora mi ha regalato un sasso della
luna per Voi, dei fiori per il vostro orto. Mi ha detto di dirvi che non ha mai
visto un orto e un giardino così belli. Però io avevo paura di fare un salto
dal cielo alla terra, la strada è taaanto lunga. Ma lei mi ha prestato un
paracadute così sono scesa volando, senza neanche cadere. 

Volete
provare anche voi a volare come ho fatto io? Sììììììììììììììììì 

E allora
mettetevi  tutti vicini vicini… piccoli piccoli… pronti per volare lassù nel
cielo blu?

Chiudete
gli occhietti e….   VOLARE  OH OH CANTARE
OH OH OH


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pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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Fernanda

Ma che cosa avrà fatto mai la fata Pierina a Teor? Sicuramente qualcosa di speciale perchè mia figlia, quando ha sentito la macchina arrivare, è uscita di corsa urlando Mammaaaa sai chi è venuta oggi a scuola? Non ci puoi credere, la fata Pierinaaaaaaaaaa "Che meraviglia, go risposto io. Cosa vi ha raccontato? E lei: tutto. Siamo anche stati in cielo

Rispondi

24 Aprile 2018

Pierina Gallina

Vero… e non era solo magia perchè quella scuola e i bambini sono fantastici

Rispondi

24 Aprile 2018

fernanda

La magia sei tu… i bimbi e le meravigliose maestre che quella scuola ha la fortuna di avere!

Rispondi

24 Aprile 2018

Alice

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Rispondi

24 Aprile 2018

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