Richieri Caio, dal Brasile a Codroipo (Ud) per amore
Richieri, è il suo cognome, ma quello esatto sarebbe stato Ricchieri. Sì, proprio come coloro cui a Pordenone è intitolato il Museo Civico, ospitato a Palazzo Ricchieri. Proprio la curiosità di conoscere la propria storia ha fatto sì che Caio Richieri – con una sola “c” per un errore di trascrizione all’arrivo in Brasile nel 1906, dei nonni Claudio (nato nel 1896) e Cacilda (1898) – si sia trasferito per sempre in Italia. A Codroipo, da pochi mesi, per una serie di fortunate coincidenze.
Quarantanove anni, brasiliano, con cittadinanza italiana per via degli avi, Caio sin da piccolo aveva espresso il desiderio di sapere da dove fossero arrivati suo padre Paulo (1939) e la madre Nilza Silvestri (1949), anche lei friulana, entrambi figli di emigranti.
Nonostante le ripetute ricerche, nulla trapelava sulla storia dei Richieri. Il nonno non ricordava nulla dell’Italia, tantomeno del Friuli.
Nel 1986, il Brasile aveva attivato un sito web per cercare informazioni sugli immigrati italiani. Anche lì, Caio aveva scritto, senza successo. Nel 2017, in occasione di un concerto degli U2 a San Paolo, dove abitava, si recò con la moglie Andreza al Museo dell’Immigrazione, attratto dal fatto che ci fosse il caffè Illy. La svolta arrivò grazie alla moglie che, al computer del museo, trovò finalmente le risposte tanto attese: l’albero genealogico dei Ricchieri di Pordenone, con i nomi del bisnonno Angelo e della sua famiglia – moglie, cinque figli, cugini, suocera – e della nave con cui erano arrivati in Brasile. C’era anche il ricordo doloroso di un figlio, fratello del nonno Claudio, morto di tifo e gettato in mare.
Per Caio fu un segnale divino. L’idea di venire in Italia si trasformò in urgenza.
Aveva un amico a Mira, in Veneto, che lo ospitò per tre mesi, aiutandolo a imparare la lingua e a ottenere la cittadinanza italiana.
Raggiunto dal padre Paulo, un giorno presero il treno per Bassano del Grappa, luogo di cui l’amico parlava spesso. Nevicava. Il treno fu costretto a fermarsi a Pordenone. Appena scesi, un controllore li salutò con un “bundì” e, dopo aver letto i documenti, chiese: “Siete venuti per il Museo?”. Naturalmente, non ne sapevano nulla. Si presentarono alla biglietteria con i documenti, poiché non conoscevano una parola d’italiano. Le addette trasalirono: “Non abbiamo mai avuto nessuno dei Richieri, qui, nel palazzo”.
Oltre a entrare gratis, videro i loro avi ritratti sui quadri, i mobili originali e l’albero genealogico. Scoprirono anche di poter rivendicare un titolo nobiliare.
All’emozione seguì una decisione: stabilirsi in Italia. Caio lasciò una vita agiata: una grande casa, tre figli, una fiorente discoteca da 500 persone – Jack Caffè – avviata 22 anni prima. Ma il richiamo del Friuli era più forte.
Nel 2020, con il Covid, l’attività si fermò. Nel 2021, un amico di Udine gli offrì un lavoro come corriere per la consegna di gomme nella provincia. Passava anche per Codroipo. Poté restare solo quattro mesi, poi tornò in Brasile e riaprì la discoteca.
Ma il 5 settembre 2022 l’amico gommista gli comunicò di aver trasferito l’attività proprio a Codroipo. Il 4 ottobre, Caio era di nuovo in Italia, a consegnare gomme e dormire nel Resort di Villa Manin. Un mese dopo, lo raggiunsero la moglie, la figlia Anna Giulia (25 anni) e Caio Junior (14). Il 24 novembre, la famiglia acquistò l’ex bar Esoteria in via Circonvallazione Sud, trasformandolo nel nuovo 



Oggi Caio continua a lavorare nella grafica e nella realizzazione di siti web, collaborando a varie iniziative del territorio. È sua l’ideazione delle pubblicità sugli schermi nei negozi del Medio Friuli. Inoltre, mette a disposizione il suo bar per ogni evento che sia nel sogno di qualcuno: culturale, musicale, librario.
“Vorrei che questo luogo diventasse di tutti, un’opportunità per realizzare sogni nel cassetto. Sono venuto qui per amore delle mie radici. Sono riconoscente all’Italia e ai friulani, che mi hanno accolto con gentilezza. Ogni giorno, quando mi sveglio, mi sembra di stare a casa dei miei nonni”.
Ora che ha venduto la discoteca in Brasile – dove vivono la figlia 29enne Tiayna, modella internazionale, i genitori e il fratello Marzio (classe 1979) – Caio è sereno, deciso a rimanere.
E confida: “Ho due desideri: perfezionare l’italiano e imparare il friulano!”.


