PORCIA (PN) RIEVOCAZIONE STORICA BATTAGLIA NAPOLEONICA in POLONIA

PORCIA (PN) RIEVOCAZIONE STORICA BATTAGLIA NAPOLEONICA in POLONIA

                                                       Villa Correr Dolfin a Porcia (PN). Da alcuni anni vengono ospitate nel parco rievocazioni storiche di battaglie napoleoniche. Quest’anno è stata rappresentata la battaglia in Polonia, con figuranti giunti da Varsavia.

                                             Medaglia della Pro Loco Porcia x Sebastian e Sofia

                                            Ingresso trionfale dei visitatori codroipesi

                                           Il parco bagnato dopo il temporale della notte precedente

                                         Pronti ad imparare la storia di Napoleone

                                                E intanto si ride…

                                          truppe napoleoniche escono dall’accampamento

                                            Si gioca a dama

                                                       Rancio?

                                         Battaglia tra polacchi ed austriaci

                                             Cavalleria avanza

                                                Si spara veramente

                                                    Ci sono pure i feriti…ma per finta

                                                            Donzella sul lago

 

                                                              

                                                           Foto by  ragazza polacca

                                                             Speacker… stile enciclopedia storica

                                                            Spettatrice stile nobiliare

                                                          Truppe  in ritirata

                                              Cavalleria risolutrice

  Fine battaglia.

 

LA POLONIA E NAPOLEONE BONAPARTE. IL DUCATO DI VARSAVIA.

Dopo la terza spartizione della Polonia molti patrioti dovettero lasciare la Patria per evitare deportazioni . Molti di loro erano giunti in Italia dove – dopo numerose trattative tra i centri di emigrazione polacca e il governo rivoluzionario francese – il 9 gennaio 1797 furono formate le Legioni Polacche. Le Legioni, comandate da uno dei più valorosi generali polacchi, Jan Henryk Dabrowski, erano incorporate nell’esercito del generale Napoleone Bonaparte e parteciparono alla campagna d’Italia. I polacchi speravano di riconquistare la liberta della Patria combattendo contro l’Austria e la Prussia.
Le truppe polacche ottennero grandi successi nella Campagna d’Italia: l’occupazione di Venezia, i combattimenti contro lo Stato Pontificio, la conquista della fortezza di Gaeta e tanti altri. Nel 1799, dopo il colpo di stato di Napoleone, la Legione Polacca del Danubio, comandata dal generale Kniaziewicz, combattè sul territorio tedesco. Ebbe tra l’altro il ruolo decisivo nella battaglia di Hohenlinden nel dicembre del 1800. Dopo la pace di Lunneville nel 1801 numerosi soldati si dimisero – questa fu la risposta alla promessa di Napoleone data all’Austria e alla Russia di non aiutare i loro nemici interni, quindi all’abbandono della cosiddetta “faccenda polacca”. Circa 4.000 soldati polacchi rimasero comunque in Italia fino al 1807. Napoleone si servì delle Legioni Polacche in tutte le sue campagne: contro la Russia, l’Austria, la Prussia, in Egitto, nell’isola di Santo Domingo. Nel 1806, dopo la vittoria di Jena, l’esercito francese e quello polacco comandato dal generale Dabrowski, entrarono nei territori polacchi. Nel 1807, dopo la pace di Tylza, Napoleone, con l’approvazione dello Zar Russo Alessandro I, fondò su una parte del territorio polacco il Ducato di Varsavia: lo stato polacco sotto il protettorato francese, creato con lo scopo di difendere gli interessi francesi nel Nord-Est Europa.

Nel 1809, durante la guerra di Napoleone contro l’Austria, l’esercito polacco del Ducato di Varsavia (16.000 soldati) sotto il comando del Principe Jozef Poniatowski combattè con grande successo contro l’esercito austriaco (32.000 uomini), difendendo il territorio del Ducato. Nello stesso tempo, nella grande battaglia di Wagram si impose nuovamente il famoso Reggimento Polacco dei Cavalleggeri di Guardia.

Nel 1812 Napoleone condusse la sua grande armata verso Mosca. I soldati polacchi (circa 100.000) lottarono con grande coraggio a Smolensk e a Borodino e come primi entrarono a Mosca. Salvarono la vita di Napoleone dalle fiamme del Cremlino. Durante il ritiro dalla Russia i cavalleggeri polacchi avevano il compito di proteggere l’Imperatore. La cavalleria polacca era cos� temuta dai russi che essi, avvistandola, spesso scappavano senza combattere. Molti soldati dell’armata napoleonica pagavano somme enormi per avere un’uniforme polacca o anche solo un suo frammento sapendo che soltanto la vista dei colori della bandiera polacca aveva il potere di paralizzare i cosacchi. Durante la ritirata tutti i soldati abbandonarono le armi, eccetto quelli polacchi che arrivarono con tutte le loro armi e loro cannoni fino a Varsavia. Settantaduemila di loro sono rimasti per sempre sui campi di battaglia.

Nel 1813 le truppe polacche si ritirarono insieme a Napoleone a ovest come retroguardia dell’armata. Il 19 ottobre, durante la “Battaglia dei Popoli” a Lipsia, morì il Principe Jozef Poniatowski (il nipote dell’ultimo Re della Polonia), il comandante supremo dell’esercito polacco e l’unico Maresciallo di Francia non-francese nominato da Napoleone.

Nonostante il trattamento ambiguo di Napoleone verso i polacchi essi gli erano rimasti sempre vicini. Abbandonato dai suoi familiari e generali nel momento della deportazione sull’isola d’Elba, Bonaparte fu accompagnato alla nave da uno squadrone dei Lancieri Polacchi – “i più fedeli dei fedeli”.

Bisogna ricordare che anche durante la campagna dei “cento giorni” nel 1814 i polacchi combatterono valorosamente al suo fianco. 

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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