Parma, Piacenza e castelli con CuOri in Pista e Abacoviaggi 10-12 aprile 2026

Parma, Piacenza e castelli con CuOri in Pista e Abacoviaggi 10-12 aprile 2026

Parma, Piacenza e castelli con CuOri in Pista e Abacoviaggi 10-12 aprile 2026

Parma, Piacenza, castelli della bassa parmense, in Emilia Romagna golosa, 7° tour con Cuori in  Pista e Abacoviaggi Tour Operator (di Codroipo  Udine)
 1° giorno: 10 aprile 26  PARMA
E già il cuore corre. Parma ci accoglie con la sua eleganza discreta, quella che non ha bisogno di alzare la voce. Camminiamo tra vie che profumano di storia e di cose buone, con lo stupore negli occhi e la voglia di condividere ogni passo.
Il Duomo ci lascia senza parole. Lo sguardo sale, si perde, si riempie di meraviglia. Le spiegazioni della bravissima guida Stefania ci lasciano senza parole e con il cuore in volo.
E poi il Complesso della Pilotta, austero e sorprendente, custode di bellezza e memoria.
A pranzo, risate e sapori veri all’Osteria dei Mascalzoni. Tavole imbandite, brindisi spontanei e quella felicità semplice che nasce quando si sta bene insieme.
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INCONTRO BELLO, con il suonatore del SOLE:

A Parma, sotto l’arco della Pilotta, ho visto questo artista. Suonava la chitarra e cantava sottovoce, dolcemente. Accento straniero, elegante. Gli ho messo alcune monete sul fodero della chitarra.
Mi ha sorriso. Mi ha osservata come fossi un quadro. Gli ho chiesto: “Posso fare una foto?” E lui: “Lei può fare tutto quello che vuole.” Ho scattato, ma il suo sguardo si era fatto più incisivo.
“I suoi capelli, con quel filo rosso, sono connessi al sole e alla natura. Deve credere di più in sé stessa.” Mi sono girata verso lo spicchio di sole dietro il tetto. Era vero. Si specchiava in me o, forse, io mi specchiavo in lui. Ho preso dalla tasca il resto degli spiccioli e glieli ho dati. “Non serve”, mi ha detto. Mi sono accorta che, in piedi, accanto a noi, c’era una signora del gruppo. Le ho chiesto di farci una foto. Mi sono accucciata accanto a lui. “La vita è breve”, ha continuato. “Assaporate ogni istante. Io sono greco e sono qui non perché abbia bisogno, ma perché mi piace.” Mentre me ne andavo, sapevo di non aver incontrato un artista di strada, ma un messaggero. Ora indosso le sue parole e il loro senso.
E la sera? In una sala di 260 mq … si cambia ritmo. Musica, passi condivisi, energia che unisce. Tutti con la maglietta CuOri in Pista, ballo di gruppo con Ori e Denis accende sorrisi e leggerezza.
Nessuno resta fermo. Nessuno resta fuori. Perché il “viaggio più bello è quello che si balla insieme.”
2° giorno: 11 aprile 2026: Rocca MELI LUPI e Museo del CULATELLO
E il viaggio prende anima.
Rocca Meli Lupi – a Soragna – ci aspetta tra mura che raccontano secoli, dal 1340 fino ai fasti dei principi del Sacro Romano Impero. Ogni sala è un frammento di storia.
La Sala del Baglione, con le grottesche di Cesare di Cremona, ci avvolge con eleganza silenziosa. La Sala di Ercole, firmata da Nicolò dell’Abate, racconta battaglie e forza. E poi il trionfo nella Sala del Trono, oro e luce, dove ogni sedia è un piccolo regno. Camminiamo tra ritratti, stucchi, armi mai usate, lampadari antichi e sogni rimasti appesi ai soffitti.
Qui, fino al 1970, era ancora casa. Non museo. E fuori… la Bassa Parmense, terra lenta e fertile, dove il Culatello di Zibello nasce tra nebbie e pazienza. Al museo del Culatello capiamo che non è solo un salume, ma cultura, famiglia, rispetto del tempo. Qui non esiste fretta. Solo mani sapienti e stagionature che raccontano storie. Cinquemila culatelli… uno diverso dall’altro. Come le persone.
E la sera?
Leggeri. Emozionati. Musica, sorrisi, passi condivisi. Balli di gruppo tra simpatia e sano divertimento, dove nessuno è spettatore e tutti diventano parte della festa. Abbracci ad Adriana per il compleanno, giochi a squadre: vincitori? Tutti!  Eh sì, ci sono giornate che non si visitano… si abitano. Gruppi: da sx Udine, Codroipo, Palmanova
3° giorno: 12 aprile 2026: ROCCA SANVITALE e LABIRINTO DEL MASONE 
La rocca Sanvitale di Fontanellato non si lascia catturare in uno scatto, ma ci parla di 600 anni di storia della stessa famiglia: i Sanvitale. Fino al 1948, quando l’ultimo, Giovanni, vende la rocca al comune. Lo fa con grande dispiacere, dopo la perdita dell’adorata moglie. Le sale raccontano di banchetti da venti portate, di piatti curiosi come i cappelli del prete, di soffitti che nascondono gatti tra le geometrie, di letti piccoli per dormire seduti, quasi a non disturbare il mistero della morte.
E poi di lei, Barbara Sanseverina, forte, libera, scomoda. Per questo decapitata da innocente.
Ma la stanza gioiello è quella dipinta dal Parmigianino. Senza finestre, dipinta in quaranta giorni, tra putti e storie di sguardi proibiti e destini crudeli, come quello di Atteone trasformato in cervo dalla dea Diana e poi sbranato dai suoi stessi cani. E quella frase che resta lì, come un sussurro: “ricordati della fine.”
Il Labirinto della Masone ci accoglie con la Jaguar nera di Franco Maria Ricci – o forse di Diabolik – e le sue ricche collezioni d’arte. Labirinto di bambù più grande del mondo?
Oggi lo sfioriamo soltanto. È troppo grande per essere attraversato di corsa. Serve una giornata per perdersi davvero. E allora ci perdiamo in un altro modo, più goloso, più felice.
A Paroletta, il pranzo diventa festa, tra sapori autentici, piatti della tradizione, di quelli che fanno felici palato e occhi. In bella compagnia, poi … Eh già, sembra a volte che il tempo non basti mai. Ma che quello vissuto bene sazi l’anima!
Parma: https://it.wikipedia.org/wiki/Parma
Rocca di Soragna
https://www.roccadisoragna.it
https://it.wikipedia.org/wiki/Rocca_Sanvitale_(Fontanellato)

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