NOSY BE e MADAGASCAR: i profumi dell’Africa gentile - Pierina Gallina news

NOSY BE e MADAGASCAR: i profumi dell’Africa gentile

MADAGASCAR – tour del Nord e Nosy Be
dal 28 giugno al 6 luglio 2010
MADAGASCAR: 4° ISOLA AL MONDO PER GRANDEZZA (2 volte e mezzo l’Italia) – 510.000 Kmq – 1600 Km. lunghezza – 600 larghezza – 20 milioni di abitanti – E’ al 5° posto al mondo per povertà.
Ci sono 2 stagioni: Da novembre a maggio: Pioggia – Da aprile a ottobre: Secco
Capitale: Tananarivo Da Diego Suarez a Tananarive= 1.200 Km
Lingua ufficiale: MALGASCIO E FRANCESE
Bello sin dal nome: Madagascar.
Evoca immagini di verde e di mari e di sole. Di pelli scure e lemuri. Di vento d’Africa che delizia le narici con caffè, vaniglia, cannella e ylang ylang, il fiore tra i fiori. Tu, che sei un essere speciale, senti che il Madagascar, intatto e selvaggio su un palmo di Oceano Indiano, Ti aspetta. “Tonga soa” e sei il benvenuto. Gentile ed ospitale la gente da queste parti, felice del suo “tutto“. Baracca di assi ed eternit, acqua per lavare i panni, una pentola su braci fumanti e la compagnia, perno di schiette risate. Inni alla vita che danzano allo stesso ritmo del sole che molto presto nasce e molto presto si accuccia sul filo dell’orizzonte. Donne che ogni cosa trasportano sulla propria testa, che allattano creature bellissime o le custodiscono nel gonfio ventre, con galline e pulcini che zampettano sui loro piedi. Uomini che costruiscono case o pascolano gli “zebù”, le mucche sacre o, semplicemente, Respirano. E bambini, tanti, attenti e puliti, seduti su banchi di scuole sgangherate ma ghiotte di cultura e dignità.
E’ Popolo di pace il malgascio. Estremamente gentile!
E Tu sei turista sacro, quasi come le anime dei suoi antenati. Ne hai la certezza sull’isola di Nosy Be, selvaggia perché vera, affogata in un mare di verde smeraldo dai ciuffi ribelli. La prima voglia che hai è quella di buttar via il superfluo… orologio, collane, orecchini. Gingilli inutili in questo Paradiso, dove piedi nudi e sorrisi sono il pane quotidiano. Dove l’Oceano canta e nulla richiama all’apparenza. Dove puoi essere Essenziale, perché il Tempo, qui, appartiene anche a Te.
Decidi di curiosare nella Foresta che custodisce il sonno dei lemuri, le “scimmie con gli occhiali”. Ti inoltri, con doveroso rispetto, e li incontri, accucciati su alti rami, fermi come soprammobili. Ovunque tu volga lo sguardo vedi camaleonti, lumache giganti, serpentelli. Sei a Lokobe e ci sei arrivato in piroga, remando con le tue braccia, hai condiviso il pranzo a base di pesce freschissimo con il popolo malgascio che, per Te, canta l’Inno nazionale con la mano sul cuore. “Questa è una destinazione magica” pensi. Il suo respiro coloniale diventa Tuo in un luogo incantato, immerso nella foresta, dove arrivi soltanto in barca e dove il mare ti entra quasi in casa. All’ Amarina Ora Resort, sull’Isola di Nosy Be, ogni confort è pensato per Te, per il tuo star bene. Un hotel ecosostenibile voluto da Jeanne Pierre, un caporale francese che nel 1955 aveva conosciuto una bella malgascia e le aveva fatto una promessa “Se un giorno dovessi diventare ricco, farò ogni cosa per aiutare te e il tuo popolo”. Jeanne Pierre ha mantenuto fede a quel giuramento e l’Amarina, hotel con l’anima, né è la perfetta realizzazione.
In armonia con te stesso, sei pronto a conoscere il Madagascar della rotta Nord. Da Hell Ville, in motoscafo, attraversi la striscia di mare che ti separa dalla Grande Terra. Al porto di Ankify un carnaio color cioccolato fa il verso delle formiche mentre banane mature ti fanno gola al mercato. Ne compri un sacchetto e le condividi con i compagni di viaggio. 250 chilometri di strada ti separano da Diego Suarez, la città più festosa del Madagascar. Dove la calma è una virtù e“Mora Mora”, piano piano, vale anche per Te. Te ne rendi conto lungo il tragitto dove non c’è un luogo uguale all’altro. Assaggi il frutto del cacao che sa di caramella, gli anacardi venduti da una vecchina davanti alla sua baracca, ascolti il “tic tic” delle pietre spaccate e il “ffff” della brezza sulle piante di rafia. Il tragitto ti regala una variopinta vetrina di paesaggi. Dalla Foresta dell’Ankarana fino alle cascate della Montagna d’Ambra, dai canyon e grotte del Parco di Tsingy Rouge alle lunghe spiagge di sabbia fine, garanti della natura incontaminata. Sei stanco, è naturale, eppure le tue pupille rimandano immagini riflesse dal sole o dalla luna gigantesca, sotto il tendone blu tempestato di puntini di luce: sono le stelle del Madagascar, infinite nel numero, incredibili nella luminosità. Tra tutte spicca Venere, la prima a comparire, e la Croce del Sud, dove le stelle disegnano un rombo perfetto. Come perfetto può essere, ora, il momento di chiudere gli occhi e…sognare!
NOSY BE o Nossi-bé
è un’isola poco al largo della costa nordoccidentale del Madagascar. Conta 60.000 abitanti. In lingua malgascia, “nosy be” significa “grande isola”. L’isola ospita la Riserva naturale di Lokobe, una delle cinque riserve naturali integrali del Madagascar, che protegge quanto rimane della foresta pluviale tropicale che un tempo ricopriva interamente l’isola.
NOSY BE o isola dei profumi. L’inebriante profumo delle spezie avvolge il visitatore con gli effluvi odorosi dei fiori dell’ylang ylang, del caffè, del pepe, della vaniglia messa a seccare della cannella mentre fa da contorno la canna da zucchero .
Tour del nord Madagascar: Da Hell Ville a Diego Suarez: 250 Km. in 7 ore di percorrenza in pulmino.
MADAGASCAR – NOSY BE: 28/6 – 5/7/2010
28/06/10: Part da Milano ore 0.001, mezzanotte e un minuto. Quindi 29 luglio. MY ITALY è la compagnia aerea.
Arrivo a Roma: ore 1.00 Partenza per Nosy Be: ore 2.30 Volo I 9 528
Ore 11.00: ora locale: Altitude 2.400 Speed 570 Un’ora in avanti rispetto a noi (con ora legale)
Si vede la terra. Una lingua a chiazze verdi e marroni, il mare di un azzurro lieve con leggere pettinate. Regolari. Sembra di ammarare! Già sceso il carrello…l’aereo rallenta… viene baciato dal sole deciso. Appare il verde. Fitto come muschio dai ciuffi ribelli. Ci andiamo a sbattere contro…trrrrr….. Atterrati, con freni a tutta pista che deve essere molto corta.
NOSY BE: PICCOLA ISOLA o ISOLA DEI PROFUMI: STIAMO AFFOGANDO NEL VERDE.
Ore 12.00: L’aereo si ferma. L’aeroporto è un prato con una strada d’asfalto. Non una luce…meno male che è giorno! Capanne bianche a azzurre con tetto in eternit.
Le tombe dei re (18 come le tribù) si trovano vicino all’aeroporto.
Ore 12.30: Siamo sul pulmino verde diretto all’Hotel Amarina Ora Resort.
Attraversiamo un mare di verde, con casupole sulla strada in salita. BEMANDOROBE è il primo villaggio che incontriamo. Bambini festanti salutano il bus. La povertà che si staglia alla vista è dignitosa e pulita.
Prima novità: Per andare all’hotel non c’è strada. Bisogna salire sulla barca a motore “Tropical Boat”. Togliamo le scarpe, sorridiamo ai bambini che ci guardano divertiti, tiriamo su i pantaloni. Le infradito non vanno bene. Meglio stare a piedi nudi dato che melma e muschio si infiltrano e ingabbiano. Un bambino sta su una barchetta. Immobile.
Poi viaaaa, a tutto gas, ad incidere l’acqua verde smeraldo. Verso dove? Non c’è nulla oltre al mare e ad alture vulcaniche.
Finchè appare la terra. Ed è paradiso! Prepotente la voglia di buttare via ciò che si ha addosso, collane, orologi. Tutto è inutile qui.
ISOLA SACRA (FADI): NOSSIFANI (PIPISTRELLI)
I malgasci credono nell’animismo. Ci sono 18 tribù diverse e ciascuna ha il proprio re. Quando muoiono i discendenti dei re si prende qui la sabbia per fare le tombe. L’isola è sacra perché qui vivono gli spiriti degli antenati che proteggono o maledicono. Qui non si può far pipì né far l’amore. Ci sono resti di coralli, paguri, animali che vivono nelle conchiglie e nei resti di conchiglie di altri animali.
Ore 18.00: C’è già buio! Il mare brontola e canta, ripetendo ritornelli infiniti. Qui si è a contatto con Dio. Nulla di commerciale. Solo l’essenziale e la natura. E gente sorridente e buona che guarda con riverenza.

CURIOSITA’:

AI MALGASCI IL TEMPO APPARTIENE. “Cosa fai? “RESPIRO”

Saluto di benvenuto: KARIBU’ Buongiorno: SALAMI Arrivederci: VELUMA Come va? IVOVO’? Sacro: FADI
Grazie: MISACIA Non c’è: NISSI Luce: FANALI
Banana: KATAKATA GHILAN GHILAN: L’essenza per eccellenza. Il fiore tra i fiori

30 luglio 2010: HELL VILLE , la capitale

Città coloniale. La più cara. La paga di un operaio è di 6 euro al mese. Ad ogni passo cambia profumo. Al mercato c’è la vita.

LEGGENDE MALGASCE:

Se un uomo è infedele la magia (ce l’hanno persone possedute dagli spiriti) fa in modo che il suo membro si trasformi in serpente che mangia le gambe.
Ovunque vendono tovaglie ricamate a mano.
ZEBU’: Mucca sacra (FADI) perché viene sacrificata per gli antenati. La si usa per lavorare, la si mangia e non si butta via niente.
LA CASA: I malgasci non vivono dentro ma fuori casa. Le fanno in eternit così le possono spostare facilmente

1 LUGLIO: LOKOBE (LUKUBE’) la foresta dei LEMURI.
Ci sono 71 specie di lemuri divisi in tre grandi famiglie e in notturni e diurni.
I lemuri vivono sempre in gruppo. Non sono aggressivi ma mai toccare la coda. Si vedono anche il boa, il macaco (gestazione di 3 mesi, aprile è la stagione dell’amore, la piccola rana, la più piccola del mondo, ha parte della schiena arancione, uccello “cu-cu”, pigro che lavora solo nella stagione della pioggia, il piccolo Camaleonte, il più piccolo del mondo, la palma viaggiatrice che dà l’acqua tagliandola.

2 LUGLIO 10: VERSO MADAGASCAR – TOUR DEL NORD

Verso porto di Hell Ville. Imbarco su motoscafo per attraversare il mare che divide Nosy Be dall’Isola grande. Arrivo ore 9.20 al porto di Ankify: un carnaio nero, come formiche farneticanti. Partenza in pulmino (10.15).
Siamo in Madagascar, l’Isola della Terra Rossa. Ci aspettano 250 Km per arrivare a Diego Suarez. Strade inesistenti con buche profonde. 7 ore di percorrenza, tra scrolloni e ondeggiamenti vari.
Scandiamo a vedere l’albero del CACAO. Assaggiamo il suo frutto: solo il seme interno è amaro, l’involucro bianco sa di caramella dolce.
Le Banane fanno UN cespuglio solo.
Chiamare queste strade è un eufemismo! Alle 17.30 è buio pesto. Non c’è luce in alcun luogo né sulle strade. Eppure la gente cammina con il buio, a piedi o sull’asino o su biciclette sgangherate.
Percorrere queste strade altamente sconnesse vuol dire rivoluzionare lo stomaco ma anche vedere la Gente vera, tranquilla, con il senso del tempo lieve.

3 LUGLIO 2010: TSINGY ROUGES e MONTAGNA D’AMBRA

TSINGY ROUGES: Il nome deriva dal fatto che i malgasci camminano in punta di piedi su questo paesaggio di un altro pianeta con paesaggio di rocce appuntite e i colori che vanno dal verde al giallo e all’ocra.
MONTAGNA D’AMBRA: Un parco dove la temperatura scende di una decina di gradi e che culmina a 1470 m., che possiede numerose cascate, laghi di crateri, varie specie di lemuri e camaleonti e la vegetazione di piante endemiche.

4 LUGLIO 2010: DA DIEGO SUAREZ ALL’AMARINA (dal Madagascar a Nosy Be)
Intera giornata di trasferimento.
Visita al Loharano Hotel – pranzo.
Ore 16.10: Arrivo al Porto di Bemandorobe. Il motoscafo non riesce ad arrivare a riva per bassa marea. Lo raggiungiamo. Non va in moto. A suon di rombi di motore va in moto e viaaa… verso il paradiso.
Alle 16.30 ci siamo. Veniamo accolti come sovrani dal direttore Marcello, da chi ci porge l’asciugamano arrotolato. E’ già pronto sulla spiaggia per la cena. Dire che questo è il Paradiso è poco!
Qui il mare quasi entra in camera, con il suo rumore, il suo odore. Come il sole.

5 LUGLIO 2010: ULTIMO GIORNO ALL’AMARINA

I piedi sulla sabbia di primo mattino lasciano leggere impronte sussurrando il nostro passaggio su quest’angolo ritagliato dal Paradiso. Assolutamente senza gente. Un gioiello della natura baciato dall’Oceano indiano. Dove il tempo si prende il diritto di essere vissuto, di essere il senso dell’uomo. Dove Venere, la prima stella brilla ed illumina il mare. Dove la Croce del Sud è chiarissima, a portata di braccio alzato, ben visibile tra un’incredibile distesa di stelle. Miliardi di puntini, occhi sull’uomo, a raccomandargli di guardare in alto e non la punta delle scarpe. Che qui non servono. I piedi scalzi sono l’ideale, da mattina a sera. Ovunque. Il tempo si basa sul sole che alle 16.30, puntuale, si inabissa nel mare, galante, per lasciare il posto alla luna e a miliardi di stelle. Tempo fatto di tutto ciò che serve. Il resto è in più. Lo dicono i Malgasci. Ricchi del loro avere TUTTO. Ricchi di vivere cinquant’anni. Ricchi di amore nel custodire i vecchi, gli antenati e le loro anime. Ricchi del ritmo veglia-sonno, del pesce e delle banane, dell’acqua della palma del viaggiatore, dei lemuri e camaleonti, unici al mondo.
11 mila kilometri per il PARADISO! Dove sei libro di essere ciò che vuoi e fare ciò che ti aggrada. Di essere te stesso. Libero. Solo. Il compagnia. In silenzio davanti al tramonto e ad un bicchiere di Rhum o in compagnia sulle poltroncine coloniali, sorseggiando succo d’ananas. Che ha il sapore della Vita. Della tua Vita. Che in questa baia, voluta da un ufficiale francese (Jean Pierre Conte, nel 1954) per amore di una malgascia, HAI PRESO IN BRACCIO.

Condividi

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

YOU MIGHT ALSO LIKE

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Articoli recenti
Archivi
Categorie
Tag