Libro Figli di Nessuno di Pasquale Guadagno 13 novembre 25

Libro Figli di Nessuno di Pasquale Guadagno  13 novembre 25

Libro Figli di Nessuno di Pasquale Guadagno 13 novembre 25

Libro: “Figli di Nessuno”, storia vera di violenza e rinascita    di Pasquale Guadagno 

A cura del Caffè Letterario Codroipese è stato presentato, nella sala Conferenze della biblioteca di Codroipo, il libro-documento Figli di nessuno (Rizzoli), scritto da Pasquale Guadagno insieme a Francesca Barra. Un incontro intenso, moderato da Paolo Mosanghini, vicedirettore del Messaggero Veneto, che ha dato voce a una vicenda familiare segnata dalla violenza e dal silenzio delle istituzioni.

Il libro Figli di nessuno (Rizzoli)  non è solo un libro, ma un documento vivo, necessario, che scava nel dolore e lo restituisce come responsabilità collettiva.

Pasquale aveva solo 14 anni il 25 aprile del 2010. Sua sorella ne aveva 18. Quel giorno tornò a casa prima del previsto, guidato da un presentimento che oggi definisce “salvifico e crudele allo stesso tempo”. Entrò e trovò la fine annunciata di una vita fatta di maltrattamenti: il padre aveva ucciso la madre.

All’epoca la parola femminicidio non era ancora entrata nel linguaggio quotidiano. Non c’erano statistiche, non c’erano dibattiti pubblici, non c’era consapevolezza. «Ai miei occhi era tutto normale – ha raccontato – la violenza era quotidianità». Una frase che gela, perché racconta quanto l’abuso sappia mimetizzarsi, diventare paesaggio, routine, normalità.

La madre di Pasquale portava già sulle spalle una ferita simile: era a sua volta orfana di femminicidio. Una catena di dolore che si tramanda nel silenzio, di generazione in generazione. Eppure, nonostante tutto, aveva sempre protetto i figli, da sola, senza mai chiedere aiuto. O forse senza sapere a chi chiederlo.

Dopo l’omicidio, Pasquale e la sorella vennero affidati a parenti paterni. Nessun percorso strutturato di sostegno, nessuna reale verifica del loro benessere emotivo. «Dicevano che era colpa di mia madre», ricorda Pasquale. Parole che feriscono quanto i colpi. Seguirono anni difficili: lo sfratto, l’assenza di tutele, la sensazione di essere invisibili agli occhi dello Stato. Orfani due volte: di una madre e di un sistema che avrebbe dovuto proteggerli.

«Non mi sono mai pianto addosso – ha detto – ma cinque anni fa sono caduto in depressione». Una caduta silenziosa, come spesso accade. «La psicoterapia mi ha salvato». Dirlo pubblicamente, con lucidità e senza vergogna, è già un atto politico.

Oggi Pasquale ha scelto di trasformare la sua storia in testimonianza. Incontra studenti, sale sui palchi dei teatri, parla nelle piazze. Racconta la violenza senza edulcorarla, ma senza lasciare che definisca il finale. «La violenza di mio padre è dentro di me – afferma – ma io ci ho costruito la mia forza». Dal primo diario, Ovunque tu sia, è nato il progetto di Figli di nessuno, un libro che dà finalmente un nome a chi spesso non ce l’ha: gli orfani di femminicidio. Bambini e ragazzi di cui, ancora oggi, non esistono dati ufficiali. Come se non contassero abbastanza nemmeno per essere numeri.

Nel 2023 Pasquale e sua sorella hanno fondato l’associazione Anime Invisibili, con l’obiettivo di creare una rete nazionale di sostegno alle donne vittime di violenza, offrire microcredito a chi vuole uscire da situazioni di maltrattamento ed educazione affettiva come strumento di prevenzione. Perché la violenza non nasce all’improvviso: cresce dove manca il linguaggio delle emozioni, dove l’amore viene confuso con il controllo.

«Dopo Giulia Cecchettin qualcosa è cambiato – ha detto – ma i passi sono lenti. Serve ascoltare chi ci è passato». Non slogan, ma esperienza. Non teoria, ma carne viva.

Guardando al futuro, Pasquale parla di «un orizzonte stupendo»: un locale a Udine, un tour in tutta Italia, uno spettacolo teatrale dedicato al linguaggio della violenza, alle parole che feriscono prima ancora dei gesti. Per continuare a trasformare il dolore in azione. E la memoria in impegno. Perché raccontare non basta più: ora bisogna prendersi cura.

 

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pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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