LA VERA STORIA DI BABBO NATALE - Pierina Gallina news

LA VERA STORIA DI BABBO NATALE

                                                    
Babbo Natale non è sempre stato così come lo conosciamo
adesso.
La prima persona che portava i doni fu  San Nicola nel 300 d.c. Era nato a Myra, dove
ora c’è la  Turchia,  da una ricca famiglia ma rimase orfano giovanissimo
perché  i genitori morirono di peste.  Fu ospitato in un monastero e, a soli  17 anni,  divenne uno dei più giovani preti dell’epoca.  La sua generosità era straordinaria tanto che regalò,
a poco a poco, tutta la sua ricchezza ai bambini poveri della sua città natale.
 Si narra che fosse  solito donare grandi sacchi di oro o
addirittura li gettasse  dalla finestra sulla
strada sottostante dove poveri del quartiere si riunivano a frotte per
raccogliere le monete. Qualche anno più tardi divenne arcivescovo, ma un
arcivescovo senza i paramenti ufficiali. Aveva solo una lunga barba bianca ed  un cappello rosso in testa.

Dopo la sua morte fu
fatto subito Santo. In quel  periodo la
Chiesa Cattolica festeggiava la nascita di Cristo e San Nicola fu inserito nel calendario.
Quando la Chiesa Cattolica e quella Protestante si divisero, i protestanti  non vollero  più festeggiare San Nicola perché il suo  esempio di generosità cristiana appariva  troppo legato alla Chiesa Cattolica e così
ogni nazione inventò il proprio “Babbo Natale”.  

In Francia era “Pére Noel”, in Inghilterra
“Father Christmas”, sempre dipinto con ramoscelli di agrifoglio,
edera e vischio,  e la Germania aveva
“Weihnachtsmann” o  “l’uomo del
Natale”.  Per gli olandesi fu
“Sinterklaas” che, a causa di una cattiva pronuncia da parte degli
americani, divenne “Santa Claus”. Quando i comunisti presero il
potere in Russia e rifiutarono la Chiesa Cattolica,  vollero avere anche loro “Babbo
Natale” e lo chiamarono ” Grande Padre del Gelo”.  Invece del solito abito rosso lo vestirono di
blu.  Tutte queste figure natalizie avevano
in comune la lunga barba bianca e il loro regalare doni ma  erano diversi 
per il colore delle proprie vesti. Chi ce l’aveva blu, chi nero, chi
rosso.   
Il nostro Babbo Natale risale al  1823, quando Clement C. Moore scrisse “A
Visit from St. Nicholas”, “Una visita da San Nicola” dove lo descrive come
un vecchio elfo paffuto e grassottelo,  vestito di verde. Fino al 1931, quando Haddon
Sundblom, disegnatore americano, creò per l’agenzia D’Arcy  del Missouri,  cui era affidata la campagna pubblicitaria
della Coca-Cola, l’immagine del Babbo Natale in rosso, con  inserti del cappuccio in pelliccia bianco , utilizzando
come modello il suo amico Lou Prentice, venditore in pensione.

La Coca-Cola Company apprezzò
talmente il risultato che la collaborazione con Sundblom proseguì fino al 1964.

Ma ormai, anche senza la Coca-Cola, il Babbo Natale con
la  lunga barba bianca, l’ inconfondibile
abito rosso, gli stivali, la cinta di cuoio e l’ immancabile sacco carico di
doni, era entrato a far parte del Natale  di quasi tutto il mondo.

Resta comunque una bella  fiaba. E Le fiabe e le storie di Natale custodiscono gerle colme di emozioni. Le fiabe nascono per volare lontano. Per toccare i cuori delle persone. Le fiabe si amano, si raccontano, si vivono, si sognano. Non solo se si è bambini…
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pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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