IL PONTE periodico del Medio Friuli – settembre 2016

IL PONTE periodico del Medio Friuli – settembre 2016

LIBRI

… COME PETALI DI LUNA…      
             
       

… parole in forma di poesia, racconti, di viaggio, di
teatro, di canzoni e altro ancora…

 Stavolta scrivo del mio libro, edito dall’Orto della Cultura.
Il secondo, realizzato dopo sette anni dal primo “Come aerei di carta”,  su sollecitazione di molte persone che, da
tempo, mi invitavano a dargli un “fratello”. Il titolo “Come petali di luna” nasce
dal fatto che la luna, per me, è musa ispiratrice dalle sembianze umane.  La luna sono io e ogni petalo è una parte di
me. Di una me a volte persa nei meandri delle fantasie che mi portano altrove
ma poi ritorno sempre alla base. Più ricca ed emozionata. Una me orgogliosa di
essere nata nel 1952 e di aver vissuto tra Pozzo, Codroipo, Camino e Codroipo
di nuovo una vita impregnata di affetti e progetti e persone e luoghi.  In una porzione di tempo lungo quasi 42 anni,
di cui 36 nella Scuola dell’Infanzia di Rivolto, ho incontrato e amato tanti
bambini, ora donne e uomini che mi salutano nel modo più bello  “Ciao Maestra”.  Mi piace specchiarmi in occhi impolverati dal
tempo ma vividi, se amati, di persone sagge che della vita conoscono ogni
sentiero.  Ne sono affascinata e ne
traggo preziosi tasselli di vita densi di significati e insegnamenti. Mi reputo
fortunata di ciò che sono, con tutte le mie timidezze e tare umane. A
sollevarmi lo stomaco sino a farmi volare sono le passioni che nutrono il mio
esistere. La mia numerosa famiglia, la musica, l’angeologia, i viaggi. Ma ciò
che mi attrae da sempre è scrivere. Per me, scrivere è come respirare. E questo
libro distilla parole, dalle fogge e colori più disparati.  Vi si leggono poesie, in lingua friulana e
italiana, poesie scritte dai miei nipoti, racconti, poesie e racconti in
viaggio, racconti per ridere e d’amicizia, quasi canzoni, testi di teatro e
parole di “carta”, ovvero articoli e redazionali apparsi su varie testate
giornalistiche, e recensioni di libri, scelte tra le tante pubblicate. Dedico
questa raccolta ai miei sette nipoti: Sofia, Ambra, Morgana, Evita, Maria Zoe,
Sebastian e Vincent. Sette immensi semafori nell’incognita dell’eternità. Mi
sorprendo a sperare che il mio viaggio tra loro sia ancora lungo ma so

bene che
un giorno dovrò preparare i bagagli e partire. In realtà ho poche cose da
metterci dentro. Libri, sì, così continuerò a leggere loro quando sarò nel Paradiso
delle nonne. Leggerò fiabe, poesie, racconterò di lune parlanti e case fatate, canterò
la bellezza del vivere e ninne nanne per addormentare un mondo in pace. E,
dondolando sulla luna, riunirò tutti i petali in un mazzolino e ne farò dono al
buon Dio.

Il libro sarà
presentato  venerdì 14 ottobre, ore
20.30, da Ferrin a Bugnins di Camino T.  a
cura della poetessa Viviana Mattiussi. Ingresso libero con momento conviviale.

 

CODROIPO

POZZO, BEANO E RIVIS, UNITI NEL NOME DI SAN ROCCO

Attaccata al cimitero di Pozzo, sorge la chiesetta di San
Rocco che, ogni 16 agosto, accoglie anche gli abitanti di Rivis e Beano per la
Messa, in onore di un voto che i tre paesi fecero a San Rocco qualora li avesse
salvati dalla peste e, in seguito, dalle orde di Napoleone. Così fu e la
tradizione continua, con una  Messa
riservata a Beano e Rivis, e quella agli abitanti di Pozzo, officiata da Don
Fabio Varutti, accompagnata alla tastiera da Olindo Bosa.  La chiesetta fu costruita intorno al 1400,
nel punto dove si trovava un pozzo all’incrocio tra  due strade fiancheggiate dal Tagliamento. Qui
i pellegrini sostavano, si dissetavano e si riposavano.  Intitolarla a San Rocco fu una scelta naturale,
così come chiedergli la grazia e sceglierlo come patrono. Si sa, infatti, che egli
fosse  un pellegrino e taumaturgo francese,
Rocco di Montpellier, vissuto tra il 1350 e il 1379, che camminasse  senza meta, di luogo in luogo, aiutando
chiunque avesse bisogno. È il santo più invocato, dal Medioevo in poi, nel
mondo contadino, nei terremoti, epidemie ed è il protettore dal terribile
flagello della peste. Egli si occupava dei malati che, a volte, venivano
abbandonati persino dai familiari. Molti di essi guarirono in modo miracoloso,
il che contribuì a far emergere il carisma del santo presso una popolazione
terrorizzata. Con il passare dei secoli è divenuto uno dei più conosciuti nel
continente europeo e oltreoceano, ma è rimasto anche uno dei più misteriosi. Oggi,
a Pozzo, la chiesetta di San Rocco ha bisogno di restauri urgenti. La piccola
frazione di Codroipo e, in particolare, gli abitanti di Via San Rocco,
continuano a prendersene cura, con la pulizia, la manutenzione ordinaria, la
celebrazione della Messa ogni 2° domenica di ogni mese. Ma non basta. Il
comitato spontaneo, promotore di lavori già effettuati con autofinanziamento, guidato
da Angela Pevato e dal pittore Ennio Martinis, da tempo sottolinea che il
pavimento si sta disgregando e l’umidità scolora gli affreschi. Manca la fonte
battesimale, rubata negli anni 70. Al posto delle statue trafugate ben due
volte, si ammira la serie di tavole in legno raffiguranti la Via Crucis,
realizzata dall’artista di Pozzo, Galdino Tomini. Il quadro di San Rocco,
realizzato da Ennio Martinis, fa bella mostra davanti all’altare così come la
statua donata dagli abitanti di Via San Rocco, ma la devozione non basta. Si
rischia di perdere un patrimonio della zona, una chiesetta votiva che, pur
senza pretese di fama, è testimone della storia friulana. Non quella scritta
sui libri, bensì quella della vita di ogni giorno, legata all’umile destino del
popolo delle campagne spesso trascurato, a un voto, a pestilenze, a guerre o a
altre disgrazie, al bisogno di protezioni soprannaturali sulle attività rurali.
 E’ un bene culturale che acquista sempre
maggiore rilievo in quanto espressione dell’antica civiltà locale, voluto dalla
gente comune con pochi soldi, tirato su da costruttori locali che  lavoravano come potevano e a buon prezzo, ma
con coscienza e buona conoscenza del loro mestiere. Sarebbe un peccato
abbandonarlo all’ingiuria del tempo 
perché questo luogo sacro è un bene di tutti, ricco di valori immortali,
 forte legame con un passato che pretende
dignità.

                                                                                                                                             
CODROIPO

IL CANTANTE ANGELO SERETTI è in classifica nelle Radio
Nazionali

Non sono molti i cantanti Friulani che sono entrati nelle
classifiche Radio Nazionali. Ce l’ha fatta, e di nuovo,  Angelo Seretti, il cantante codroipese
quarantenne, già noto al pubblico per le numerose apparizioni televisive e
radiofoniche. Con il nuovo singolo ”Bye Bye city” è, infatti,  entrato in classifica Radio Nazionale MEI.
Angelo porta alto il nome del Friuli in Europa, dove spesso si esibisce in
concerti live. Viene definito un “Crooner” , stile Frank
Sinatra,  ovvero a metà strada tra un
cantante di musica popolare e un cantante di musica jazz . Un cantante
confidenziale insomma, che gioca  con la
voce facendo leva sulle qualità vocali più vicine al parlato, alla confidenza.
Angelo si è fatto  notare da tempo grazie
a questa personale caratteristica 
vocalità e alla tecnica swing. Dopo il grande  successo decretato al suo ”Let it be
me”,  cantato insieme con la Star degli
anni 80 George Aaron, Angelo torna a fare parlare della sua musica.  La canzone ”Bye Bye city” è subito piaciuta a
molti DJ che lo hanno messo in rotazione sulle varie radio sia FM che Web radio
consentendole di entrare nella classifica Radio Nazionale MEI.  Diverse interviste dalle radio estere ne
confermano l’apprezzamento anche fuori dall’Italia. Viene girato un video,
cliccatissimo su Youtube, e molti portali musicali iniziano ad interessarsi al
cantante codroipese. Anche la stampa si incuriosisce, e compaiono interviste su
pubblicazioni del settore musicale e di spettacolo. Angelo Seretti nasce in
Francia nel 1976, in una famiglia di artisti; tra padre e fratelli, alcuni
hanno fatto della loro passione per pittura e scultura una professione.  Il talento di Angelo è la musica, tanto che
fin da piccolo si perfeziona in pianoforte e canto. Trae ispirazione dai
cantanti “Crooners”, affina nel tempo la tecnica swing, conquistando
sempre maggiore favore nel settore dell’interpretazione. Nel 2012  firma 
un contratto con la prestigiosa etichetta “Ghiro Records” di David
Marchetti. Inizia poi una tournee in Italia, Germania e Francia. Nel 2013 viene
invitato a Sanremo Doc, partecipa a vari concorsi a livello regionale e
nazionale, che culminano con la vincita delle selezioni di Friuli Venezia
Giulia e Veneto di “The Talent”. Si esibisce più volte al programma
“Millevoci”, a diffusione nazionale ed internazionale, insieme a Bobby Solo,
Amedeo Minghi, I cugini di campagna, i Jalisse e molti altri. Angelo canta
fluentemente in ben 5 lingue e ha in serbo un altro album  più un tour, dal 4 all’ 11 novembre, in Gran
Bretagna. E’ un personaggio aperto al mondo grazie al suo talento vocale e
musicale. Egli continuerà a portare alto il nome della sua città, Codroipo, e
del Friuli nel mondo.

                                                                                                                                                            

CAMINO al T (UD)     BUGNINS VECCHIO

ROSANNA PERESSINI “OSANE” SOFFIA SU 102 CANDELINE

Nella Casa di Riposo di Codroipo è quasi una regina. Il
portamento nobile, minuscolo ma non fragile, eleganti golfini, sorriso
accogliente per chiunque le si avvicini.  Ha la pochette con i suoi tesori, appoggiata
al tavolino della sedia a rotelle. In sala da pranzo, al primo piano, ha il
posto privilegiato, accanto al finestrone.  E’ Rosanna Peressini, nata a Bugnins Vecchio il
22 agosto 1914 e non  dimostra certo le
sue 102 primavere. Per tutti e da sempre Osane, perché Rosanna sarebbe stato un
nome troppo lungo. Figlia di Ines Liani e di Francesco Peressini, cresce in una
famiglia allargata, dove il vecchio nonno fa le veci di suo padre, sempre “pa
lis merichis”. A 20 anni, Osane se ne va in treno a Roma.  A servire, a casa di un generale originario
di Avellino, dove accudisce  una bimba piccolissima,
Maria Antonietta., dal carattere un po’ troppo vivace  ma che, per i 100 anni, le ha telefonato
regalandole  una grande gioia.  Ha molto da raccontare Rosanna. Della guerra
per esempio. “Durante la seconda guerra mondiale io ero a Roma e mi ricordo
tutto, per filo e per segno. Ero sempre con Maria Antonietta che voleva
scappare fuori Roma”. Poi il ritorno a Camino, al servizio dalla famiglia
Giavedoni, assistendo per molti anni il padre della signora Luisa, della
signora Pucci e della signorina Angioletta, meglio conosciuta come Cinine, fino
alla fine dei suoi giorni.  Non le sembra
vero di aver raggiunto un traguardo così importante e dice, agitando le mani
affusolate “Fin che al è chel chi. Dopo si saludin” “Finchè funziona la testa.
Dopo ci salutiamo”.    Alla sua festa molte persone le hanno fatto
gli auguri. L’Assessore alla cultura di Camino, Cristina Pilutti, le ha portato
il saluto di tutta la comunità.  Sorride
Rosanna, con la serenità di chi ha tutto e si affida al Signore. Il viso sembra
incipriato e i capelli di un bianco sfumato azzurrino in tinta con il golfino
di morbido cotone.                                                            

 

CAMINO

16 SETTEMBRE: CONCERTO ALLA VITA con il Gruppo “ALI di ALI”

 

Si tratta di un Concerto-evento, un Concerto alla VITA che
non si potrà scordare facilmente e andrà in scena nella Sala Teatro venerdì 16 settembre, dalle ore 20.30,
con apertura della mostra pittorica di Alice Conco, cui seguirà la
presentazione del suo libro “Semplicemente Lei”. Dopo l’intermezzo musicale a
cura delle violiniste Elena Sbruazzo, Letizia Locatelli, Beatrice
Pellegrini,  inizierà il Concerto alla
VITA, con  canzoni  rivisitate dai cantanti Laura Ragazzon,
Francesca Verbasi, Marzia Zandonà e Mattia Perin, provenienti dal Veneto. Un
mix di parole, colori, musica e voci dai contenuti molto potenti sotto il
profilo emotivo.  Perché parlano della
Vita, di quando il silenzio copre il dolore, di quando non tace la musica ma
canta il cuore. Il libro e la mostra di Alice Conco rivelano come lei, dopo una
coraggiosa scelta di vita,  sia riuscita
a costruire un personale equilibrio, stabilizzato con sorprendente energia
nella pittura e nella scrittura.  Alice è
finalmente Donna, dopo che madre natura l’aveva imprigionata in uno sbagliato
corpo di uomo. Alice è persona vitale nei talenti e nella sensibilità verso il
prossimo prima che verso se stessa. Alice riesce a volare, sulle ali di un
angelo, fino a toccare quella speciale forma di perfezione invocata per tutta
la vita, soffocata troppo a lungo per timore della scure del  giudizio. 
Indossa ali di libertà.  Ali
spezzate da grande dolore ma che hanno imparato a volare, senza farsi strappare
dall’ottusità e dall’umana cattiveria. Il concerto, dal sapore di un musical,
ispirato alla storia di Alice, sa prendere per mano l’ascoltatore elevandone la
sensibilità  fino all’empatia e alla
comprensione di ciò che troppo spesso sembra appartenere solo ad altri o viene
confinato nel rifiuto o nell’indifferenza.  
Canzoni del calibro di “Imagine” in versione Unicef, “Hallelujah” di
Burke, “Perché” di Alex Britti, “You raise me up”, “Gli uomini non
cambiano”

di Mia Martini, “Angeli siamo noi” inedito con musica e testo
recitato di Alice Conco , “Puoi sentirmi ancora” dei Pooh, e “Io voglio vivere”
dei Nomadi trovano le parole adatte a descrivere il percorso vissuto da Alice,
carico di sofferenza, sensi di colpa, fino alla tentazione di gesti estremi,
eppure ricco di opportunità che la accompagnano verso un traguardo di gioia,
completezza, piena realizzazione dei propri talenti, a beneficio di una società
in evoluzione.  Sempre a testa alta.   L’evento è organizzato dal Comune di Camino
T, assessorato alla Cultura, e patrocinato dalla Commissione Provinciale Pari
Opportunità tra uomo e donna. Ingresso
libero.

                                                                                                                                                 

PANTIANICCO

ANGEL’S WINGS RECORDING STUDIOS TRA I 4 MIGLIORI STUDI
D’EUROPA

Un’eccellenza tutta friulana ha sede in un piccolo paese
della campagna friulana: Pantianicco.

Scelta fatta col cuore e con la testa da Monica Zinutti e
Nico Odorico, titolari di quello che è stato premiato e riconosciuto tra i
migliori studi di registrazione d’Europa dal Pro Sound Awards 2016 di Londra, la
manifestazione che premia a livello europeo i migliori studi ed esperti del
settore audio. Al 22 settembre il verdetto finale a Londra ma la soddisfazione
è già alle stelle.  Gli Angel’s Wings
Recording Studios sono una struttura all’avanguardia che ha deciso di seguire
una nuova visione di studio di registrazione in Italia. La filosofia che hanno
privilegiato è fare musica con passione e piacere, riportando l’anima al centro
del processo produttivo musicale ma sempre ad altissimi livelli tecnici. Valore
aggiunto è la  trentennale esperienza di
Nico in ambito musicale che, insieme a Monica, sua compagna di vita,  ha voluto creare un luogo inedito, quasi un’
oasi, dove gli artisti possano trovare ispirazione, registrare e comunicare al
meglio le proprie canzoni. Insomma, emozionare facendo musica.  Al termine del percorso di registrazione, il
prodotto musicale è il risultato di una esperienza artistica intensa che non
tralascia nessun dettaglio tecnico e qualitativo. La struttura è stata
inaugurata il 7 febbraio 2015 da una madrina d’eccezione, la cantante italiana
Cristina Donà, e vanta un area di 250 mq. 
Gli ambienti sono ispirati ai modelli degli studi anglo-americani dove
la produzione musicale è vissuta in modo piacevole. Chi entra si sente  subito a proprio agio e può creare musica come
se fosse a casa propria. Molti sono i grandi nomi della musica che qui
approdano per registrare i loro pezzi. Bobby Solo, la famosa cantante slovena
Tinkara Kovac, Luca Napolitano, George Aaron, Tamara Obrovac, l’Italian Gospel
Choir, il The Powerful Gospel Corale, il coro FVG Gospel Mass Choir, gli
Harmony Gospel Singers, il pianista jazz Claudio Cojaniz, il chitarrista Gianni
Rojatti, il cantante Gianni Drudi per citarne alcuni.  La loro stima attesta la validità a livello
locale, nazionale e internazionale dell’Angel’s Wings Recording Studios,
orgoglio friulano nel mondo.

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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