“IL PONTE” DICEMBRE 2010

“IL PONTE” DICEMBRE 2010

CAMINO
DELITTI ROCK

Serata strabiliante in Teatro con l’anteprima del programma televisivo di Morgan che andrà in onda su Rai 2 il prossimo anno: Delitti Rock. Re della scena Ezio Guaitamacchi, vestito di bianco con bianco cappello. Con ali d’angelo rosso Laura Fedele al piano e Brunella Boschetti, angelo in bianco e voce. Autentiche corde rock e passione alle stelle veicolata dal pianoforte a coda nero lucido e da quattro chitarre. Una per ognuno dei grandi del rock accomunati da morti sospette alla stessa età: 27 anni. Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison, tutti misteriosamente scomparsi tra il 1969 ed il 1971. Tutti con la J nel nome. Tutti del famigerato club J27. Verità segrete svelate a suon di battute e note dalla dialettica coinvolgente ed incalzante di Ezio, nei panni di Ralph J. Gleason, giornalista musicale. Con le obbedienti chitarre, Guitamacchi ha narrato i retroscena delle celebri morti, dovute a motivi molto diversi da quelli dichiarati. Brian Jones, fondatore dei Rolling Stones, morto la notte del 3 luglio 1969 nella piscina di casa sua, nonostante fosse un provetto nuotatore. Jimi Hendrix, la notte del 18 settembre 1970, a Londra, volutamente non venne soccorso nel modo corretto dagli operatori dell’ambulanza quando si accorsero del suo colore di pelle. Janis Joplin, il 4 ottobre 1970, non aveva motivi per essere triste ne per pensare alla morte dato che stava per sposarsi. Solo tre persone al funerale di Jim Morrison, morto la notte del 3 luglio 1971, ufficialmente per overdose. Ma non per propria scelta.
Grazie ad uno spettacolo raffinato e coinvolgente, verità inedite e mitiche canzoni, hanno mandato in visibilio il pubblico, sintonizzato sul ritmo di “Hey Jo”, di “A piece of my heart” fino a “Mississipi” di Bob Dylan, per chitarra e voce. Un’immersione totale nell’atmosfera anni 60, fino a carpirne l’inconfondibile profumo. Con il desiderio di scoprire la verità sul libro “Delitti Rock” di Ezio Guaitamacchi, musicista e giornalista musicale, dove leggere storie di artisti, scomparsi in circostanze misteriose, che probabilmente con la loro musica stavano cambiando la società.
Storie così sorprendenti, curiose, appassionanti che neanche uno genio del cinema come Oliver Stone sarebbe stato in grado di scrivere.

CAMINO
NELLO VENIER: LA VOCE DELLA NATURA

Parla sempre con il cuore in mano, Nello Venier ed il suo sguardo si illumina quando può raccontare di alberi e di genti e di sassi del Tagliamento e della sua Camino. Che gli appartiene come una creatura che ha visto crescere e a volte invecchiare o sparire. E allora dai suoi occhi sgorga l’acqua di un cuore ancora bambino, capace di sorvolare il tempo e gli eventi spesso tragici che risorgono prepotenti dal cesto dei ricordi. Ma Nello non li tiene rinchiusi! Sa coglierli invece, e tenerli da conto, proteggendoli dall’abbandono. Come fa con il gelso davanti a casa sua. Un gelso di 230 anni ormai ridotto a nuda e debole corteccia abbracciata da una pianta di fico. Che sarebbe certo stato abbattuto dal vento o dai fulmini se Nello non l’avesse sempre potato, curato e, soprattutto, amato. Alla fine di Via Tagliamento, all’incrocio con Via Magredi, ci si può fermare a leggere la storia che qui è stata vissuta e raccontata in ciò che rimane di un gelso glorioso. Se poi sorge la curiosità di saperne di più basta chiedere a Nello e lasciarsi conquistare dal suo caldo tono di voce. E poi, magari, farsi accompagnare nel “museo”, allestito con pazienza ed infinita cura a casa sua. Aprire la porta ed entrare in quella stanza è esperienza che sa di buono. Che si nutre delle sensazioni che provengono da vecchi scarponi, arnesi e giochi di un tempo passato, trappole per talpe e topi, imbuti per le oche, resti di bombe del bombardamento del 16 gennaio 1944. E da una borraccia della prima guerra firmata Candido Giuseppe. “L’ho trovata nel Tagliamento – racconta Nello – dove era stata buttata. L’ho raccolta e la conservo con grande cura”. Nello è parte integrante della trilogia del mondo contadino: uomo, animali, piante cui è ancorato come se fosse oggi il tempo in cui i bambini ascoltavano le storie dei nonni, in rispettoso ed affascinato silenzio. Quando era bello stare insieme in famiglie numerose e la vita era dura ma autentica.

CAMINO

“DOLCI RICORDI”, PER UNA SERA, DOPO 40 ANNI

Tra i nati a Camino dagli anni 1942 al 1949 si è avverato uno storico ritrovo, dopo oltre 40 anni. Coloro che hanno vissuto insieme gli anni della scuola e delle prime uscite da ragazzini, si sono dati appuntamento da “Salvestri” per il semplice ma forte piacere di rincontrarsi. In 40 hanno detto “sì” all’invito e qualcuno è arrivato da Milano e dalla Svizzera per esserci. L’emozione dell’originale modo di rivedersi ha coinvolto tutti i caminesi “doc” che, durante la mitica serata, si sono scambiati foto e filmati d’epoca, naturalmente commentandoli con una punta di nostalgia. Dalle chiacchierate lunghe una sera hanno spiccato il volo episodi e tasselli di vita rimasti ben stretti alla memoria come i balli con il mangiadischi, le fette di anguria mangiate sul “lavadôr” del “Vâr” o i festini a luci spente da Bepi Missana. Soddisfatti gli ideatori della allegra rimpatriata, Bertina e Luciano, che hanno promesso di ripetere l’appuntamento senza far passare altri quarant’anni…

CAMINO

RACCONTI DI ALBERI E DI VIAGGI IN CANTINA

Nell’ambiente agreste della Cantina Ferrin, a Bugnins, hanno trovato degna ospitalità due degli eventi previsti dal festival del racconto nelle Terre di Mezzo: Il Racconto degli alberi e del Viaggio. Valeria Lanini Macuz, responsabile di “giardini aperti” e insegnante al’Ute di San Vito al T. ha coinvolto il pubblico con la sua passione per il giardinaggio, svelando i segreti per un giardino bello tutto l’anno. Il giornalista Roberto Bongiorni, inviato di guerra del Sole24Ore, ha trattato le avventurose esperienze vissute a Gaza, Beirut, Nairobi, Kabul oltre che i conflitti in Africa e Medio Oriente. Guerre del petrolio, elezioni truccate, la furbizia dei contrabbandieri, gli eroismi dei medici, e poi le sevizie cui sono sottoposte le bambine, sono emerse dai suoi racconti-testimonianze in tutto il loro tragico spessore. Dalle sue parole sono affiorate immagini crude ma reali di gente che normalmente convive con la guerra, di donne che scelgono di fare il soldato, di anziani con la vista appannata, di bambini già mutilati e destinati a far parte dell’altissimo stuolo degli analfabeti. Un tassello di mondo in sofferenza approdato virtualmente a Bugnins, quasi a trovarvi ristoro e speranza!

CODROIPO
PRO LOCO IUTIZZO PARTECIPA A TELETHON
Il 17 e 18 Dicembre a Udine la Pro Loco San Marco di Jutizzo, insieme all’Associazione Festa in Piazza di Talmassons, parteciperà alla 12^ Staffetta 24x1ora in favore di Telethon. La collaborazione tra le due Associazioni si concretizzerà nell’allestimento di un chiosco/ristoro per i corridori e non, posizionato presso l’inizio di Via Vittorio Veneto (angolo Piazza Libertà), ma soprattutto nell’organizzazione di squadre di “atleti” formate da 24 persone ciascuna, che correranno ognuna per un’ora. Il ricavato delle quote di iscrizione di ogni atleta (10 €) e i proventi del chiosco andranno in favore della raccolta fondi di Telethon. Il presidente Sergio De Clara estende l’invito alle varie associazioni affinchè trovino tra i loro soci persone disponibili a correre per un’ora in favore di Telethon, precisando che si tratta di staffetta non competitiva, aperta anche ad “atleti” meno allenati e a persone che desiderano camminare un’ora in compagnia con scopo umanitario. Le informazioni, regolamento e piantina sono disponibili sul sito www.telethonudine.it. Chi fosse interessato può contattare la referente della Pro Loco per l’iniziativa, Michela Fabiani, all’indirizzo mail miki7007@email.it.

CODROIPO
LINGUE MINORITARIE: APRONO LA MENTE E VALORIZZANO LA CULTURA LOCALE
Maggiore apertura della mente oltre alla valorizzazione delle culture locali sono le parole chiave emerse con sicurezza dal convegno-dialogo di tre giorni tra insegnanti, dirigenti ed esperti di tre regioni: Puglia, Calabria e Friuli. Griko, Arbereshe e Friulano, tre lingue che, secondo le risultanze degli esperti, sono dotate di dignità e importanza tali da consentire loro di essere inserite nei curricoli delle scuole, dall’infanzia alla secondaria. “Come valutare l’insegnamento nelle scuole delle lingue minoritarie” era l’obiettivo del convegno improntato su lingue il cui insegnamento non deve essere più affidato alla buona volontà dei docenti, non soggetto a scelta, non relegato a ruolo minoritario bensì degno di costituire materia di studio trasversale. Ciò è emerso anche dal confronto del gruppo tecnico, coordinato dalla docente di didattica delle lingue moderne e di educazione plurilingue all’Università udinese Silvana Schiavi Facchin e dal docente della facoltà di Scienze della Formazione triestina, Bruno Forte. L’imperativo è che le lingue meno diffuse debbano essere organismi viventi in grado di adattarsi ai tempi moderni e saper circolare, dimostrando in ogni modo la propria ricchezza. Un segnale preciso a quanti, spesso anche nella realtà friulana, tendono a sminuire gli sforzi dei docenti che da anni si battono in questa direzione. Dal sindaco Boem come dai relatori e dai dirigenti è stata ribadita la necessità di tenere duro e difendere con convinzione le lingue minoritarie, così definite perché parlate da un numero minore di persone e non di scarso valore. Nonostante le difficoltà. “ E’ importante che il mondo della scuola formi bambini ricchi di strumenti, in grado di affrontare il mondo nella complessità, non semplificata come vorrebbe l’adulto” ha affermato il primo cittadino in apertura, dopo aver ammirato le classi quarte della primaria “Candotti” di Codroipo, coordinate dalla docente Lorella Moretti, cantare e comunicare divertenti contenuti in lingua friulana. A dimostrarne le doti di “apri cervello” di gran lunga maggiore della lingua italiana o inglese, grazie al superiore numero di combinazioni lessicali possedute. Dal convegno è emersa anche la necessità di inserire le lingue minoritarie nella scheda di valutazione degli alunni, al pari delle altre materie di studio.

CODROIPO
Folco Quilici al Teatro “Benois”

Evento inedito al Teatro “Benois”, patrocinato dal Comune ed inserito nel Festival del Racconto nelle Terre di Mezzo. Offerto da Bluenergy Group in sinergia con Abaco Viaggi, che ha dato in omaggio ai partecipanti un biglietto per la mostra “Munch e lo spirito del Nord” di Villa Manin, l’incontro con Folco Quilici, giornalista, scrittore, scenografo, grande viaggiatore per passione e professione. Un elegante uomo di 80 anni nei cui occhi si riflette il mondo!
Lo stesso che egli ha portato nelle case fin dagli anni 50 e dove ha lasciato le orme nei posti più disparati, vivendo avventure estreme in terre sconosciute. “Ringrazio il cielo che il mondo sia cambiato” ha detto al pubblico con fare garbato ed eloquente. ” In 40 anni di lavoro ho ammirato la fantasia dei riti più antichi, ho fatto fotografie e filmato scene irripetibili. Io filmavo, fotografavo ma non potevo verificare la qualità del mio lavoro. Le pellicole venivano sviluppate soltanto al ritorno. Non c’era la tecnologia odierna a darmi una mano ma mi sono sempre fatto aiutare da equipe di scienziati che avevano l’handicap di non sapersi rivolgere al grande pubblico.” In dialogo con Piero Villotta, giornalista di Rai Tre, alla domanda “Qual è il viaggio che Quilici consiglia?” ha risposto: “L’India è il viaggio! Lo consiglio perchè esistono tradizioni radicate e non si muore per un morbillo”.
Folco Quilici, ha portato con sé uno straordinario bagaglio di storie accumulato in oltre mezzo secolo di carriera nelle Terre d’avventura, nel cinema, nella saggistica e nella narrativa. I suoi numerosi film sono stati distribuiti in tutto il mondo. Per “Toscana, del ciclo “L’Italia dal cielo”, cui hanno collaborato nomi di massimo prestigio come Calvino e Sciascia, ha ottenuto una nomination all’Oscar. Per vent’anni ha diretto e curato la rubrica “Geo” su Rai 3. Collabora con importanti serie televisive sulla piattaforma Sky, canale “Marco Polo”, per cui conduce “In luoghi e tempi lontani”. Signore cittadino del mondo, Folco Quilici ha lasciato a Codroipo traccia del suo sapere enciclopedico, del lavoro e dell’opera di artista, viaggiatore poliedrico e raccoglitore di migliaia e migliaia di immagini e pagine.

SEDEGLIANO:
ADDIO A CLEOPATRA DEL DO’

Nata nel 1916 a Torreano di Martignacco, Cleopatra Del Do, affettuosamente “Clea”, è mancata nella sua casa di Gradisca di Sedegliano, attorniata dagli affetti più cari: i figli Paolo e Gianna, vedova del grande cantante lirico Plinio Clabassi, che dal 1946 al 70 ha solcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo. Cleopatra ha altri due figli, Marilena residente in Svizzera e Luigi, marito di Lella Cuberli, riconosciuta a livello internazionale una tra le più grandi soprano ancora in auge, che dagli anni 80 si è fatta apprezzare anche oltre oceano. Cleopatra ha vissuto una lunga vita, costellata dalle vicende collegate alla seconda guerra mondiale, al marito in prigionia, mantenendo sempre salda la fede e l’osservanza dei valori della generosità, dell’apertura al prossimo e della laboriosità. E’ stata una gran sostenitrice e amica di Suor Amelia Cimolino, la missionaria in India nativa di Carpacco, pluripremiata e definita la “Madre Teresa “ friulana. Continuamente attorniata da un folto stuolo di parenti e amici, Cleopatra ha riservato sempre a tutti un sorriso, grande disponibilità e riconoscenza. Era sua consuetudine accogliere chiunque fosse andato a trovarla recitando filastrocche e poesie del suo ampio repertorio, aggiungendo sempre un “grazie” e un “Dio ti benedica”.

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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