Il PONTE del FRIULI CENTRALE – aprile 2016

Il PONTE del FRIULI CENTRALE – aprile 2016

LIBRI          

HOMO
SAPIENS di Claudio Tuniz e Patrizia Tiberi Vipraio

 

Vita,
morte e miracoli dei nostri lontani antenati sta tutta tra queste pagine
scritte da  Claudio Tuniz,
paleontropologo nucleare  del Centro
internazionale di fisica Teorica di Trieste e Patrizia Tiberi Vipraio,
economista già docente di Economia internazionale all’Università di Udine.
Dentro ci sta anche la realtà, dura, che ci riguarda. Siamo in sette miliardi e
graviamo su un bollino, ovvero la Terra. Anche noi, ultimi Sapiens sopravvissuti,
siamo stati sull’orlo dell’estinzione. Nel 1973 mangiavamo mezza Terra, oggi
consumiamo un pianeta  e mezzo. Nel 2050
mangeremo 3 pianeti.  Consumiamo, cioè,
più di quanto produciamo. Abbiamo di che essere allarmati? Altroché. Noi apparteniamo
alla terra, non la terra a noi. Ma come siamo arrivati a questi punto?  Partendo da 6-7 milioni di anni fa e
continuando un viaggio a tappe tra cui  la conquista del controllo sul fuoco e la
comparsa del pensiero simbolico, con la relativa «facoltà di astrazione»
80-100  mila anni fa.  Fu tra 1,5 e 2 milioni di anni fa che il
nostro antenato Homo ergaster cominciò a usare il fuoco. Superò la «paura
innata» che la fiamma ispira a tutti gli esseri viventi e ciò gli permise di
sfidare i grandi carnivori, di cacciare con maggior successo, di cuocere i
cibi, di difendersi dal freddo e quindi di spostarsi dall’Africa, culla
dell’umanità, a regioni del mondo dal clima più rigido. La nutrizione più sana
e variegata favorì anche l’aumento di volume del cervello accelerando  a dismisura l’evoluzione culturale, fino ad
allora molto lenta e circoscritta, che ha moltiplicato le abilità e le
conoscenze dell’uomo, fino ad assumere una velocità impetuosa. L’Homo Sapiens
arrivava dall’Africa e solo grazie all’immaginazione è riuscito ad azzerare i
Neanderthal. Ha impiegato 30mila anni per diventare bianco. Poi ha conquistato
il mondo.  I Sapiens siamo noi. Siamo
diventati uomini “moderni” non appena abbiamo imparato a immaginare mondi
diversi da quelli in cui viviamo, e a rappresentarli e raccontarli, attraverso
«un linguaggio complesso e condiviso all’interno della società». L’immaginazione
ci ha fatto diventare la specie dominante. Ma i progressi hanno anche aspetti
pericolosi. A forza di scherzare con agenti distruttivi come il fuoco, abbiamo
inventato armi in grado di cancellare la vita dal nostro pianeta, enormi
ricchezze virtuali alle quali non si sa più se corrispondano beni reali. E’
risaputo che siamo arrivati fin qui attraverso il passaggio delle diverse
specie umane che hanno popolato la Terra e che hanno lasciato tracce nei nostri
geni. Dall’inizio dell’era glaciale  non
ci siamo più fermati, e oggi siamo ormai in deficit cronico nei confronti nel
rapporto fra risorse rinnovabili e risorse consumate sul nostro pianeta.  Forse dovremo adattarci a mangiare insetti,
perché gli attuali ritmi nel consumo di carne e pesce, a lungo andare, appaiono
insostenibili per l’ ambiente. Per chi rifiuta un destino vegetariano, una
ricca fonte di proteine può essere costituita da scarafaggi e bruchi, formiche
e cavallette, disponibili in grande abbondanza, che già adesso, secondo quanto
riferisce la Fao (agenzia dell’Onu per l’alimentazione), contribuiscono alla
dieta di un quarto dell’umanità, specie nei Paesi tropicali. Magari con qualche
accorgimento, trasformando gli insetti in farina, potremmo accettare di
nutrircene anche noi occidentali. Del resto per circa 190 mila anni i nostri
diretti antenati se ne sono regolarmente cibati.

Avremmo
bisogno di «una rivoluzione culturale», scrivono Tuniz e Tiberi Vipraio, per
imbrigliare le forze che abbiamo messo in moto. E, in primis, consumare tanto
quanto la terra può darci.

Il
libro è stato presentato il 20 febbraio da Ferrin a Bugnins di Camino T, con il
coordinamento di Davide Lorigliola.                                                                     

 

CAMINO
AL TAGLIAMENTO – BUGNINS

       L’ADDIO A DON RICCARDO FLOREANI, da 60
anni parroco di Bugnins e Straccis

Don
Riccardo Floreani, 93 anni e pochi mesi, sacerdote da 68,  nelle parrocchie di  Bugnins e Straccis dal 1956, ha tracciato
indelebile impegno e generosità. Aveva celebrato la prima messa nel dicembre
1947 a Majano e fino al 1956 era stato cappellano a Biauzzo. Il 4 marzo 2016 se
n’è andato a scrivere altri libri in un luogo dove non serve l’ADSL per fare
ricerca.  Fin che le forze glielo hanno
concesso, infatti, Don Riccardo, ricercatore infaticabile ed appassionato, ha
studiato, scritto e letto nella Fraternità Sacerdotale di Udine, dove da un
anno era ospitato e amorevolmente assistito dal Direttore  Mons. Saverio Mauro e da tutto il
personale.  Don Floreani aveva voluto la
connessione internet in camera per potervi svolgere meglio l’attività di
ricerca. Già nel 1972 egli aveva pubblicato la sua prima ricerca sulla storia
di Belgrado e Varmo, dal titolo “La Pieve di Rosa e il Comune di Camino al
Tagliamento”. Da allora ha collezionato nove libri che documentano con
precisione certosina gli avvenimenti e gli sviluppi storico-religiosi e
artistico-architettonici della zona del Medio Friuli solcata dal fiume
Tagliamento.  Tra questi “La Madonna
della salute di Straccis”, “Con Maria nel Friuli”, “Pontefici e Patriarchi”,
“Quel vento che spirò lungo il Tagliamento”. Promotore instancabile del Centro
di aggregazione giovanile di Bugnins, del gruppo di preghiera di Straccis e di
Bugnins, egli ha dedicato molte energie alla divulgazione delle apparizioni
della Madonna anche tramite la radio “Voce nel deserto”. Tra i vari
riconoscimenti conferitigli spicca l’onorificenza di Cavaliere per meriti
sociali del 2 giugno 1989, a cura dell’allora presidente della Repubblica
Francesco Cossiga. Al funerale, presieduto dall’ Arcivescovo Andrea Bruno, dal
già Arcivescovo  Pietro Brollo e onorato
da una ventina di sacerdoti, tra cui Don Saverio Mauro, Don Antonio Raddi, Don
Roland Kulik, ha richiamato una grande folla, commossa e partecipe. Presenti
anche i sindaci Nicola Locatelli e Fabio Marchetti, dai già sindaci Beniamino
Frappa,  Livio Trevisan e il cons.
regionale Riccardo Riccardi.  Il siandaco
Locatelli  ha ben delineato la figura di
Don Riccardo “ sia per noi l’esempio per anteporre sempre il personale  interesse al bene del nostro territorio”.
Sotto la croce nel camposanto di Bugnins riposa ora colui che a questi luoghi
ha dedicato una porzione di vita lunga 60 anni.

 CAMINO
AL T – GLAUNICCO

101
anni per Caterina Molinari

Ha
compiuto 101  anni Caterina Molinari ved.
Trevisan, nata nel 1915 a Belgrado di Varmo. Nel 1937 ha  sposato Quinto Trevisan di Glaunicco con cui
ha avuto tre figli: Livio, Remo e Lidia. 
Caterina ha vissuto, sempre sorretta da grande fede, una vita dedita alla
famiglia, con doti di ottima cuoca e amore per il sapere. Ha letto molto, fino
a che la vista glielo ha concesso. Ha vissuto per molti anni in casa del figlio
Remo e della nuora Adelia, contribuendo a crescere amorevolmente i nipoti
Silvia e Fabio. Da  sei anni è ospite
della Casa di riposo D. Moro di Codroipo, dove mai le manca la compagnia e
l’affetto dei suoi cari e di tutto il personale. A Caterina vanno gli auguri da
parte della comunità caminese.

                                                                                                                               
                                       
 

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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