IL PARRUCCAIO DI MARIA ANTONIETTA di Alberto Frappa Raunceroy, presentato a VILLA MANIN – 10 settembre 2017

IL PARRUCCAIO DI MARIA ANTONIETTA di Alberto Frappa Raunceroy, presentato a VILLA MANIN – 10 settembre 2017

Nella Sala Convegni di Villa Manin, a cura del Caffè Letterario, presieduto da Luisa Venuti, è stato presentato dalla scrittrice Federica Ravizza il romanzo storico di Alberto Frappa Raunceroy ” Il PARRUCCAIO di MARIA ANTONIETTA”. Per la Ravizza, si tratta di un romanzo coraggioso perchè l’autore si cimenta su Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI di Borbone, alla corte di Francia, di cui è già stato scritto tutto. Ma la novità sta nel fatto che il vero protagonista non sia Antonietta (1755-1793, 15° figlia di Maria Teresa d’Austria) bensì il parruccaio, figura di
pura finzione su un substrato di vera storia. 

Finzione e realtà sono ben congeniate in una situazione verosimile che
consente al lettore di entrare in un mondo dove tutto è possibile. 

“Il romanzo  ha un’impostazione classica, con una scena dopo l’altra.
Inizia con l’inizio e finisce con la fine. Trama e struttura di un romanzo affollatissimo sono lineari” chiarisce la Ravizza. 

“Il protagonista è Salamandre, un piccolo mostro inconsapevole entemologo, studioso di insetti, una sorta di alieno dagli occhi blu, drogato
dall’oppio e dal laudano, arrabbiato e imparentato con il genere
ottocentesco di
orfanelli. 

Salamandre, che confeziona stupefacenti
oggetti con le elitre opalescenti degli scarabei che raccoglie nelle
campagne, è personaggio nevrotico,
ipersensibile, crepuscolare e alchemico. 

Viene descritto dalla nascita all’adolescenza fino all’età adulta, quando si farà conoscere come il
parruccaio più ricercato e anticonformista di una Parigi inedita e sconosciuta. La Parigi medievale, quella con la Bastiglia, con i ponti coperti a 6 o 7 piani, i quartieri
con le strade strette, le chiese gotiche, i  pinnacoli. 

Quella
dei mulini  a vento, le torri, il cimitero degli  Innocenti in centro
città, poi  bonificato da Luigi 16 e Napoleone. 

Per descriverne  il cuore oscuro, l’autore  usa la sinestesia di odori,  suoni strani, colori scuri per le tante scene notturne a effetto,
con
costante presenza di acqua e brulicare di insetti, con inquadrature da sotto in su. 

Ecco allora comparire cimiteri, scheletri, volte enormi, cupole, botole. 
I primi  capitoli sono inquietanti.
Poi
appare la corte e gli ultimi sussulti sfarzosi di Luigi 15. Appare Salamandre adulto che crea parrucche leggere come piume e smaglianti fatte con i coleotteri. Mai viste prima. 

Poi improvvisa, l’ accelerazione. 
L’autore indaga il punto nodale
della storia, la società che sta per finire. Nè i reali di Francia né i nobili si accorgono di
essere sul crinale della storia. 

Maria
Antonietta sta all’apice della tragedia e non capisce di essere
odiata e verso la disfatta. 

Lei, la sovrana che si fa fare cento vestiti di gala a stagione con tessuti che rispettano la nuance dei suoi capelli,  vuole le parrucche di Salamandre ma, mentre egli va verso il successo,
Maria Antonietta va verso la ghigliottina. Per un corto circuito del destino e per la rivoluzione francese in atto,  Salamandre la incontrerà
già prigioniera dentro la Torre del Tempio e ne diventerà devoto
servitore, sino a seguirla fin sotto al patibolo.
 

Lei ha solo 36 anni e Salamandre è il suo parrucchiere pietoso, forse innamorato. 
La scena finale è la ghigliottina. 
Dopo che la testa
della regina è caduta viene svelato il retroscena,  un destino che poteva essere diverso.  

“Le scene si presentavano nella mente da anni” ha chiarito l’autore. “Volevo un personaggio umano e debole, dalla  nevrosi
disturbante. Una sorta di  cucciolo non educato alla morale. 
Volevo qualcosa di diverso dal romanzo storico dove si uccide. Ero  stufo del serial
killer messo nella storia”.   

Surreale, documentato e
sorprendente, questo romanzo è un grandioso affresco della Parigi della
moda dell’Ancien Régime, un voluto omaggio a “Il profumo” di Patrick
Suskind.
Descrive nei minimi dettagli una Parigi che non c’è
più, grazie a un lavoro di studio, di ricerca anche su riviste, quadri antichi, mappe per i nomi delle vie e i numeri
civici.   

Scrivere un  romanzo
storico richiede impegno,  studio e risposte ai continui dubbi, su tutto. 

“Il Parruccaio di Maria Antonietta” è il primo libro di una trilogia che Alberto Frappa ha in cantiere.  Il saluto finale dell’evento è stato affidato alla dott. Tiziana Cividini, assessore alla cultura di Codroipo.

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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Anna Menon

Particolare,mi hai incuriosita. Poi sono quei personaggi che sembrano di secondaria importanza…grazie

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10 Settembre 2017

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