IL PAESE Novembre 2014

IL PAESE Novembre 2014

CODROIPO (UD) ANDOS…LA POTENZA DELLE DONNE SULLE ALI DI UNA RONDINE

14 sett 14:  Andos sul Delta del Po, davanti alla motonave Principessa

Capita quasi all’improvviso. Sotto la doccia. Un
puntino sospetto che non c’era. 
“No,  non può essere. Non può
capitare a me”. Poi il tocco si fa deciso. E’ ancora lì, si muove un po’, forse
è più grande di ieri. Il dito sulla cornetta, il numero per l’appuntamento
dallo specialista. Il cuore all’unisono con la paura. La visita. Il verdetto:
cancro al seno. Le certezze che si sgretolano, il domani nero. Ciò  che prima veniva chiamato problema sparisce.  E resta solo quella parola, breve, ma così
carica di dolore, di terrore: Cancro. Proprio lì, dentro al simbolo della
bellezza femminile, quello che nutre e conforta. E scatta la presa di coscienza
che nulla sarà più come prima appena iniziato il viaggio tra ospedali, sala
operatoria, corsie sempre troppo affollate. E poi le bombe atomiche delle
chemio con tutto il loro strascico umano e fisico. Le speranze che corrono di
pari passo con la sofferenza, con quel senso di impotenza dei familiari e,
spesso, di indifferenza della società.

Un piccolo esercito di donne, di ogni età, è in prima
linea a combattere la battaglia per la vita. Con dolore e coraggio, a
scoprire  doti mai immaginate, come la
pazienza, la gioia per ogni piccolo progresso, per ogni nuovo incontro con persone
che vivono la stessa esperienza. Che, quasi per magia, trova linfa per il
conforto, l’aiuto istintivo e sincero, per la voglia di vivere che si fa
potenza, anche nei momenti più impegnativi.

Imperativo è non isolarsi perché da sole la sofferenza
si amplia ed esplode in meandri che portano solo ad altro dolore. Cosa fare?

Un aiuto arriva senz’altro dall’ANDOS Onlus,
l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno. Ce n’è una anche a Codroipo e
conta 120 iscritte. Donne unite dallo stesso percorso e dalla certezza che,
insieme, sia possibile uscirne a testa alta, perfino cantando.

Sì, perché l’ANDOS di Codroipo, costituito nel 2006 e
sempre capitanato dalla vulcanica Presidente Nidia Dorio, sa esattamente di
cosa abbiano bisogno le donne che ne fanno parte. Sostegno morale, psicologico
e sociale, ginnastica riabilitativa post intervento,  momenti formativi e animazione.

Obiettivo del comitato di Codroipo dell’Andos è
aiutare le donne a superare il trauma della malattia, informandole
sull’importanza delle sedute terapiche post –intervento, spiegando loro in che
cosa consiste il problema della neoplasia mammaria e del relativo intervento,
coinvolgendole in convegni sulla tematica, garantendo loro sedute terapiche,
fisioterapiche e di linfodrenaggio. Punto di forza è il canale privilegiato che
s’instaura con alcuni specialisti e strutture sanitarie che consente alle
iscritte di essere visitate in tempi rapidi.

Inoltre, il gruppo di donne che ha vissuto e superato
l’esperienza della malattia, in forma volontaria,   mette a disposizione delle altre  parte del proprio tempo.

A Codroipo, nella
sede dell’ex-scuola elementare di piazza Dante, 
l’Andos dispone di uno spazio che ospita un apparecchio di pressoterapia
meccanica, dove due fisioterapiste specializzate esercitano la ginnastica riabilitativa
e il linfodrenaggio manuale. Apertura settimanale: lunedì e giovedì, dalle 9.00
alle 11.30 e dalle 15.30 alle 17.30.

In più è attivo il
CORO, le cui  componenti s’incontrano una
volta alla settimana per le prove di canto. Alcune signore si trovano per
trascorrere ore serene giocando alla tombola oppure per preparare vari oggetti
artistici da mettere a disposizione del pubblico nell’ambito dei mercatini
promossi in occasione della fiera di S.Simone, di S. Lucia  o di altre festività.

Ma l’attività
dell’Andos non finisce qui. Attività sociali di rilievo si ripetono,
qualificandosi come appuntamenti imperdibili, quali la maratonina di 5 km, per
raccogliere fondi per l’acquisto di apparecchiature domiciliari per la
pressoterapia, e la gita sociale che quest’anno ha fatto scoprire il Delta del
Po, con Abaco Viaggi.  “È per passare  momenti spensierati insieme” chiarisce la
presidente Nidia Dorio, “  ma anche per
farci conoscere. Nella nostra sede, in piazza Dante 1, disponiamo di un grande
ambulatorio dove ci si può sottoporre a linfodrenaggio manuale e pressoterapia
meccanica, su prescrizione del fisiatra; inoltre c’è la ginnastica
riabilitativa nell’attigua palestra. Ci seguono medici volontari e una
psicologa”.

L’ANDOS, con la
rondine come simbolo,  può rivelarsi
davvero il faro  per chi si trova nell’esperienza
della malattia. Così come una poesia…

Info: 333-4140816                              VERDE GRIDO

                                     Arrivi d’improvviso

piano
piano, come un ladro di notte

senza
far rumore.

Di
colpo ogni cosa

perde
il suo colore.

 Incredule,
disorientate

di
fronte a questo inganno

una
domanda sol:

perché
questo danno?

 Rabbia, rivolta, ribellione

ma
bisogna pur affrontar la situazione.

 No,
tu, donna, no

non
ti lasci sopraffare,

le
armi della battaglia

inizi
a preparare.

A
sfida rispondi con sfida

ed
ora più che mai attaccata alla vita

HO
DECISO:

 rossetto
ed un sorriso sulle labbra,

vento
ed un fermaglio sui capelli,

verde
pistacchio il foulard sulla bianca camicia.

  Esco.


fuori c’è un’altra Primavera

è
una NUOVA PRIMAVERA.

                                                           
Maria Antonia Falzago

 

                                                  SEDEGLIANO (UD)  

 

Concerto
per il cantante lirico Plinio Clabassi e premio “Grandi friulani nel mondo” a
Don Nicolino  Borgo

Il teatro gremito  ha onorato degnamente la memoria di
quello che è considerato un “Basso” di altissimo livello nella lirica degli
anni 50-60 in un  concerto voluto e promosso dal Circolo Clabassi,
presieduto dalla signora Gianna, in sinergia con il Comune di Sedegliano,
e  il patrocinio del Club Unesco.  Presenti il sindaco Ivan Donati e
l’assessore alla cultura Marta Masotti, è emerso chiaramente il valore della
figura di Plinio Clabassi, uomo ed artista di fama mondiale, a 30 anni dalla
morte . Un artista che ha onorato il suo paese natale, Gradisca, nel mondo,
portandolo nel cuore sempre, nei teatri  più prestigiosi fino in Giappone
e in Corea,  accolto con onore perfino dall’imperatrice Mikiko.  Egli
ha solcato i palcoscenici più importanti al mondo, cantando con i più grandi nomi
della lirica della sua epoca, sotto la direzione di direttori d’orchestra di
chiara fama durante una vita di sacrificio, di studio continuo, di passione.
Nel foyer, in una mostra allestita dalla studiosa Raffaella Beano,  due
costumi appartenuti a Clabassi,  uno indossato per il Thomas Becket,
arcivescovo di Canterbury e l’altro per l’Aida.  Più  il  frac,
la divisa degli orchestrali  e dei cantanti quando non indossano i
costumi  di scena.  Le foto testimoniano l’intensa attività lirica di
Clabassi,  e lo ritraggono in alcuni tra i 150 personaggi da lui
interpretati. E pensare che  bastava interpretarne  100 per essere
definiti  “grandi”.  Molto apprezzati dal pubblico i
protagonisti  del concerto,  la soprano Liliana Moro, il tenore Federico
Lepre, il basso baritono Eugenio Leggiadri Gallani, David Leonardi, maestro
accompagnatore,  e Sebastiano Zorza, fisarmonicista. 

Ospiti d’onore della serata la soprano Lella Cuberli ed il
maestro Olinto Contardo. Il Premio “Grandi Friulani nel mondo” è stato
assegnato a Don Nicolino Borgo, per la grande figura di sacerdote e di friulano
che ha dedicato la vita a valorizzare la sua terra,  la lingua, il
personaggi che hanno conferito lustro al Friuli e al Comune di Sedegliano. Tra
l’altro egli  ha realizzato la casa di Turoldo a Coderno, il parco,
e  il mosaico che  rappresenta cinque  eccellenze:  Padre
David Maria Turoldo, Angelo Pittana, Plinio Clabassi, Don Gilberto Pressacco e
l’On. Tessitori. A dimostrazione che i grandi friulani nel mondo sono anche
sulla porta di casa.

Il concerto era a favore del Villaggio di Holavina Halli, in
India, fondato da Suor Amelia Cimolino, la prima nell’albo d’oro del Premio
“Grandi Friulano nel mondo”.

CODROIPO (UD)

 
Andrea Dalla Costa, Giusi Merli, Alberto Youssef
 

Girato a Goricizza
un cortometraggio sul fine vita con l’attrice 
Giusi Merli, la “Santa” nel film di Sorrentino


A Goricizza, nel
salone dell’Azienda Savonitti Mattia, proprio in piazza., l’ambientazione  è perfetta.  Tra affreschi e mobili d’epoca troneggia un
pianoforte a coda. Qui i registi codroipesi Andrea dalla Costa e  Alberto Youssef di Unidea girano un corto per
la Casa di Cura “Pineta del Carso” di Duino Aurisina che ospita malati
oncologici terminali cui garantisce cure paliattive e terapia del dolore.   Il cortometraggio, che non vuole essere un
video promozionale,  tratta un argomento
molto delicato, quello del fine vita, e ha come punto focale la figura di
Giulia, interpretata dall’attrice teatrale fiorentina Giusi Merli, volto
simbolo nel film “La grande bellezza”. Con i tratti vissuti e molto espressivi,
il corpo che sembra quasi fuori dal tempo, interpreta una signora anziana che
fa fatica ad accettare la sua condizione. Giulia è un’artista, una donna la cui
vita sta per spezzarsi nel momento in cui scopre di essere malata terminale.
Non riesce più a suonare né scrivere musica. Ma un incontro inaspettato riesce
ad  infonderle quella serenità di cui ha
bisogno. Complice una metafora buddista, riconosce la naturalità del congedo,
sentendosi ricollegata all’universo e scoprendo l’aiuto di tante persone che le
stanno accanto.  “ Da buddista quale sono
voglio vivere il contatto con la vita vera, con la natura che è fatta di
nascita e di morte” dichiara l’attrice. “ Si tratta di un video emozionale che
sottolinea l’importanza dell’assistenza psicologica che vale più di ogni
medicina” sostiene Dalla Costa.  Una
ventina le comparse, tra cui l’attore friulano Massimo Somaglino.  Un video emozionante  che sta di “casa” a Codroipo.

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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