IL PAESE Magazine di Informazione e cultura del MEDIO FRIULI – Febbraio 2019

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BASTA PARLARE MALE DEI NOSTRI GIOVANI
 

Forse dimenticando che sono il piedistallo su cui poggerà il nostro futuro, spesso si parla dei giovani mettendo in
evidenza soltanto i problemi e gli aspetti negativi
. Che ci sono, è vero,
ma non è altrettanto vero che ci sono sempre stati?

Si dice che abbiano sempre gli occhi sul cellulare, è vero, ma li hanno anche
i nonni e i genitori di ogni età. Che si chiudano a chiave e passino le notti
aspettando messaggi o davanti al computer ma lo fanno anche molti adulti. Più
di quanti si creda. Che siano depressi e anoressici ma le farmacie non vivono
soltanto con loro. Che amino canzoni o pseudo canzoni con testi spesso
aberranti, pura e semplice spazzatura, è vero, ma quante canzoni in inglese o
in altre lingue si cantano senza sapere il significato? I testi vengono
definiti violenza inaccettabile, eppure ci sono
genitori che accompagnano i figli di 12 anni ai concerti di chi li canta e, mi
riferisco alla tragedia di Corinaldo, trovandovi perfino la morte. Poi,
all’improvviso, il cantante trap Sfera Ebbasta diventa il capro espiatorio di
tutti i mali. Per carità, le parole delle sue canzoni sono molto discutibili
eppure spopolano tra i ragazzini e piacciono perfino ai bambini piccoli che
cantano di droga, di sesso, di vita sballata davanti ad adulti consenzienti e
fin compiaciuti.  

Che sia un mondo che va al
contrario? 

L’impressione è che sia davvero così, aggiungendo il fatto che il clima è
impazzito, che droga, alcol e prostituzione buttano giovani cervelli e speranze
nella spazzatura. 

Eppure, nonostante queste premesse,
voglio evidenziare gli aspetti positivi dei nostri ragazzi.
Perché sono
moltissimi ma passano inosservati perché, si sa, il “bene non fa notizia”. Forse
perché altrimenti non si venderebbero più i giornali o si spegnerebbero le
televisioni? Forse perché sono tante le persone che si nutrono di negatività e
di disgrazie?

Capisco che essere giovani oggi non sia
per niente facile, con troppi anziani che occupano i posti di lavoro e di
potere, che sanno tutto e li guardano tentennando la testa, dimenticando ciò
che hanno combinato “ai loro tempi”. Con troppi genitori che si separano e li
costringono a diventare doppi pezzi, a inventare relazioni con nuovi surrogati di
madri, padri e famiglie allargate. Con la scuola che fa cilecca da tutte le
parti, dove la competizione diventa un cappio al collo. Con i giudizi, il
bullismo e le situazioni familiari sull’orlo della tragedia. Con le droghe e
l’alcol facile, spacciati sulle porte delle scuole e internet che fa avere
tutto e subito. E poi il lavoro, che c’è, ma si deve avere esperienza.

Ma come si fa questa benedetta esperienza?
 

Sarà vita facile questa?  No, per
niente.

Nonostante i dati inquietanti di ragazzi che non studiano, non lavorano, non
si formano, io so che ci sono tantissimi
ragazze e ragazzi che non c’entrano nulla con quanto descritto, che studiano e
con profitto, che lavorano allo stesso tempo adattandosi a operosità umili pur
di avere un minimo di autonomia, che fanno musica e volontariato, che salgono
sulle ambulanze e portano da mangiare ai senzatetto, collaborano nelle
parrocchie e nei centri sociali.

Io so che ci sono ragazze e ragazzi che hanno sogni, aspirazioni, che si
danno molto da fare per realizzarli, senza trascurare gli altri, ma anzi,
dedicando tempo ai progetti socialmente utili e al volontariato. Conosco
studenti che fanno i camerieri o distribuiscono volantini al mercato, che fanno
buona musica. Incuranti della fatica o dello scherno da parte di chi se la
spassa, magari a spese di genitori e di nonni “bancomat”, sono laboriosi e
sanno indossare garbo e sorrisi.    

Sono loro i giovani che contano, che
hanno idee da vendere e sempre impegnati. 
Sono loro la nuova risorsa per l’Italia, per le nostre comunità e sono
la vera speranza per il nostro futuro.

Sono i cosiddetti Millenials, cioè i nati tra gli anni 80 e il 2000, ma
anche quelli della generazione Z, i nati dal 2000 in poi. Un esercito che
scalpita per far sentire la propria voce e dalla quale tutti avremmo molto da imparare.

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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