IL PAESE – Magazine di cultura e informazione del Medio Friuli – Marzo 2017

IL PAESE – Magazine di cultura e informazione del Medio Friuli – Marzo 2017

                                    Perché si scrive e si legge sempre meno?
E’ proprio vero che la lingua italiana sta morendo? 

Sembrerebbe di sì. Che la lingua delle più grandi penne stia agonizzando,
imprigionata negli SMS e nelle conversazioni mediatiche dove la preoccupazione
è usare parole formato bonsai e ridotte al punto da non essere più
comprensibili, è quasi una prassi. 
 

Qualche esempio? Tvb, cmq, xchè, rip. 
 
Spero proprio che il “riposi in pace” non sia rivolto alla nostra lingua
nazionale, già impoverita dalla scomparsa del congiuntivo, delle doppie, del
zione con una zeta sola, dell’apostrofo al posto giusto. Che, per contro,
abbonda della d, onnipresente dopo la e, la a, la o, facendo marameo alla
regola che la abbinerebbe solo quando l’iniziale della parola seguente inizia
con la stessa vocale.   
La mia nota di
tristezza, speranzosa di smentita, deriva dalla battaglia mediatica di tv e
giornali che dichiarano come molti, anche tra i giovani, non sappiano e non
amino scrivere
e quei pochi che ancora lo fanno commettano imperdonabili errori
di ortografia.  
 Anche i laureati e
titolati di ogni tipo. Purtroppo non me ne stupisco. Le statistiche asseriscono
che noi italiani siamo tra quelli che leggono meno al mondo. Le più recenti
evidenziano che il 60 per cento dei ragazzi tra 12 e 19 anni non legge nemmeno
un libro in un anno.
Ma ciò è concesso perché, come diceva Gianni Rodari, il
verbo leggere è l’unico che non conosca l’ imperativo categorico. Perciò non
obbliga alcuno alla lettura. 
Se è vero che leggere e scrivere vanno sempre a
braccetto, va da sé che se manca uno manca anche l’altro. Certo, sarebbe bello
inventare, magari in famiglia, piacevoli abitudini alla lettura di articoli di
giornale, brevi poesie, discussioni sui libri, anche ritagliate in brevi spazi
di tempo. 
L’ educazione a qualsiasi attività nasce quasi sempre da
un’imposizione. Come lo erano le ore di verbi e poesie a memoria delle mie
scuole elementari. Eppure non finirò mai di ringraziare la maestra Maria Isola Molaro per averlo fatto e per tutti i temi e
pensierini scritti sui quaderni a righe con copertina nera.   
Ma, si sa, come sono cambiati i tempi è
cambiata anche la scuola. Nel dimenticatoio i pensierini, i temi, la prova del
nove.  Criticate anche le correzioni con
la penna rossa.  E le conseguenze sono
ampiamente visibili. 
Un esempio è il concorso di poesia promosso da anni dal
Messaggero Veneto e dalla Libreria Ubik di Udine. Riservato agli allievi della
scuola primaria della provincia, quest’anno NON si farà
Defunto anch’esso. 
Sara Marigo
Mi
ha rattristato saperlo ma ancor di più la motivazione che Giulia, titolare della libreria Ubik, mi ha esposto “Purtroppo,
quest’anno non verrà fatto il concorso. Gli ultimi anni abbiamo visto un po’ di
stanchezza e una evidente minor partecipazione di bambini”.   
Le ho risposto “ Peccato. Sia per il concorso
che per la stanchezza dei bambini e, aggiungo, degli adulti. Peccato, perché
oggi i bambini si lasciano rubare la creatività e le parole dalla tecnologia e
dalla fretta. Perfino i più piccoli, che disperdono la magia che naturalmente
possiedono”. 
Una nota positiva ce la dà Sara
Marigo
, 89 anni, ospite della casa di riposo di Codroipo. Mi ha chiesto il
favore di portarle la Divina Commedia. “Cussì pos leile e imparale miôr a
memorie” (così posso leggerla e impararla meglio a memoria). 
Sara, di Coderno,
si rammarica ancora di non aver potuto studiare dopo la seconda elementare ma
lei molti versi dell’Inferno e del Paradiso li recita ancora a memoria ed è un
vero incanto ascoltarla.
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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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