IL PAESE – Magazine di cultura e informazione del Medio Friuli – febbraio 2018

IL PAESE – Magazine di cultura e informazione del Medio Friuli – febbraio 2018

                                                                                                                                                      

 

CODROIPO  (UD)

OSSA SANE PER TUTTA LA VITA. 
ECCO COME FARE

Ne ha parlato la Dott.ssa Michela Trevisan, Biologa  Nutrizionista,  specialista in scienza dell’alimentazione,
consulente del metodo Kousmine,  in una
conferenza promossa dalla Cooperativa Aurora. 
Parole chiare e pratiche le sue. Non soluzioni ma riflessioni.  Le nostre ossa ce le giochiamo nei primi vent’
anni di vita.
 Alla nascita hanno una
struttura cartilaginea. Crescendo viene stimolata l’ossificazione. Già a 30
anni, però, possono apparire i primi segni di osteoporosi. In quel caso, l’osso
è compromesso perché non è stato stimolato bene durante la prima infanzia,
quando è indispensabile giocare, saltare, correre. Le ossa si rinforzano per effetto
della forza di gravità. Se siamo seduti o nuotiamo,  non la contrastiamo e, quando dormiamo, ne perdiamo
una piccola parte. L’attività migliore per rinforzare la colonna vertebrale è,
ad esempio, portare le borse della spesa. La nostra salute migliora attraverso i
piccoli gesti quotidiani come fare le pulizie o mangiare una mandorla anziché una
caramella.

Cos’è l’osteoporosi?

“ E’ una  componente
genetica, uno stile di vita tramandato, un disordine genetico generalizzato,
con riduzione della massa ossea e deterioramento della microarchitettura del tessuto
osseo che ne induce un’ aumentata fragilità, con conseguente aumento del
rischio frattura.  Il 23% delle donne, tra
40 e 50 anni, ha osteoporosi che aumenta dopo la menopausa. A quel punto, è
importante che il ciclo venga sostituito dall’attività fisica.” 

Cosa contribuisce
alla salute delle nostre ossa?

L’attività fisica, come camminare, camminare in montagna con
zaino e dislivello, fare ginnastica, salire e scendere le scale, fare lavori di
fatica, ballare. Il ballo stimola anche il sistema nervoso e  rallenta l’invecchiamento delle cellule.  Ogni giorno sarebbe opportuno passeggiare
scegliendo le strade più lunghe ed evitare la televisione, i cellulari e la
sedentarietà superiore a trenta minuti.

Quali alimenti sono
consigliati?

Quelli alcalinizzanti. 
Frutta, verdura, cereali integrali rinforzano l’osso che non è statico
ma complesso.

Se la glicemia si alza, arrivano gli stimoli all’osso che fa
da cuscinetto. L’osso si riduce se si consumano troppi zucchero, pasta e riso
bianco. Dopo la pasta il cervello desidera il dolce.  Se lo stile di vita produce sostanze acide
cambiano i tessuti e gli organi si ammalano. E’ molto  importante  mantenere basso il livello di acidità.  Gli alimenti più acidificanti sono il formaggio
grana e la mozzarella. Poi la carne.  Deacidificanti  sono l’uva, la frutta, banane escluse, e tutte
le verdure che hanno sapore acre.  

Come ridurre il
rischio fratture?

Per l’elasticità delle ossa è fondamentale la vitamina C.  Ottimi il mais, con la luteina, i semi oleosi,
i legumi, il  pomodoro.  Il calcio va bene anche se non vi sono riscontri
che davvero diminuisca il rischio di fratture. La sedentarietà e il mancato uso
delle articolazioni provocano dolori.  

Ottime le Vitamina DK, A, C, della frutta, verdura, mandorle,
noci, nocciole, e la vitamina K1 in tutte le verdure a foglia verde. La
vitamina K2  fa sì che il calcio non si depositi
sui tessuti molli. Si trova nel  parmigiano consumato con verdure, ricotta,  tuorlo d’uovo.

Come  organizzare pasti?

No a: carne rossa, zucchero, alcool, caffè, grassi saturi,
cibi acidificati, antibiotici.

SI a: potassio, magnesio, calcio, vitamina K, D, B12, acido folico,  frutta, verdura.

Con uno sguardo alla saggezza del  vecchio detto “ Colazione da re perché deve
dare energia. pranzo da principe, con la verdura cruda prima del pasto e cena
da povero
”.    

Curiosità: Le
popolazioni con meno fratture consumano poco calcio.  L’Africa ha meno incidenza di osteoporosi. La
prima in classifica per alta incidenza di osteoporosi è la Danimarca.

                                 E SE TUTTI I GIORNI FOSSE NATALE?    
Nooo, tranquilli, non mi riferisco alle corse sfrenate agli
acquisti né l’ansia dei regali né agli auguri di circostanza. Nooo, quella è
esteriorità.  Ci sto pensando mentre
ripongo le luci, gli addobbi, le stelline e i fiocchi. Tutte quelle cose che
creano l’atmosfera di un qualcosa che, purtroppo, si sta perdendo sempre di più.
Il Natale, appunto.  

Confesso che mi ha sempre dato un pizzico di tristezza la fine
del Natale, il disfare gli addobbi,  il
ritrovare vuota la casa,  meno luccicante,
 meno colorata.   
Riporre il presepio e le palline vuol dire
per me pensare  “Chissà se il prossimo
anno ci sarò”.  Così scrivo il contenuto
sulle scatole, pensando che “ potranno trovarlo più facilmente”.   
Lo faccio ogni anno e, a dicembre, mi
meraviglio di essere ancora io ad aprirle. 
   
Non mi è mai piaciuta la Befana
né la sua calza né la sua scopa volante che “tutte le feste porta via”
.  Va un po’ meglio con l’anno nuovo, con le
incognite, le paure e i buoni propositi. E un altro numero da ricordare
scrivendo le date. E un anno in più sulla gerla dell’anagrafe.

Eppure… Natale è sempre Natale. 
Con tutti i rischi di
banalizzarlo con il consumismo e la superficialità. O il menefreghismo.  
 Per me il Natale è più una dimensione
interiore, un pilastro affettivo che risorge e accade una volta sola e segna
l’anno con un marchio a fuoco vivo sulle emozioni più vere. 

Mi dà l’idea di paradiso la notte di Natale,  una notte piena di luci, caminetti accesi, nel
calore di una grande famiglia. 
Lo so, è un’immagine decisamente infantile ma
non vi rinuncerei per nulla al mondo. Lo so bene, purtroppo, che è una
dimensione strana e piacevole che si perde man mano che si diventa adulti e si
viene inghiottiti dalla vita.
 
Purtroppo, assisto quasi impotente alla vista di
bambini orfani di questa dimensione  fin
da piccoli e non per colpa loro. Vengono indirizzati, a volte anche per troppo
amore, verso la materialità delle cose e la velocità nell’averle. 
E’ troppo
breve il tempo che viene loro concesso per cullare e nutrire il desiderio.   
Viene subito bruciato dall’avuto, dall’abbondanza,
dal confronto  e allora la delusione
arriva come una spada che spazza via ogni gioia.   
So anche che il periodo delle feste e, in
particolare, il giorno di Natale può essere come aceto sulla ferita e può fare
davvero molto male. Perché apre la scatola della nostalgia, del rimpianto,
della solitudine.

Per tutti, per fortuna o per necessità di calendario, poi
arriva la Befana a portare via, su una carriola di vento, le feste, il Natale, e
anche la sua magia.

Ecco, io a quella magia non voglio rinunciare.   

E allora il mio augurio per il 2018 è che ogni giorno sia un
po’ Natale, condito di quella bella forma di serenità che rischiamo di perdere
per strada, magari senza accorgerci, ma che esiste sul serio se solo lo
vogliamo. Ed è vicinissima. Sta nell’attenzione all’altro, in un minuto di
ascolto, in una arrabbiatura in meno e un GRAZIE in più. Tutto a costo zero.
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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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