Il nuovo Paese, magazine del Medio Friuli – sett/ottobre 25
Il Nuovo Paese è un magazine di cultura, società, turismo del Medio Friuli. Ecco gli articoli che ho scritto: Per la rubrica “Le mie orme nel mondo” ho raccontato il Sud Africa. Per l’attualità “Il sorriso di Silvia” a Turrida di Sedegliano (Ud).
SUD AFRICA: Il respiro della libertà
L’uccello di latta fende, fora, vince. Azzurro mare e levigata terra si piegano. Casette stile lego, montagne seghettate, auto su fili di liquirizia, atterraggio e applauso. Cape Town è qui. “Hello mama, No problem mami, brillanto papa”, un cenno del capo, un sorriso non stampato ed è musica, tra visi di cioccolato a cinquanta denti di avorio, occhi fondo notte stellata, e balli e colori. Ridono, eccome se ridono. Ballano a ritmo, ed è festa, con un nulla sazio di tutto.
Vado tra loro. Mi offrono le bacchette per suonare. Scompaiono le convenzioni, il chi sono e perché. Non c’è un perché. C’è la punta sud dell’Africa, ci sono i suoi respiri musicali, la sua gente felice.
Esulto, per il mare, il porto, la brezza leggera, le palme e, nell’aria, i canti. Di un allegro Gospel, cadenzato, ritmato.
C’è, pure, l’arcobaleno. Intero. Quasi a proteggere questo lembo d’Africa dal mondo. Quello di fuori!
Il secondo giorno ecco la Penisola delle Foche, a Cape Point, dove gli oceani Atlantico e Indiano si sposano. L’Orca mangia lo squalo, lo squalo mangia la foca, la foca mangia il pinguino, il pinguino mangia le acciughe.
L’Africa è cosi: non sai mai cosa vedi.
La natura qui è selvaggia e autentica, con i pinguini che camminano a fianco di enormi struzzi.


Il Museo della Schiavitù mette il dito nelle profonde cicatrici lasciate dall’apartheid, ma anche nel coraggio di una nazione che ha lottato per la sua libertà. I volti di Nelson Mandela e della sua gente educano al valore del perdono e della speranza. Volti senza anagrafe e con i mesi come cognomi, e apartheid: bianchi e neri divisi, fino al 1976. Nel 1990, Mandela è presidente, dopo 25 anni di prigionia. La prima cosa che ha fatto è stata abbracciare un bambino. Muore nel 2010, a 97 anni.
Il viaggio prosegue verso il Parco Kruger, uno dei più celebri del continente. L’emozione di un safari è indescrivibile. Nella savana autentica, ecco il leone.
Con la sua solitudine e la sua forza è simbolo di resistenza, mentre gli elefanti insegnano l’importanza della famiglia e della memoria. La vita, qui, è un ciclo continuo, dove la morte è solo una parte del grande disegno della natura.
Il Matimba Lodge, dove soggiorniamo, è un angolo di paradiso. Immerso nella natura, con la sua bellezza selvaggia e incontaminata, è il luogo ideale per riflettere. Ogni suono, ogni respiro, connette a questa terra misteriosa, dove l’uomo è solo un ospite. La notte sa di pace, sotto a un cielo stellato, dove il silenzio è rotto solo dal richiamo di un ippopotamo.
Il safari notturno regala altre immagini straordinarie: il leone solitario che attraversa la strada, la iena che scruta l’oscurità, l’elefante che si muove silenzioso nella savana. Ogni incontro è un dono, ogni sguardo una suggestione che sembra un segno. La savana non è solo un luogo fisico, ma un insegnamento di pazienza e rispetto.
Lasciando il Parco Kruger, la gratitudine per aver imparato a guardare oltre la superficie è sovrana. Infine, il Blyde River Canyon dispensa visuali mozzafiato. Tre punti panoramici offrono la vista straordinaria su uno dei canyon più grandi al mondo.
La riserva naturale, esplorata a piedi, rivela ancora una volta la grandezza della natura sudafricana, così accogliente e ricca di profumi, timbri musicali, colori, allegria e natura verdissima. L’Africa è terra che non si dimentica. Resta cucita dentro, come tatuaggio invisibile, che continua a battere con i suoi tamburi.
A Turrida (Ud) il sorriso di Silvia continua a correre
Nel rigoglioso parco di Turrida di Sedegliano, la domenica si è trasformata in un abbraccio collettivo nel quarto appuntamento con la festa “Con il sorriso di Silvia”, nata dal dolore di una famiglia che ha scelto di trasformare la tragedia in speranza. Silvia Piccini, promessa del ciclismo, aveva solo 17 anni quando nel 2021, durante un allenamento, fu travolta da un’auto sulla strada provinciale tra San Daniele e Rodeano. Due giorni di agonia, poi la morte cerebrale. E l’ultimo, immenso dono dei suoi organi.
Da allora, mamma Dejanyra, papà Riccardo, i fratelli Alejandro ed Elisa hanno fatto di quel sorriso una Fondazione che semina gesti di bene e borse di studio per studenti meritevoli. Quest’anno, ancora una volta, la giornata ha avuto il profumo della paella preparata da papà, la forza degli abbracci e un rito capace di stringere il cuore. Riccardo ha invitato tutti a formare un grande cerchio, mano nella mano, occhi al cielo, per gridare insieme «Ciao, Silvia». Un applauso lunghissimo ha dato appena il tempo di asciugare le lacrime.
Tra i momenti più significativi, la consegna di mille euro ciascuna a sei società ciclistiche del Friuli Venezia Giulia – Società ciclistica Valvasone-Arzene, Ciclistica Buiese, Team Bandiziol, Libertas Ceresetto, Libertas Gradisca e il Pedale Flaibanese – con l’augurio che diventino promotrici di educazione stradale nelle scuole. L’impegno è volto a fermare gli omicidi stradali, perché nessun’altra famiglia debba conoscere lo stesso dolore.
La catena solidale si è allungata anche grazie alla presenza di un gruppo di ciclisti giunti da Lecco, guidati da Roberto Maggioni, che hanno donato mille euro alla Fondazione. Segno che dal dolore possono nascere semi di solidarietà.
A rendere più leggera la giornata, la magia di un giovane illusionista e la musica che ha fatto da filo conduttore. Sorrisi e ricordi si sono intrecciati, perché Silvia ed Elvis Basaldella – un altro giovane ciclista ucciso in strada – continuano a correre nelle magliette che li ritraggono e negli occhi di chi li ama.
Non è solo memoria, ma futuro. «Con il sorriso di Silvia» è un invito a vivere, a proteggere, a credere che il bene generi sempre altro bene.




