Giordania – un viaggio nel cuore della pace 11-17 sett 23

Giordania –  un viaggio nel cuore della pace 11-17 sett 23

Giordania – un viaggio nel cuore della pace 11-17 sett 23

Giordania, il cuore della pace: dall’11 al 17 settembre 25 con Abaco Viaggi – accompagnatore Alberto Cancian – Guida giordana Ahmed. Compagnia aerea Austrian. Venezia  Vienna/Vienna Amman

11 settembre 25: Arrivo

Giordania… Siamo arrivatiiiii…
Chi?
Ma noi, il magico gruppo Abaco Viaggi … Fino in capo al mondoooo! Con Alberto Cancian come accompagnatore!
“In Giordania siete a casa vostra” – ha detto la guida Amed – e noi gli crediamo…
” I giordani amano gli italiani”
“Welcome in Gjordan” da ogni sorriso incontrato e la tranquillità nella confusione di una metropoli, Amman, o città bianca, come Roma su sette colli..
Qui le diverse religioni (95%musulmani e 5% cristiani) convivono in pace e tolleranza.
E tutti, di sicuro, amano i “Faiafel” o polpette di legumi… Anche noi! Amed ce ne ha fatto dono ad Amman… Buoniiii!
Qui la pace è realtà!

«In Giordania siete a casa vostra» ci ha detto Ahmed, la nostra guida, con un sorriso che non lasciava dubbi. E noi gli abbiamo creduto. Eravamo in diciotto, il gruppo Abaco Viaggi guidato da Alberto Cancian, pronti a spingerci fino in capo al mondo. Ad Amman, la “città bianca” distesa su sette colli come Roma, ci ha accolti la confusione ordinata di una metropoli e la serenità dei suoi abitanti. «Welcome in Giordan!» era il saluto che

ricevevamo a ogni passo. Qui il 95% musulmani e il 5% cristiani convivono in pace, e quella pace si respirava davvero. Ahmed ci ha offerto i falafel, polpette di legumi profumate: «Buoniiiii!» abbiamo esclamato in coro. Già mi sentivo dentro a un sogno.

12 settembre – 2° giorno Betania, Mar Morto, Ma’in

Il giorno inizia prestissimo, con la voce del muezin che intona i versi del Corano. Prima fa da sveglia, poi diventa voce cullante e benefica. 🌈
Oggi è venerdì ed è festa, corrispondente alla nostra domenica.
Per noi, invece, è giorno “miracoloso”,dedicato all’elemento acqua. Protagonista il fiume Giordano, che segna il confine e unisce la Giordania con Israele. Qui c’è il punto più basso del pianeta: un posto sacro. Per questo ci sono tutte le chiese, di ogni religione.
La geografia brulla richiama al silenzio. Il villaggio di Betania ci attende… Appare il cartello che indica il livello zero.
Il punto dove Giovanni Battista ha battezzato il cugino Gesù, si trova nella parte est del Giordano.
Siamo nel luogo esatto.
L’ acqua è scarsa eppure riusciamo a toccarla. L’olfatto sazia la memoria emotiva e gli uccelli cantano, segno che non ci sono predatori in giro.
L’emozione vibra potente e le parole sono illusione.
Un piccolo cartello dice “Il patrimonio appartiene alla favola dell’umanità. Abbine buona cura”.
Poi scendiamo fino a 437 metri sotto il livello del mare.
La pressione scende. La terra si contrae. Ecco il Mar Morto, il punto piu basso pianeta.
La salinità supera quella degli oceani. Per questo si galleggia.
90 km di lunghezza e 15 di larghezza.
Nel 2050 sparirà. I gradi sono 47.
Bagni, pranzo, e… la Vallata del Wadi fa trattenere il fiato.
La natura è scultrice di alture e sabbia con scalpelli color ocra.
E poi il Paradiso terrestre, con cascate, giardini, e il Resort dove dormiremo.
Da mille e una notte, dove l’acqua fa da colonna sonora.
Comincio a capire perché sono qui, in questo viaggio. Per sentire la voce del deserto e l’acqua del battesimo, che mi ricorda di ringraziare chi mi ha dato la vita e di onorare la vita con l’amore. Che è la luce che sta nella vita e nella morte, due facce della stessa medaglia! (Cit. Alberto Cancian).

Il giorno è iniziato prestissimo, con il canto del muezin che all’inizio pareva sveglia, ma presto è diventato ninna dolce. Era venerdì, giorno di festa per i musulmani. Per noi è stato un giorno miracoloso, con l’acqua come protagonista. A Betania, al livello zero, ho toccato con mano il fiume Giordano, lo stesso in cui Giovanni battezzò Gesù. L’emozione era più forte delle parole, e un cartello mi ha fatto vibrare il cuore: «Il patrimonio appartiene alla favola dell’umanità. Abbine cura.»
Poi, a 437 metri sotto il livello del mare, ci siamo immersi nel Mar Morto, punto più basso del pianeta. A 47 gradi, galleggiando sulla sua acqua densa, ho pensato che nel 2050 potrebbe non esserci più. Il giorno si è chiuso a Ma’in, tra cascate e giardini: un paradiso terrestre dove l’acqua è colonna sonora. Ho capito perché ero lì: per ringraziare la Vita e ricordare che l’Amore è la luce che abbraccia vita e morte, come ci ha ricordato Alberto.

13 settembre – 3° giorno Monte Nebo, Madaba, Pranzo in famiglia, Biosfera di Dana

Da un Paradiso all’altro…
Dentro un film incredibile, con pernottamenti in luoghi da stupore assoluto. Stanotte nella biosfera di Dana, dove, per arrivarci, valigie sulla jeep e stradine bonsai, in fondo a vallate ocra scolpite dal tempo.
Con un gruppo bellissimo,
emozioni immense, umane – anche con pranzo in una famiglia cristiana – e ambientali. Nell’anima giordana e quella forma di stupenda pazzia e persone capolavoro.
Se non sta negli occhi mettilo nel cuore!
– Monte Nebo o del profeta, posto sacro a 817 m, dove Mosè ebbe la visione della Terra Promessa e vi morì, a 120 anni.
Il complesso di chiese è custodito dai francescani.
Spicca la croce di ferro, simbolo del bastone di Mosè, realizzata da Gianpaolo Fantoni, diventata simbolo della farmacia.
Fin dalla salita si sente la brezza di pace.
Assistiamo alla Messa per fedeli indiani e cristiani e noi.
– Madaba, capitale del mosaico, con 100 chiese. Ammiriamo la Mappa di Madaba, un mosaico, con un milione e settecentomila tesserine…
– Pranzo in famiglia cristiana: accoglienza e cibo da premio. Condividiamo il Padre Nostro in tre lingue, in un momento di perfetta armonia.
– In tre ore di pullman, lungo la strada dei Re, arrivuamo alla Riserva della Biosfera di Dana, con un tramonto colossale.
– Rocambolesco l’arrivo, su jeep carica di valigie in un panorama da film in ocra e azzurro, che piano piano si fa notte.
– Dormiamo in camere deluxe a forma di capanna in fondo alla vallata. Sotto il manto di stelle a parlare e condividere emozioni che superano i sogni. Protetti dai millenari canyon incisi da mani divine…
Giordania… Di Paradiso in Paradiso…

Sul Monte Nebo, a 817 metri, ho respirato la stessa brezza che accompagnò Mosè nella visione della Terra Promessa. La croce di ferro che richiama il suo bastone svettava contro il cielo. Poi Madaba, capitale del mosaico, ci ha accolto con la mappa millenaria della Terra Santa. Il pranzo in una famiglia cristiana è stato un abbraccio autentico: abbiamo recitato il Padre Nostro in tre lingue, in perfetta armonia. Infine Dana, raggiunta su jeep cariche di valigie, tra vallate scolpite dal tempo. La notte in hut di pietra e legno, sotto un cielo trapunto di stelle, ha trasformato il sogno in realtà.

14 settembre – 4° giorno Biosfera di Dana, Piccola Petra, Petra by night

E straborda ogni emozione. Sorpresa e gratitudine sopra ogni altra.
Dormire in un Hut del Dana Luxury, fuori dal mondo noto, tra persone affini, in salute, in fondo alla valle contornata da alti canyon scolpiti da mano divina di un ocra accecante… E poi svegliarsi e rendersi conto che non si tratta di film o sogno … è capire di essere fortunata e benedetta.
Come potrò mai ricambiare tanta sazietà?
Le ruote del bus rosso, il cui autista a pieno sedile mi saluta con “A bibi” – in arabo tesoro – accarezzano la strada del re, la più vecchia del mondo. Parte dall’Egitto e arriva a Damasco, incorniciata dai canyon ocra a perdita d’occhio. E la sfera sensoriale scatta e scoppia in un arcobaleno di sensazioni sgargianti. E lo sguardo perde gli occhi e le mani strofinano sabbia e il naso la annusa e si esalta con la foglia di eucalipto e tutto sconquassa allargando lo stomaco e la pelle.
Che non sa più contenere e perde il giudizio.
Dal bus al camioncino a far cantare amicizie e risate. Trekking in riserva naturale di Dana è goduria per il gruppo. Con Codruza e Daniela ce la godiamo in tenda beduina. Hamsi, armadio d’uomo, mi riporta alle lezioni di inglese e mi chiede persino di cantare una italian song. E inizia il “Bella ciao”.
Poi il pranzo beduino, saporito e preparato con amore, si chiude con il the come digestivo. In cerchio, sui cuscini rossi sotto la fresca tenda di pelle di capra
Attraverso il paesaggio lunare di roccia arenaria, piccola Petra si schiude.
Ed è preziosità lasciare le orme su quella che era la sosta carovaniera dei nabatei, con le case grotte e i templi fino all’arrivo dei roman, dal primo secolo a.C. per 400 anni.
“E questo sogno è talmente bello da essere vero” dice Alberto… E scatta l’applauso, che disegna il labile confine tra sogno e realtà.
Che si definisce nella sua perfezione nella Valle di Mosè, a Petra, dopo la cena con panorama a effetto Natale.
Petra: 1800 candele vere avvolte in carta velina segnano la strada che conduce alla meraviglia del Tesoro, illuminato e animato dagli effetti scenici che ne narrano la storia.
Stupore a fior di pelle.
E cala il sipario su un’ altra giornata in Giordania dove l’accoglienza è simbolo di PACE.

Il risveglio a Dana, in una valle ocra e silenziosa, è stato un dono che non dimenticherò. Sulla Strada dei Re, la più antica del mondo, la natura ci ha travolto con il suo arcobaleno di profumi e colori. A Piccola Petra ho toccato le tracce dei Nabatei e delle carovane, mentre la sera Petra by night mi ha tolto il fiato. Milleottocento candele segnano il cammino verso il Tesoro, illuminato come in un presepe. È stato come camminare dentro una favola: stupore puro, a fior di pelle.

15 settembre – 5° giorno Petra e Wadi Rum

Petra è stata costruita dai Nabatei, tra il 2° sec a.C e il 1° sec d.C, con canali per l’acqua scavati nella pietra arenaria e basalto.
Nel 749 e nel 1129 due terremoti. Poi dimenticata. Nel 1812 uno svizzero che viveva in Siria, fingendosi beduino, ha scoperto Petra o città Rosa.
Un momento che vale una vita è arrivare al tesoro dopo il Sik o gola naturale tra i canyon.
Qui tutto il mondo ha lasciato tracce.
Raccontare è impossibile, come l’unico teatro al mondo scolpito nella roccia fatto dai nabatei e finito dai romani nel 106 d.C. Solo rispetto e ammirazione!
Quatto ore di pullman in direzione Valle della Luna, la cui montagna più alta è di 1837 m. In pietra arenaria e basalto.
Qui è stato girato il film “Laurence d ‘Arabia.” Tre i colori della sabbia: giallo rosso, marrone.
Tre i tipi di dromedari nel deserto: Sosta alla Ferrovia ottomana, la più antica del mondo.
In jeep fino al lussuoso campo tendato. Ed è buio.
Il ristorante è incastonato nel canyon e il posto relax è adornato di tappeti e cuscini e divani accoglienti.
E le tende-case spaziose con ogni confort e la terrazza cogli stelle.
E noi, meraviglioso gruppo di pionieri, a raccontarci le meraviglie vissute e a ridere di quel gusto che assicura leggerezza e armonia, a cantare e ballare con i giovani beduini, vestiti all’Occidentale.
E le parole che mi escono sono:
sazietà, leggerezza, armonia, gratitudine.
Con l’impressione che il domani sia ancora più sorprendente.
In una sorta di incredibile abitudine.

Attraversare il Siq e vedere apparire il Tesoro è stato come nascere una seconda volta. Petra è unica: un teatro scolpito nella roccia, città rosa dimenticata e riscoperta, simbolo di resistenza al tempo. Nel pomeriggio, tra canyon e sabbie dai tre colori, siamo giunti al deserto del Wadi Rum. Il campo tendato sembrava un set da film, e la sera abbiamo riso, cantato e ballato con i giovani beduini. Ho sentito nel cuore tre parole: sazietà, leggerezza, armonia.

16 settembre – 6° giorno Wadi Rum o Valle della Luna

Ore 6.30: Oltre l’immaginazione. Oltre il milionario silenzio. Avvolti dalle rocce scolpite dall’eternità fatta vento e sabbia sfarinata sotto i piedi.
Indegni eppure miracolosi piedi, giunti fin qui per volere di un generoso caso.
Lontano abbaiare, uccelli in concerto, apparente nulla a tratti, in un immenso tutto. Essenza senza fronzoli.
Nudità umana osa respirare!
Ore 10.00: jeep. Scelgo la bianca con l’autista beduino bellissimo. Occhi color notte e barba corvina, denti di diamanti e tunica azzurra.
Pelle lievemente ambrata. Sosta per saluto al sole. Montagna madre dei venti, sabbia di talco e i segreti dei beduini.
Erbe saponanti, cespugli maracas, rocce a forma di visi e il the offerto ovunque con l’immancabile “Welcome in Giordan”.
E il tramonto, nel punto perfetto raggiunto in jeep. A chiudere il sole tra le mani e a sdraiarsi sulla sabbia, come fosse ventre di madre.
E poi la cena sontuosa, elegante, con show della cottura sottoterra…. E ancora balli con i giovani beduini e festa di compleanno e a raccontarci. Tra confortevoli abbracci.
Alberto chiede: cosa mi ha dato questo viaggio?
La risposta al perché ho scelto di nascere. Per amore e solo per amore. Per continuare a viverlo, senza pormi confini.
Cosa porto a casa?
La certezza di essere sulla strada giusta. Dove il camminare portando pace e amore è la meta. Forse già raggiunta.
Veramente difficile tradurre in poche parole l’immensità di questa giornata nel Wadi Rum.

17 settembre – 7° giorno Wadi Rum, ritorno ad Amma, ritorno
Esco dalla casa tenda e il sole mi fa l’occhiolino da dietro i l canyon. Brezza decisa mi dà il buongiorno. E io penso a quanto mi dispiaccia lasciare questo luogo così accogliente. Ed ecco che lui, il sole, mi bacia in fronte. Tornerò?

Non credo. La mia seconda volta in Giordania mi ha già dato tanto. Salgo sulla scala della casa-tendata e vedo tornare i miei amici dalla cammellata all’alba. Sono felici. Ridono. Ringraziano. Mi salutano. Anche io sono grata. A loro, alla Vita, alla Giordania che ci ha accolti come fratelli.
Auguro alla Giordania il lustro che merita. E spero siano tanti i suoi viaggiatori ed estimatori. Non distratti dalle notizie che la dipingono meta poco sicura. È simbolo di pace, la Giordania!
E noi ne siamo stati testimoni.
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pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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