FORTE E CHIARO, mensile del Medio Friuli – Febbraio 2018

FORTE E CHIARO, mensile del Medio Friuli – Febbraio 2018

MA QUANTO BISOGNO C’E’ DI AIUTO?

ORA C’E’ IL GRUPPO
FB “AIUTIAMOCI A CODROIPO E NON SOLO”, nato da una proposta di SIMONE
BRAGAGNOLO

Sul Gruppo Facebook
“Sei di Codroipo se” del 6 novembre 2017 si leggeva questo post, firmato
Simone  Zimon Rasputin, all’anagrafe
Simone Bragagnolo, 29 anni, di Biauzzo.  
   Con questo post vorrei creare
un precedente, vorrei iniziare io ma augurandomi che si espanda a macchia
d’olio per chi ne ha il tempo e le possibilità. 
Cerco il più possibile di farla
breve, ma breve non sarà. Praticamente il “lavoro” che sto facendo
ora mi permette di avere del tempo libero, non molto, qualche mezza giornata o
qualche ora sparsa.  
Volevo mettere a
disposizione il mio tempo, senza scopo di lucro e senza alcun guadagno, per aiutare
in piccoli gesti chi può avere necessità di una mia mano, preferirei aiutare
chi ne ha realmente bisogno
. Potrebbe essere chiunque: anziani, ragazzi,
adulti. In qualsiasi forma: potrebbe essere andare a far la spesa o fare
compagnia a qualcuno, aiutare a fare i compiti, scambiare due parole perché
qualcuno si sente solo o aiutare a mettere a posto qualcosa come una cantina,
una stanza, insomma qualsiasi cosa che un parente o un amico potrebbe aiutare a
fare.   
Perché una persona dovrebbe
mettere a disposizione il proprio tempo gratuitamente? Investire il proprio
tempo non per il lavoro classico, che assolutamente deve essere retribuito, ma
per aiutare qualcuno mi fa sentire l’uomo più ricco di questa terra e mi fa
capire che c’è ancora la possibilità che il concetto di “comunità” possa
riemergere inizialmente attraverso i rapporti umani, che ormai sono andati
perduti o rinchiusi soltanto nei nuclei familiari. 
Chiunque volesse essere
“aiutato” o “d’aiuto” a realizzare questo progetto mi scriva qua o in privato.
Questa è una mia
idea che partirà da me, ma in futuro si concretizzerà in un’associazione o in
qualcosa del genere e già con altre persone 
stiamo lavorando in questo senso.
Chi volesse “aiutarmi” direttamente
alla creazione di questo progetto o iniziare a mettere anche il suo tempo per
qualcuno, che ripeto potrebbe essere anche solo mezz’ora la settimana, mi
scriva, anche perché sarebbe interessante arrivare a trasformare questo tempo
in crediti scolastici o ore per servizi socialmente utili”.   
Quando
Simone ha scritto questo post non immaginava certo il risvolto più che positivo
che avrebbero preso le sue parole
. Sincere, schiette, dettate dal cuore ma
senza sentirsi generoso, bravo, coraggioso, aggettivi che molti continuano ad
attribuirgli. 
Risultato?  
 Un’ alluvione
di richieste di aiuto. Di ogni tipo, materiale, assistenziale, morale.   
Ma le richieste più numerose riguardavano la
sfera umana, il desiderio di poter parlare ed essere ascoltati, per scappare
alla solitudine imperante e dilagante. 
Così, Simone ha deciso di aprire un
gruppo su FB “Aiutiamoci a Codroipo e non solo” che, in pochi giorni conta
oltre 600 iscritti mentre il post di novembre continua a rimbalzare sulle prime
file.  Questo gruppo nasce per aiutare
le persone in qualsiasi modo e sempre gratuitamente. Chi ha del tempo libero
può metterlo a disposizione di chi ha bisogno. Allo stesso modo, se qualcuno ha
necessità o offre delle merci, sia in prestito che in regalo, può chiederlo o
dirlo al gruppo, ovviamente senza pretese e senza lucro. Basta poco del nostro
tempo per aiutare qualcuno, l’importante è avere il modo di proporlo e
gestirlo. Ecco, quindi, venire in aiuto questo gruppo.”
 
Continua Simone, con
semplicità disarmante “ Sono orgoglioso e stupito. Il  bello è che ognuno fa un pochino e insieme si
fa tanto. All’inizio ero confuso ma ora mi sento tutelato dal gruppo.   
Di concreto ho fatto poco per ora ma sono
stato invitato da molte persone ad un incontro per conoscerci e parlare. 
Allora
io spero che la  gente abbia meno paura
ad esporsi e si faccia avanti. I rapporti umani sono fondamentali e io sono
convinto che tutti abbiamo il desiderio di aiutare gli altri. Io non merito il
“bravo”, non voglio elogi.  Ciò che ho
detto e proposto dovrebbe essere la normalità”. 

Per la gestione
ottimale di questa sua idea  è necessario
chiedere o proporsi, senza vergogna. 
Solo così si potrà leggere la realtà con le sue esigenze e operare al
meglio. 

Simone ancora non sa bene come. Ha idee ed entusiasmo e ringrazia i
tantissimi che stanno dando corpo alla sua proposta.
Ha il vento delle
idee  sul viso mentre sorride. Orgoglioso
eppure umile della sua idea di volontariato come minuscolo antidoto alle derive
della società. Una sorta di immunità per imboccare una via che devia l’ovvio e
rincorre il concetto che “Tutto può essere cambiato”.  

LORIS SHABA  CANTA  PER AIUTARE CHI STA MALE
Ha solo ventidue anni, Loris Shaba e, al diploma di
ragioniere, preferisce la creatività della musica.  
 Cantautore e compositore, per farsi conoscere
si è affidato ai social network, vedendo subito volare il suo primo video
ufficiale.   
La canzone che ha pubblicato
si chiama “Leggenda ora sei re” e parla di sport. Dei valori che si
rispecchiano in ogni aspetto della vita, della capacità di vincere e di
perdere, di rialzarsi, di piangere di gioia e di dolore.  
 
L’ha dedicata a Marco Simoncelli, perché il
suo modo giocoso e solare di vivere lo ha sempre affascinato. Gli ha fatto
capire che in ogni persona c’è un tesoro di qualità troppo spesso nascoste e
inaspettate.  E la bellezza di
trasmettere felicità agli altri e farli sentire speciali.  
 Cosa che sta facendo, partendo dalla sua arte
che è ormai passione: scrivere e cantare. 
E, come Marco Simoncelli, viaggiare
nei cuori delle persone e degli amanti delle due ruote.
Loris fa tutto da solo, in una stanza della sua casa di Codroipo
dove si dedica esclusivamente alla musica. Canta, suona, registra e posta.  Ha iniziato a scrivere le prime canzoni a 17
anni, inizialmente per gioco, poi per sfogo, infine per smisurata passione.  
 Per lui la musica è semplicemente sentirsi
libero, perché  trasforma paure e
problemi in gioia e sollievo, regala una nuova dimensione, lontano dalla
realtà, da inutili ansie e apparenze.
Ammette di amare Codroipo, dove è cresciuto e dove ama
vivere.
Pur essendo un ragazzo vivace ed
estroverso, è riservato e rispettoso.  “Nella
mia vita ho sempre cercato un vero obiettivo, un qualcosa che mi potesse far
sentire veramente vivo e, all’inizio, un po’ come tutti, ero molto deluso e
arrabbiato col mondo. Mi sentivo diverso, inadatto, inadeguato. Sentivo che
dovevo fare qualcosa di grande e pensavo, all’inizio, di doverlo fare per
dimostrare qualcosa agli altri. 
Questo è un sentimento triste ma che accomuna
molte persone. Inizialmente era un gioco, uno sfogo. In seguito ho capito l’importanza
di dare felicità.
 “ L’unica felicità
che riuscivo a ottenere era aiutando gli altri.  Non io, ma gli altri. Ho capito che un sorriso
sincero era più importante dell’essere importante. Questo voglio trasmettere
con la musica, ma soprattutto con il mio modo di essere, quello che succederà
dopo non ha importanza. A me basta questo”.
I commenti alla sua canzone su Youtube  parlano di 
una delle più belle canzoni mai sentite e  un milione di visualizzazioni  è un traguardo inaspettato e meraviglioso.
Il fatto che diciassettemila persone da tutta Italia abbiano
condiviso il video, è una delle ragioni importanti per cui Loris dedica alla
musica ogni energia.
Egli continua a essere il ragazzo in canottiera e
pantaloncini ma dentro ha tanta voglia di regalare tre minuti che diano a ogni
tipo di persona la possibilità di sentirsi libera e a proprio agio. 
Chi volesse conoscerlo lo può trovare sulla sua pagina
Facebook, Loris Music.  
                                                                                                                        
Meritati premi per 
OZLAB FUNFACTORY di Marco Bressan
Fondata nel 1999 dallo scenografo Marco Bressan, Ozlab  progetta e realizza  attrazioni e scenografie per i parchi
tematici. Dall’ideazione al disegno, dal fumetto all’illustrazione realistica e
al disegno architettonico,  dalla
modellistica in scala alla grande scultura fino alla direzione arriva  all’ esecuzione delle opere in cantiere.
Art director di tutto ciò è Marco Bressan, classe 1974 che,
sin da bambino, ha sognato di svolgere questa singolare e affascinante
professione.
Dopo la maturità artistica, Marco si è diplomato in
Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, con una tesi
progettuale e innovativa proprio sui Parchi a Tema. Numerose le collaborazioni,
in particolare come progettista e scultore con noti parchi di divertimento
italiani e stranieri e un’esperienza in qualità di pittore per la Walt Disney
Attractions in Florida, che lo aveva selezionato tra oltre 400 candidati.
Soddisfazione e meritati riconoscimenti per un giovane
artista ricco di una disarmante semplicità, balzato agli onori della cronaca
internazionale anche grazie alla premiazione dei Parksmania Awards 2017, al  Movieland Park – Canevaworld Resort (VR). Si  è trattato della sedicesima edizione del
prestigioso riconoscimento assegnato ogni anno dalla testata giornalistica
Parksmania.it ai parchi di divertimento italiani ed europei che si sono
maggiormente distinti.
Un premio riconosciuto a livello internazionale come uno
degli eventi più importanti del settore.  
La Ozlab  è stata
coinvolta in questa prestigiosa manifestazione perché in nomination sono giunti
tre parchi acquatici per i quali è stata determinante la collaborazione con
Ozlab.
Vincitore è risultato Aqualandia, il parco a tema di Jesolo
che da anni si avvale delle scenografie ideate dalla Ozlab,  ma in gara  c’era anche Acquafolli di Caorle, dove fa
bella mostra di sé  l’ultima creazione
Bressan, Fisherman’s Bay
Ulteriore importante risultato è stato ottenuto con il
premio speciale della giuria con l’attrazione Lua Pele/scivolo Inside,
installato all’Acqua Village di Cecina, disegnato proprio da Marco Bressan.
Si può ben dire che i Parchi divertimenti siano un magico
connubio tra meravigliosi sognatori ed eccellenti artigiani. Uno di questi,
senza dubbio, è Marco Bressan.
                                                                                                             
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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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