FORTE e CHIARO -mensile del Medio Friuli – mese Maggio 2016

FORTE e CHIARO -mensile del Medio Friuli – mese Maggio 2016

 
CAMINO T –  GLI AMORI DI IPPOLITO NIEVO
La storia del nostro territorio sta a cuore alla Commissione
Biblioteca caminese, ai comuni di Camino e Varmo e lo si capisce dalle
iniziative attivate sui personaggi che qui hanno lasciato traccia. La 2°
edizione è stata dedicata a Ippolito Nievo, ( 1831-1861) con riferimento ai
suoi amori. La prof.ssa Carmela De Caro, ricercatrice appassionata di eventi
sconosciuti ai più perché tenuti nascosti negli archivi e nelle dimore private,
ha delineato un quadro preciso e documentato delle donne che avevano fatto
innamorare Nievo, morto tragicamente a trent’anni, in Sicilia, dove era stato
mandato a recuperare le casse con oro e documenti dell’impresa dei Mille, di
cui era tesoriere. Amori di cui si sa poco in effetti e svelati durante la
serata, con dovizia di particolari. Ma come era Ippolito? Magro, dato che non
mangiava volentieri, pallido al punto da far intravvedere sul viso i peli della
barba. Perché era legato al Friuli? La madre Adele, figlia della contessa  Ippolita di Colloredo di Monte Albano aveva
sposato, in seconde nozze,  Antonio
Nievo. Adele ricevette in dote terreni a Colloredo e, da donna colta ed emancipata
qual era,  li amministrava saggiamente
fin dall’età di 22 anni. Ippolito amava poco il castello e preferiva seguire il
fattore che abitava tra Varmo e Camino.  Non stava bene con i nobili, preferiva la
gente. Da piccolissimo veniva con la madre a San Martino, dai nobili Di
Prampero dove scrisse la novella “Il Varmo”.  Lì giocava con Pisanina Di Prampero (
1837-1858)  che sarà la protagonista delle
“Confessioni di un italiano”. Lei era frizzante, controcorrente e morì a 21
anni, di parto. E’ sepolta a Udine, nel cimitero S. Giovanni, nella prima
arcata a sinistra, in una tomba imponente. La critica si chiede “ Pisana, qual
è tra le donne che Nievo ha amato”? La risposta è “Tutte”. I suoi amori? Il
primo fu per Matilde Ferrari, 1830-1868, che conobbe a Mantova, nella villa di
Attilio Magri, suo amico di sempre, che morì suicida nel lago di Como. Matilde
era arcigna, magra, con capelli castani. Nievo andava a farle visita, in
salotto, suonava il pianoforte e cantava per lei. Era molto geloso. Di notte la
spiava per vedere se ricevesse altri uomini. Le scriveva tante lettere ma lei,
in due anni lei non gli rispose mai. Un giorno, Nievo assistette, non visto, ad
un dialogo tra Matilde e la madre che, mentre passeggiavano, le disse “Devi
trovarti un partito migliore”. Nievo lasciò Matilde senza spiegazioni. A 20
anni, scrisse “Antiafrodisiaco dell’amore platonico”. Matilde morì giovane, due
anni prima di Nievo, invocando il suo nome. Il secondo amore fu Beatrice,
contessa di Magenta, nata nel 1832. Fu un amore grandissimo e pazzo, perché lei
era sposata con Carlo Gobio, cugino acquisito di Nievo. Ma non esiste traccia
di questo amore. Le scrisse 61 lettere cui lei non rispose mai. Bice o Beatrice
era seria, stava sempre in casa, era malata di tisi fin da bambina. Stava a
Mantova e a Bellagio, sul lago di Como dove oggi c’è l’Hotel Suisse. Forse a
causa di questo amore Nievo si arruolò nei Mille, con Garibaldi.  E, per tornare da lei, salì sul piroscafo
sbagliato dove trovò la morte. Era una nave per merci che faceva spola tra
Messina e Napoli. Trasportava con sé due casse e registri. Dato che Cavour
aveva accusato Garibaldi di rubare soldi, egli mandò Nievo a portargli i
registri su cui annotava ogni spesa. Ci fu il naufragio e Nievo morì il 4 marzo
1861. Bice, disperata, ebbe un altro bambino, poi morì. Fu sepolta avvolta
nella camicia rossa di Nievo, nel 1863.

Per la storica Carmela De Caro,  Nievo è meglio di Manzoni perché descrive un
mondo straordinario dopo averlo toccato e amato, conoscendo bene  i personaggi. Purtroppo non ha avuto il tempo
di rimaneggiare le sue opere mentre Manzoni ha impiegato 20 anni per la stesura
finale dei Promessi Sposi.

                                                                                                                  

CODROIPO                    
UTE: RITROVO FINE ANNO ACCADEMICO AL DOGE per 300

Presidente Ute Lionello Baruzzini,  i coordinatori delle sedi  di Bertiolo, Codroipo, Lestizza, Rivignano
con i sindaci di Bertiolo, Lestizza e l’Assessore Tomada di Codroipo. 

   

                                                      CODROIPO AI RAGGI X

SCUOLA DI MUSICA “CITTA’ DI CODROIPO”  dove la Musica è di tutti

foto dal concerto “ Musiche e danze dal mondo”


Ogni vita ha la propria colonna sonora.  E la musica è ovunque, perfino nel silenzio.
Quindi è di tutti. Anche Codroipo ha la personale colonna sonora e si chiama
Scuola di Musica, gestita dall’Associazione Musicale e Culturale “Città di
Codroipo”, con oltre 400 soci. E’ diretta dal M° Elena Blessano e presieduta da
Manuela Sartore.  Ha sede in edificio
storico in via 4 novembre, accanto all’Auditorium comunale. Apparenza classica
da fuori, esplosione di vita dentro. Bambini, anche piccolissimi, ragazzi e nonni
entrano ed escono a ogni ora, mentre anche i muri cantano. Sì, avete capito
bene. Qui la musica è per tutti e a tutti è dato conoscerla e viverla. Basta un
po’ di coraggio iniziale nell’aprire la porta o fare una telefonata e poi la
musica verrà “servita” su un piatto d’oro da un team di docenti qualificati che
amano la scuola e chi la frequenta. E’ possibile imparare molto, dal linguaggio
musicale a ogni tipo di strumento, anche in convenzione con il Conservatorio
“J. Tomadini” di Udine. Altra possibilità è data dalle orchestre, band, Big
Band, Gruppo Vocale,  Coro Lirico  e Coro 5 per adulti. Per far parte del Coro
5, ad esempio,  non è richiesta
competenza musicale ma solo entusiasmo e voglia di cantare in gruppo. La scuola
è l’unico Centro nazionale e di ricerca per la formazione BAPNE, con diversi
articoli pubblicati su riviste di alto impatto scientifico. Il  Vice-direttore, M° Giorgio Cozzutti,  è infatti l’unico referente italiano per il
metodo Bapne, in grado di sviluppare le intelligenze multiple attraverso la
didattica della percussione corporale. La scuola di Musica, quindi,  ha lo sguardo che va ben oltre l’orizzonte
che si profila dall’edificio fisico perché è stimata e seguita da chi fa della
musica la professione o, semplicemente, passione. Come? Promuovendo  a Codroipo seminari di altissimo livello, con
insegnanti accreditati a livello internazionale e partecipanti da tutta Europa,
tra cui  il BAPNE, con l’ideatore, il
Dott. Javier Romero Naranjo, musicologo presso l´Università di Berlino. E’
aperta al territorio e si esprime con saggi corali, concerti e spettacoli in
manifestazioni pubbliche e private, tra cui i concerti della domenica in
biblioteca, premio San Simone, serate dedicate ai sostenitori, come quella
dedicata alla memoria di Barbara Scaini, la cui famiglia ha donato tre
timpani.  E’ presente nelle scuole
codroipesi, dall’infanzia alla secondaria di 1° grado, in convenzione con
l’Istituto comprensivo e il comune, in un percorso musicale ragionato
pluriennale. E’ propositiva anche nel promuovere corsi, di amplificazione,
montaggio e ripresa video,  e molti
altri.  La scuola costituisce un vanto e
motivo di crescita per la Città di Codroipo ma 
sta in piedi grazie alle quote degli allievi,  al contributo di enti e privati e  agli  eventi
di auto sostegno, tra cui spicca  “La
musica è servita” in Corte Bazan a Goricizza, in collaborazione con l’Assoc.
Sante Sabide.  Il risultato del 2015 è un
bilancio economico in positivo, 
investimenti effettuati in strumentazioni indispensabili allo
svolgimento delle attività, e  un
bagaglio di competenze musicali e umane che ne costituiscono la spina dorsale
e  patrimonio prezioso. A scuola di
musica si sta bene, al ritmo giusto, perché la musica è per tutti e ognuno può
trovarvi la propria, magari realizzando un sogno nel cassetto. Motivo di
orgoglio sta nelle centinaia di allievi di ogni età che l’hanno scelta ma il
tallone di Achille è sempre la cronica mancanza di spazi per poter soddisfare
tutte le richieste. Perché dire di no a chi desidera fare musica significa  dare uno schiaffo alla cultura e allo
sviluppo armonioso delle future generazioni.
 

                                                                                                                                  

 

 

 

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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