FIABA: ITALIA… LA PRINCIPESSA CHE NON VOLEVA LA CORONA

FIABA:  ITALIA… LA PRINCIPESSA CHE NON VOLEVA LA  CORONA

FIABA: ITALIA… LA PRINCIPESSA CHE NON VOLEVA LA CORONA

C’era una volta nel reame Europa una bellissima Principessa, di soli 159 anni, ma con una storia alle spalle molto, molto più lunga. E avventurosa. Tra le sorelle e i fratelli lei spiccava per la sua forma, uguale a nessun altro. Il suo corpo era uno stivale, con tacco 400. Milioni di persone arrivavano anche dalle terre più lontane per ammirarla e lei accoglieva tutti a braccia aperte e li salutava con un arrivederci quando se ne tornavano a casa. Dava a tutti il benvenuto, senza badare al colore della pelle, alla forma degli occhi, alla lingua. Consolava chi arrivava dal mare sui barconi, curava i senzatetto, ispirava pittori, poeti e cantanti con i mari e i cieli azzurri, nutriva i suoi 60milioni di figli con la fertile terra e l’Inno nazionale. Ne cullava il riposo con le nenie e le carezze di madre. Li spronava a rialzarsi dopo terremoti, alluvioni, guerre. Ma non sempre riceveva in cambio l’amore che elargiva con tanta generosità. Alcuni tra i suoi figli disprezzavano la propria vita, appiccavano incendi alle foreste, costruivano case troppo vicino ai vulcani e ai fiumi, avvelenavano la terra per denaro, seppellivano immondizie, siringhe e plastica nel suo ventre, facendola ammalare. Altri, lasciavano cadere pezzi delle sue meraviglie senza curarsene. “Tanto – dicevano alzando le spalle – nostra madre di bellezze ne ha così tante.”
Italia, questo era il suo nome, teneva duro, e continuava ad aiutare tutti. Ma non sapeva di essere tanto invidiata per lo splendore, la cultura, le grandi capacità di alcuni suoi figli, letterati, scienziati, inventori, e di donne e uomini che le davano lustro, ogni giorno., con il loro lavoro. E non immaginava cosa stesse per accadere quell’anno bisestile, il 2020. Ancora non lo sapeva ma, in luoghi molto lontani, personaggi importanti la guardavano con un binocolo. E si chiedevano come mai, pur così piccola, riuscisse a essere sempre splendida e intelligente. Vedevano folle di persone salutarla, riverirla, ringraziarla per l’elegante raffinatezza. E anche i suoi figli andavano in libertà ovunque desiderassero sul pianeta Terra e, perfino, sulla Luna. Italia di ciò era felice, anche se li sentiva litigare e lamentarsi per cose di poco conto, anche se ne vedeva alcuni assassinare le proprie donne rimanendo impuniti o guardarsi in cagnesco, arrivando a rubare e a uccidere.
Già nel gennaio 2020, qualcosa l’aveva messa in allarme. Era stato un brivido improvviso, non ci aveva fatto caso. Aveva altro cui pensare. Intanto, un virus sconosciuto, Virus Corona o Mister Corolla per i poeti, geloso dei suoi ammiratori, voleva averla tutta per sé. Piano piano, iniziò a camminare in un reame trenta volte più grande di lei, entrando nei polmoni di uomini e donne dagli occhi a mandorla durante il loro Capodanno, quando se ne andavano liberi nel mondo per le ferie. Anche uno dei figli di Italia era là e Mister Corolla si servì proprio di lui per metterle la corona. Mentre il calendario segnava febbraio 2020, Mister Corolla stava realizzando il suo progetto. Era riuscito a fare ammalare tanti figli di Principessa Italia e prometteva di farlo anche con quelli che ancora non ci volevano credere e continuavano a uscire, ballare, baciare e abbracciare come se niente fosse. Un vero godimento per il Mister che saltellava da uno all’altro con gran felicità. Il 23 febbraio, i generali del Parlamento decisero di chiudere le scuole, le feste, i concerti. Insomma, tutte quelle cose che fanno stare vicino le persone. Principessa Italia era sempre più debole anche se aveva tanti angeli negli ospedali, sulle strade, nelle case. A marzo, più lei si ammalava, più coloro che si erano sempre dichiarati amici le sbattevano la porta in faccia. Innalzavano muri, rifiutavano i suoi figli, toglievano aerei e navi da aeroporti e porti, la guardavano con paura e ribrezzo. Ormai, Mister Corolla ce l’aveva in pugno e rideva soddisfatto perché ancora molti italici non volevano fare sacrifici per allontanarlo.
Erano sacrifici semplici come lavarsi le mani, stare a casa, rinunciare per un po’ alla libertà. E più loro uscivano più lui gongolava, diventando un killer. Nonnini e nonnine morivano soffocati e soli negli ospedali. Abbandonata, non più ammirata, Principessa Italia era allo stremo. Fu in quel momento che i suoi figli le vennero in aiuto. Accettarono di rimanere a casa per tanti giorni, pur rischiando di diventare poveri, di rimanere senza lavoro mentre tutto, o quasi, veniva chiuso. Le città e le strade erano deserte, surreali, ingessate. Ovunque, un silenzio grasso e rassegnato. I nonni non potevano vedere i nipoti. Chi stava male non poteva ricevere visite in casa di riposo o in ospedale. Chi moriva non poteva avere il funerale. Solo chi nasceva non notava nulla di diverso. Ora che conoscevano il rifiuto e l’isolamento, i figli di Principessa Italia si resero conto di quanto le volessero bene, di quanto si sentissero orgogliosi di essere italiani. Generosi occhi a mandorla li aiutarono. Loro ci erano già passati. Loro comprendevano.
Mister Corolla, testardo, tentò in ogni modo di mettere la corona a Principessa Italia ma lei, pur a fatica, si rialzò e stringendo a sé i suoi figli, lo fulminò, guardandolo dritto negli occhi.
Mi hai fatto tanto male, ti sei portato via amati figli ma non la mia dignità né la mia bellezza che ora si chiama forza, coraggio,  generosità.  Non ti dimenticherò. Mai.”

Immagine in evidenza:   https://www.creathead.it/italian/creativi-e-creative/illustratore/venezia/47630/franco-rivolli

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pierina gallina

pierina gallina

Ho un nome e un cognome che non si dimenticano. Sono appassionata di scrittura, poesia, viaggi, libri e persone, in particolare bambini e saggi. Ho pubblicato cinque libri e sono una felice nonna di 7 nipoti, da 6 a 18 anni, mamma di tre splendide ragazze, e moglie di un solo marito da quasi 50 anni. Una vita da maestra e giornalista, sono attratta dalla felicità e dalla medianità, dallo studio della musica e degli angeli. Vi racconto di libri, bambini, nonni, viaggi, e del mio Friuli di mezzo, dove sono nata e sto di casa, con i suoi eventi e i suoi personaggi. Io continuo a scrivere perchè mi piace troppo. Spero di incontrarti tra i fatti e le parole. A rileggerci allora...

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