Ennio Malisan. Il disegnatore che spedisce le cartoline. Bertiolo (Ud)
Ennio Malisan – Bertiolo (Ud) – 28 febbraio 26
A Bertiolo, dove è nato nel dicembre del 1960, Ennio Malisan è noto anche per i murales che punteggiano il paese, fino alla torre accanto all’auditorium. Una vita nel settore grafico, senza mai mettere da parte la passione per il disegno, ritratti, video animazioni, pareti che diventano racconti. Poi la pensione, due anni fa, e un’idea semplice e controcorrente: spedire arte per posta.
Cartoncini formato cartolina, tecnica mista – acquerello, tempera, china, matita, carboncino, pastelli – e un gesto che ha il sapore dei tempi andati. «È un gioco espressivo libero, mi fa stare bene», dice. L’idea nasce, prende forma, e lui la segue «con la voglia di continuare all’infinito. Non so mai quale sarà la prossima. Per me è un dono». 



Il valore non è economico né il tempo misurato. «Le cartoline sono un veicolo per spedire i disegni, farli circolare, prendere aria. Mi piace pensare alla sorpresa di chi trova nella buchetta delle lettere qualcosa di inatteso, a quell’attimo di piacere che sta scomparendo, come stanno scomparendo i francobolli e le lettere postali». Un’arte che si svincola dal mercato e torna relazione. «Se sto bene, spero di poter far star bene anche chi le riceve».
Le prime cartoline, nel 2009, erano nate quasi per caso, prendendo spunto da una ricevuta per posta da un amico. Poi sono arrivati temi più impegnati, anche sull’onda delle tante mostre di arte contemporanea visitate. Guerre, consumo del territorio, tematiche razziali, rondini. Nel 2020 lo sguardo si è spostato sulla vita, avvicinandosi piano piano alla natura.
Il 2024 è stato l’anno dell’erba e ogni disegno accompagnato da una definizione tratta dal dizionario Garzanti, riscritta a mano, e da una frase personale. «Osservando l’erba mi accorgo dell’infinita varietà. Devo copiarla o prenderne spunto, perché con la fantasia mai potrei arrivarci». Alcune immagini nascono dall’immaginazione, altre da fotografie o dalla realtà osservata con pazienza.
Nel 2025 il tema è diventato il prato, forte della memoria d’infanzia esplorata con il padre nella campagna friulana. Il 2026 è dedicato all’acqua di risorgiva, elemento identitario del Medio Friuli.
Prima della spedizione Ennio fotografa la cartolina e la annota in un registro personale, con data e indirizzo del destinatario. Finora ne ha inviate circa 650, raggiungendo anche mete lontane, quali Buenos Aires, San Pietroburgo, Inghilterra, Stati Uniti.
Alla domanda sul prossimo tema sorride, con il suo fare riservato. «Sto pensando all’impermanenza», dice, quasi sottovoce. Tutto è transitorio, dunque. Come l’erba, come l’acqua, come un francobollo che attraversa il mondo e poi resta, silenzioso, in un cassetto.

